Siete gentilmente pregati di spengere i telefonini durante i festival berlinesi!

di Cristiano Fioravanti // pubblicato il 04 Novembre, 2011

L’inverno sta arrivando e notoriamente qui a Berlino non lo fa in modo leggero ma repentino e molto spesso con “cattive” intenzioni. Per fortuna la città ha pensato ad antidoti efficaci contro la fredda e grigia stagione: uno di questi è rappresentato dalla vasta scelta di festival di cinema che viene offerta a cittadini e turisti. Cerchiamo allora e per brevi accenni, ond’evitare di rovinare eventuali sorprese e per potervi così lasciare il piacere della scoperta, di mettere un po’ d’ordine nelle centinaia di proposte berlinesi in campo cinematografico per poter così utilizzare al meglio il tempo. Il problema, se così mi si permette di chiamarlo, è il fatto che la città propone una miriade di manifestazioni cinematografiche concentrate in pochi giorni ed il tempo per tutto, come è ormai ben noto, non c’è: la scrematura oltre che consigliabile, in questi casi, è quasi d’obbligo; fosse solo anche per un discorso di qualità. L’altra sera, per introdurvi con un piccolo fatto personale alla piccola rassegna da me pensata, mi trovavo al cinema. Come accade in Italia, prima dell’inizio della proiezione si  viene, anche qui in terra teutonica, bombardati di pubblicità a cui rinunceremmo volentieri ma che a volte serve anche per scoprire che nella città che ti ospita si terrà a breve un festival molto interessante.

È il caso del 27. Internationales Kurzfilmfestival Berlin che si terrà dal 15 al 20 novembre nei più famosi cinema di Berlino. Questo festival, prima tappa del nostro piccolo viaggio tra i Festival berlinesi, è nato nel 1982 come Super8 Filmfestival in Berlin-Kreuzberg (una dei quartieri più famosi ed alla “moda” della città). Dopo 26 edizione è diventato uno dei più importanti festival di cinema internazionale di cortometraggi d’Europa ed è il più vecchio festival della Germania, secondo solo alla Berlinale. In questa edizione saranno presentati più di cinquecento film divisi in diverse sezioni.

Un’interessante filiazione di questo festival è il KUKU: 4. Internationales Kinder- und Jugendkurzfilmfestival Berlin( festival internazionale di cortometraggi per bambini) dal 13 al 20 novembre. Partito come sezione del sopraccitato festival è nel frattempo diventato un festival indipendente che permette ai più piccoli di avere un primo contatto con la settima arte, rendendoli partecipi, attraverso workshops pratici, del processo creativo e produttivo di un’opera audio-visiva.
Dal 2 all’11 novembre si terrà poi, presso la Frei-Universität di Berlino, la sesta edizione del Internationale Filmwochen an der FU (settimana internazionale del film) sotto il motto “cross roads, cross boards, cross minds”: un contributo “totale” al tema della tolleranza e della condivisione interculturale. Il festival prevede la proiezioni di diciannove opere e sarà anche presentato il documentario Die Kunst zu leben che racconta la storia di Senol, un pittore turco, da sette anni emigrato a Berlino il quale, avendo limitate capacità nell’esprimersi in tedesco, preferisce comunicare coi proprio concittadini nel suo linguaggio d’elezione: la pittura, e più in generale, col cosiddetto linguaggio dell’arte.

Senza indugiare troppo sul programma e su questo film, che promette di essere un interessante ed illuminante ritratto della Berlino “Multikulti”, vi rimando al programma ufficiale e passo alla segnalazione del prossimo festival che, per la sua tematica attuale, coinvolgerà in maniera pregnante gli animi degli spettatori che decideranno di prendere posto davanti a questi schermi. Mi riferisco all' Arabischer Filmfestival Berlin che, arrivato alla sua terza edizione, sotto l’egida della parola “umore”, cercherà di farci avvicinare , attraverso diverse “storie”, alle situazioni politiche che i nostri vicini arabi stanno, ed hanno, vissuto (dal 2 al 10 novembre). Non mancheranno sicuramente momenti di pathos e commozione, vista anche la forte attualità della cosiddetta “primavera araba”. Interessante sarà poi la retrospettiva dedicata al cinema libanese sotto l’influenza della guerra civile.

