Senso di Tutino/De Ana apre la Stagione 2011 del Teatro Massimo di Palermo
di // pubblicato il 15 Gennaio, 2011
In sintonia con l’anniversario italiano, il Teatro Massimo di Palermo - sublime tempio, dedicato a Vittorio Emanuele, degli architetti Basile, primo teatro italiano per grandezza e terzo in Europa, dopo il Palais Garnier di Parigi e lo Staatsoper di Vienna - apre la stagione 2011 con un’opera, Senso, appositamente commissionata dalla Fondazione al compositore Marco Tutino.
Il 20 gennaio Senso, su libretto di Giuseppe Di Leva, tratto dall’omonima novella di Camillo Boito e ispirato al capolavoro cinematografico di Luchino Visconti, andrà in scena, appassionando il pubblico palermitano con il suo intreccio su vari livelli. Si presenta la storia d’amore tra la contessa Livia Serpieri (il soprano: Nicola Beller Carbone) e il tenente austriaco Hans Büchner (il tenore: Brandon Jovanovich), sullo sfondo un’Italia che vive la sua Terza guerra d’Indipendenza. Oramai destatosi, l’italico furore lotta per cacciare lo straniero e bolla come tradimento del dovere patrio ogni possibile rapporto, sia d’amicizia o d’amore, degli italiani con gli occupatori. Bene pubblico o privato? Questo è il dilemma che strugge Livia.
Senso, insieme a Bianco, Rosso e Verdi e a Nabucco, presentati durante le scorse stagioni, fa parte di un progetto pluriennale del Teatro Massimo di Palermo, avviato nel 2009 e dedicato all’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia. L’intero progetto dell’istituzione palermitana s’inserisce nell’ambito delle celebrazioni nazionali, promosse dal Comitato interministeriale con il supporto dell’Unità Tecnica di Missione della Presidenza del Consiglio.
La regia dell’argentino Hugo De Ana, autore delle stesse scene e costumi, e le coreografie di Luigi Neri daranno forma ai ricordi di Livia Serpieri, io narrante che attraverso flash-back dipana l’intera opera. Così come gli Italiani si apprestano a rievocare gli avvenimenti lontani che videro la genesi della patria, così la contessa ricorda le situazioni che la legarono al bel tenente austriaco in un’opera che fa del concetto di memoria il suo asse principale. Dilatandosi, la memoria giunge abbracciare la stessa partitura musicale che, in omaggio a Verdi, ‘ricorda’ la grande stagione del melodramma risorgimentale.

Dopo il consono saluto al periodo unitario, uno sguardo alla ricchezza d’offerta per la stagione di opere e balletti del 2011 del cartellone del Teatro Massimo è indice del risanamento dell’istituzione palermitana che, in coproduzioni con teatri italiani e internazionali, torna - come afferma il sovrintendente Antonio Cognata - a “scommettere sulle nuove produzioni” e a fare di Palermo “un nuovo polo della cultura internazionale”.
Per la stagione le scelte del direttore artistico Lorenzo Mariani puntano su registi di spicco della scena contemporanea, come lo stesso Hugo De Ana.
Jean Louis Grinda firmerà il ritorno, dopo 41 anni di assenza, de La Gioconda di Ponchielli, con la prestigiosa presenza di Daniela Sessì e Salvatore Licitra. Damiano Michieletto curerà la regia dell’opera del compositore boemo Bohuslav Martinů, The Greek Passion, grande affresco corale ispirato alla novella di Nikos Kazantzakis, che garantisce la presenza del Novecento in programmazione.
Il fiammingo Gilbert Deflo lavorerà capolavoro di Gaetano Donizzetti Lucia di Lammermoor, opera che segnerà il ritorno al Massimo del soprano palermitano Desirée Rancatore, stella internazionale già apprezzata interprete del ruolo di Semele per Europa Riconosciuta di Salieri al Teatro Alla Scala nel 2004, qui accompagnata dal tenore Francesco Demuro.
L’estate ci porterà al Teatro di Verdura, dove Willy Landin metterà in scena, con un nuovo allestimento, Turandot di Puccini nella suggestiva cornice del parco di Villa Castelnuovo.
Se l’estate inizia con Puccini anche in autunno si riparte di nuovo con il compositore lucchese, questa volta con Tosca, interpretata da Svetlana Vassilieva e Jorge De León con l’allestimento del Regio di Parma per la regia di Alberto Fassini, scene e costumi di William Orlandi.
Seconda tappa dell’anniversario italiano per la stagione 2011 sarà Il Trovatore di Verdi su regia di Paul Curran, si passerà poi all’esibizione del mezzosoprano estone Elīna Garanča in Carmen di Bizet, coprodotta dal Teatro Massimo insieme al Gran Teatre del Liceu di Barcellona e al Teatro Regio di Torino, mise en scène del catalano Calixto Bieito.

Per quanto riguarda il balletto, il Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo, sarà impegnato nella Cenerentola su musiche di Sergej Prokof’ev, con gli étoiles ospiti Yolanda Correa e Dayron Vera, e nel titolo natalizio per antonomasia Lo Schiaccianoci, con Olesya Novikova e Leonid Sarafanov. Entrambi i titoli debutteranno nella nuova versione coreografica firmata da Luciano Cannito, direttore dell’ensemble palermitano.
Per concludere – con la postilla di rammentare che dalla Sicilia l’impresa dei Mille ebbe inizio, per alcuni ‘amanti del verde’ che, forse, un po’ troppo sovente, dimentichi dell’importanza fondamentale dell’apporto sia culturale sia territoriale del Meridione al costituirsi dell’Italia, non ricordano che proprio metà dell’attuale stato italiano allora si chiamava ‘Due Sicilie’ - si scelgono le parole di Marco Tutino per Senso:
“la musica si dispieghi come la visione di un arazzo, dove su uno sfondo storico ed eroico le note illuminano e ingrandiscono la vicenda passionale e intima”.