Scritto nelle Ossa. La società romana di Età Imperiale

di Federica Falleri // pubblicato il 24 Febbraio, 2014

Il Museo della Via Ostiense di Roma, situato presso i suggestivi locali delle mura Aureliane, ospita la mostra “Scritto nelle Ossa. Vivere, Ammalarsi e Curarsi a Roma in Età Imperiale”, aperta al pubblico sino al  30 aprile 2014.
La mostra, realizzata a cura di Paola Catalano, Gino Fornaciari, Valentina Gazzaniga, Andrea Piccioli e Olga Rickards, vede la partecipazione e collaborazione di numerosi enti e istituti di ricerca quali la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina dell’Università di Pisa, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, il Dipartimento di Medicina Sperimentale di “Sapienza” Università di Roma e il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.


Nella mostra “Scritto nelle Ossa. Vivere, Ammalarsi e Curarsi a Roma in Età Imperiale” scienze e settori diversi dialogano quindi tra di loro con lo scopo comune di ricostruire lo stile di vita e le condizioni di salute dell’uomo romano di età imperiale.
Scritto nelle ossa. Vivere, ammalarsi e curarsi a Roma in Età Imperiale.
Le indagini archeologiche e di tutela condotte negli anni dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma hanno portato alla luce un grande numero di reperti e dati utili alla ricostruzione e decodificazione della storia biologica della società romana, nello specifico quella di età imperiale.  Le consecutive indagini di laboratorio effettuate sui reperti osteologici e le ricerche documentarie su testi antichi hanno permesso di tracciare il panorama biologico dell’uomo antico, malattie, terapie ed eventi sociali della popolazione di Roma antica.
Un'immagine dell'allestimento
La mostra è quindi il risultato di un’approfondita analisi interdisciplinare che permette di stabilire le complesse relazioni tra condizioni di vita, malattie e terapie delle comunità cui si riferiscono i campioni presi in esame, provenienti da sei sepolcreti di epoca imperiale collocati in aree diverse e geograficamente distanziati tra di loro, alla periferia della capitale dell’Impero.

I siti presi in esame sono Quarto Cappello del Prete, la grande necropoli Collatina, il complesso funerario di Casal Bertone, quello di Osteria del Curato e di Via Padre Semeria e infine la necropoli di Castel Malnome.
Lo scavo archeologico preventivo dei siti ha permesso l’individuazione e il recupero dei reperti osteologici, sottoposti a esame. I resti di ben 1361 individui sono stati studiati in laboratorio. Per ognuno di essi è stato identificato sesso, età e malattie.  Racconti scritti nelle ossa, racconti della vita che conducevano gli individui di quella società.
Necropoli di Casal Bertone
Il percorso espositivo di carattere fortemente educativo, si apre con un video esplicativo sulle varie fasi di indagine applicate alle sepolture antiche, dallo scavo e recupero dei reperti ossei, alle indagini in laboratorio.  All’interno del percorso espositivo sono presenti numerosi reperti integrati da pannelli esplicativi sulle terapie applicate nel mondo antico, con particolare riferimento a quelle malattie che coinvolgevano le ossa e il cavo orale, registrate nelle fonti scritte antiche.  In esposizione anche la strumentazione più comunemente usata dal medico romano costituita da spatole, bisturi, cucchiaini, leve per ridurre le fratture, cauteri, trapani e tenaglie.

Come descritto da una delle curatrici il percorso espositivo qui creato “riesce a spiegare bene l’importanza dello studio dello scheletro che è capace di svelare, oltre al sesso e all’età che sono alla base delle ricerche demografiche, le abitudini alimentari e gli indizi degli stress occupazionali: le rotule levigate rinvenute nel sepolcreto di Castel Bertone sono quelle di persone che hanno trascorso accovacciate gran parte della loro giornata lavorativa, che facevano parte di una comunità dedita a lavori usuranti nella vicina fullonica (tintoria/lavanderia). Mentre la notevole incidenza di rimodellazioni delle clavicole, dovute a carico di lavoro, suggerisce l’impiego di gran parte degli inumati a Castel Malnome come manodopera nelle adiacenti saline”
Cranio femminile su cui sono evidenziate sei lesioni
L’archeologia è di fatto una scienza storica che mira a ricostruire e decodificare il passato storico dell’uomo attraverso il coinvolgimento di scienze e settori diversi.   “Scritto nelle Ossa. Vivere, Ammalarsi e Curarsi a Roma in Età Imperiale”, una mostra che rivela l’importanza dell’analisi multidisciplinare per ricostruire la vita delle società antiche e l’infinità di dati che si possono rilevare dall’indagine applicata sui resti ossei di quelle popolazioni antiche.












































 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Scritto nelle ossa. Vivere, Ammalarsi e Curarsi a Roma in Età Imperiale.
    Locandina della mostra
  2. Un'immagine dell'allestimento (fonte)
  3. Necropoli di Casal Bertone
  4. Cranio femminile su cui sono evidenziate sei lesioni

In copertina:
Scritto nelle ossa. Vivere, Ammalarsi e Curarsi a Roma in Età Imperiale.
[particolare della locandina, elaborazione grafica Andrea Mancaniello]

Museo della via Ostiense, Roma
Ingresso: gratuito
Orari: martedì-domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.30







































Mappa

Dove e quando

Scritto nelle Ossa. Vivere, Ammalarsi e Curarsi a Roma in Età Imperiale

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