Scommettiamo che…

di Jacopo Mamberti // pubblicato il 07 Ottobre, 2012

Le scommesse sono una costante durante gli spot che intramezzano gli eventi sportivi, sono una "droga" per persone che si rovinano ipotecando la vita e la casa in nome di sicurezze che esistono solo al bar, sono state il leit motiv dell'estate calcistica, sono come un lavoro per chi riesce a lanciare in aria una moneta d’oro zecchino con la stessa tranquillità con cui tutti gli altri si alzano la mattina dal letto.

Esistono carovane di specialisti che si muovono da ogni parte del mondo per ritrovarsi in una località di vacanza nel nord del Mediterraneo a seguire le qualificazioni di un torneo di tennis, che scrutano il torneo boliviano di calcio, che dall'evolversi delle quote riescono a capire se la sfida é tale o c'é stato un tacito patto di non aggressione.
Scommettiamo che
Sono gli stessi specialisti che sanno quali sono gli eventi su cui puntare: non i grandi avvenimenti, ma i tornei meno noti nei quali le sorprese sono spesso dietro l'angolo; non gli incontri tra le icone dello sport, ma la gara in cui é protagonista il giovane sconosciuto ai piú, ma non a chi passa al setaccio gli streaming.

Sono gli stessi specialisti che ben sanno che bisogna scegliere solo uno - al massimo due - sport da scandagliare come un fondale oceanico alla fine del quale c’è l’inizio dell’arcobaleno. Conoscono lo stato di forma degli interpreti, i precedenti tra le squadre, tra i due sfidanti, tra gli allenatori, l'attitudine alle particolari situazioni climatiche, alle superfici ed ogni fattore che possa indirizzare la contesa.

Hanno regole rigide che seguono come un Vangelo. Giocano sul singolo evento, non su un campionato intero: non si divertono, lavorano; non scommettono tutti i giorni, ma solo quando trovano una quota che, alla luce dei citati parametri, li soddisfi: non sono appassionati, sono professionisti; non giocano mai per recuperare un errore, attendono l'occasione propizia: non sono dei romantici, ma dei freddi calcolatori.

E soprattutto si tengono rigorosamente a distanza da situazioni poco chiare, da vincite che paiono "facili", dalle realtà in cui girano nomi esotici di origine orientale o individui senza scrupoli dell'Europa dell'Est, da un mondo di suggestioni e di presunte o reali combine che nascono nelle piazze e muoiono prima dell'ingresso nello stadio.

Sono come giocatori poker: vincono perché e fino a che non hanno alcunché da perdere.

Divertitevi, non rischiate.
 

 

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