Avviandomi ad una conclusione e rimandandovi, per altre decine di manifestazioni cinematografiche, ad un sito molto interessante che raccoglie informazioni e articoli su quelli  più rilevanti (Berliner filmfestivals), vorrei introdurre uno dei più importanti festival di cinema dell’est Europa che rappresenta una sorta di ponte tra “noi” dell’ovest ed i nostri “compagni” dell’est. Il 21. Film Festival Cottbus si aprirà il primo novembre con un film di Lech Majewski (Die mühle & das kreuz - Polonia, Svezia  2011) per concludersi il sei novembre con l’assegnazione di rito dei premi. Saranno presentate più di centoquaranta produzioni proveniente dai più di trenta paesi.

La storia di questo festival e molto interessante e vale la pena raccontarla brevemente e contestualizzarne la provenienza. Innanzitutto è considerato uno dei più importanti festival di cinema dell’Est Europa e nasce nel 1991, a ridosso della caduta dell’unione sovietica. La manifestazione si svolge nella regione della Lausitz (al confine con la Polonia) che è da sempre considerata la “Porta” verso l’est, una specie di avamposto della cortina di ferro che tanto spaventava noi “occidentali”. Il festival si è ormai trasformato in un’ enorme manifestazione che comprende non solo la proiezione dei film in concorso, ma anche seminari a tema, workshops e letture che introducono in modo “globale” lo spettatore nel mondo così vicino, ma per alcuni versi ancora un po’ troppo lontano, della cultura “mittel-ost” europea. Anche in questo caso mi permetto di rimandarvi al programma (che troverete anche in inglese nel sito ufficiale del festival sotto “Sektionen”) per scoprire e appuntare in agende, le diverse sezioni di cui consta il festival di Cottbus.
Concludo naturalmente con un accenno alla Berlinale, che quest’anno arriva alla sua sessantaduesima edizione e si terrà “in giro per Berlino” dal 9 al 19 febbraio -  anche se avremo modo di tenervi aggiornati con una accurato numero di articoli che riguarderanno le più meritevoli opere che verranno presentate.
Come sempre sarà un festival pieno di curiosità ma soprattutto di alta qualità, una caratteristica che contraddistingue la Berlinale. Quest’anno sarà molto interessante la retrospettiva dedicata alla Meschrabpom-film: una casa di produzione cinematografica nata nel 1922 da una collaborazione russo-tedesca (fondatori furono Moisej Alejnikow e Willi Münzberg) con sede a Mosca ed una succursale nella Berlino florida e culturalmente iper-attiva degli anni venti. Questo meraviglioso “esperimento cinematografico” fu chiuso con violenza da Hitler e Stalin dopo quattordici anni di attività grazie alla quale possiamo oggi godere di alcuni capolavori indiscussi della cinematografia russo-tedesca, soprattutto sul tema della rivoluzione russa. Il titolo della retrospettiva è Die rote Traumfabrik  che, tradotto in Italiano, con un po’ di fantasia e poesia, sarebbe “il fantastico opificio rosso” che non credo sia la traduzione “accademicamente” esatta ma che rende bene il senso della particolarità e dell’importanza che questa avventura cinematografica ha avuto nella storia del cinema.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Interfilm 2011
Manifesto del XXVII Internationales Kurzfilmfestival Berlin

- Manifesto del 4. KUKI Internationales Kinder & Jugend Kurzfilmfestival Berlin

- Banner ufficiale 6. Internationale Filmwochen an der FU Berlin

- Manifesto del Arabisches Filmfestival Berlin 2011
Copyright © 2011 Freunde der arabischen Kinemathek, Berlin e.V.

 

Dove e quando

  • Date : 02 Novembre, 2011 - 21 Novembre, 2011

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