Scopriamo il sottosuolo di Palazzo Valentini
di // pubblicato il 24 Ottobre, 2010
La Domus Romane dal 16 ottobre 2010 si è rinnovata arricchendosi con gli scavi archeologici di Palazzo Valentini la cui costruzione si deve al cardinale Michele Bonelli, nipote di papa Pio V, che nel 1585 acquistò da Giacomo Boncompagni un palazzo preesistente all'estremità dell'allora piazza dei San Apostoli.
L'impianto del palazzo, di pianta trapezoidale, fu definito dal frate Domenico Paganelli poi, grazie al cardinale, venne completato e tre anni dopo divenne la sua residenza.
Nel XVII secolo fu sottoposto ad una serie di lavori di ristrutturazione ed ampliamento: il palazzo venne parzialmente demolito e ricostruito da Francesco Peparelli per il nuovo proprietario, il cardinale Renato Imperiali, che vi sistemò l'importante biblioteca di famiglia (la biblioteca "Imperiali") composta di circa 24.000 volumi.
Agli inizi del XVIII secolo, fu affittato a diversi personaggi di rilievo e successivamente acquistato dal cardinale Giuseppe Spinelli nel 1752, passando poi al banchiere e console generale prussiano Vincenzo Valentini che, nel 1827, vi stabilì la propria dimora e diede ad esso il suo nome.

L’opera di riqualificazione, ricerca e musealizzazione nel corso degli anni è stata curata dalla supervisione di storici dell’arte, archeologi ed architetti dell'Amministrazione provinciale romana.
Risultati rilevanti perché le scoperte, di epoca antica e medioevale, consentono di ricostruire un'area importante della topografia antica e medioevale di Roma.
Tra i resti di Domus patrizie di età imperiale, affreschi, mosaici e pareti decorate appartenenti a potenti famiglie dell'epoca, forse a senatori, con una splendida ricostruzione virtuale in 3D della Roma antica.

Completa il percorso un grande plastico ricostruttivo dell’area in età romana e delle varie fasi di Palazzo Valentini dove il visitatore può ricollocarsi all’interno del contesto urbano attraverso le sue numerose stratificazioni storiche.
