Sicilia Cunta zampogne e cantastorie
di // pubblicato il 18 Novembre, 2010
Benedetto Miceli, Salvatore Modica e suo figlio, Emanuele fra gli ultimi virtuosi suonatori di zampogna "a chiave" siciliana (ciaramedda) saranno in concerto domani sera a Bologna, a Palazzo Marescotti, nell'ambito del XXI Festival Suoni dal Mondo. A seguire, un duo di cantastorie dell’area ragusana: Giovanni Virgadavola e Luciano Brusacca.
Presenti anche a Palermo, oggi i pochi zampognari ancora attivi, provengono dalla vicina Monreale.
Lo strumento è composto da quattro canne: due bordoni (quàitta e fasettu) e due canne melodiche (canta e trummuni).
Le dimensioni della canna melodica sinistra (trummuni), dotata di una chiave per l'otturazione dell'ultimo foro, sono imponenti (quasi un metro e mezzo).

Si tratta di un tipo di zampogna esclusivamente devozionale con impiego limitato al periodo natalizio le cui origini sono indicate dal repertorio tuttora praticato, in buona parte riferibile alla musica sacra organistica di epoca barocca.
Il programma comprende sonate solistiche (Pasturali, Litania, Scala, Calabrisella) e canti (Nascita e Passione di Cristo, Salve Regina, storie di santi).
Salvatore Virgadavola ha ereditato dal padre la sapienza istrionica degli attura i bàgghiu (attori di baglio) dell'area ragusana, contadini che nelle masserie intrattenevano la compagnia, improvvisando scene comiche e ripetendo gli antichi racconti (cunti) tramandati oralmente da generazioni.
Contadino di mestiere, nato e residente a Vittoria, Giovanni ha da tempo intrapreso l'attività di contastorie seguendo i canoni tradizional cioè narrando con l'indicazione su grandi cartelloni a quadrid i vari momenti dell’azione. Si esibisce raccontando fiabe apprese durante l’infanzia, con protagoniste le gesta dei Paladini di Carlo Magno o vicende locali a tema storico-mitico.
Luciano Busacca, anch’egli vittoriese, accompagna Virgadavola con la chitarra, inframmezzando ai racconti diverse storie eseguite nello stile dei cantastorie siciliani.
Il concerto sarà preceduto nel pomeriggio - ore 15 - da una conferenza del professor Sergio Bonanzinga dell’Università di Palermo.