Schiele e il suo tempo

di Giorgia B. Soncin - pubblicato il 22 Febbraio, 2010 in Riflettori su...


Avevo sedici anni quando ho visto per la prima volta dal vivo le opere di Egon Schiele e dei suoi contemporanei Oskar Kokoschka e Gustav Klimt.
E' stata una mostra che mi ha dato molto, quella di Milano, emozionante e toccante, non è un caso che mi sia rimasta così impressa. 
Nella stessa città ritornano, questi protagonisti della prima Avanguardia novecentesca, che, partita da Vienna, ha saputo assumere una forma rizomatica impadronendosi di gran parte dell'Europa e mantenendo tuttavia viva l'identità artistica di ogni singolo paese coinvolto.

La Secessione Viennese rivive nei suoi tratti più salienti al Palazzo Reale di Milano da 24 febbraio al 6 giugno 2010 in una selezione di opere curata da Rudolf Leopold e Franz Smola, rispettivamente direttore artistico e conservatore della collezione del Leopold Museum di Vienna, che vanta la massima raccolta mondiale di opere di Egon Schiele.
Dal museo viennese provengono infatti più di ottanta opere tra cui dipinti e lavori su carta dei maggiori esponenti del movimento secessionista. Fondata da Gustav Klimt nel 1897, la Secessione si affranca dalla Kunstlerhaus locale (l'Associazione degli Artisti di Vienna); appoggiata anche dalle istituzioni, la neonata associazione di artisti, riceve addirittura uno spazio, un palazzo realizzato dall'architetto Joseph Maria Olbrich, che sarà teatro di esposizioni ed eventi di riverbero nazionale e internazionale.
Sulla sua facciata il motto della secessione "Ad ogni tempo la sua arte - Libertà per le arti".
Caratterizzandosi attraverso una rivisitazione della prospettiva, l'estetica secessionista, predilige la corporeità umana e la tensione fisica allo studio prospettico, sostituito dall'assenza parziale o totale di profondità spaziale (anche nelle vedute e nei paesaggi), e si orienta alla dimensione sensuale delle figure spinta verso l'espressività più estrema fino a porre le basi per l'espressionismo e a connettersi con le avanguardie europee dei primi'900 e della Prima Guerra Mondiale.
Una complessa geografia artistica che prende forma nel Vecchio Continente e che nella mostra di Milano viene analizzata nella sua città originaria, Vienna, centro nevralgico intellettuale e multidisciplinare.

E' proprio in virtù di questa multidisciplinarietà che la mostra si presenta come "polifonica" unendo alla dimensione pittorica anche una ricca documentazione fotografica e musicale dell'epoca proponendo brani di Johann Strauss II, Gustav Mahler e Alban Berg in una sorta di "Gesamtkunstwerk ", un'opera d'arte totale in cui le arti si fondono l'una con l'altra in una unica realtà multiforme.
Così è anche l'opera di Schiele, incastonata nella sua epoca si presenta al pubblico contestualizzata in uno spazio e in un tempo che hanno permesso il fiorire di un intero movimento culturale.

La mostra passa dunque in rassegna gran parte dei lavori che hanno determinato questa epoca.
Si parte dagli autoritratti che vanno dalle realizzazioni a matita su carta come "Auritratto da sinistra" (1906) fino al famosissimo "Autoritratto con alchechengi" (1912, realizzato con olio e vernici opache su tavola) e agli "Autoritratti con camicia" 1910.
In queste opere è eminente la volontà dell'artista di indagare e di indagarsi, nella propria corporeità ed espressività attraverso le linee e le forme. Del medesimo autore sono i paesaggi e le raffigurazioni di agglomerati di case e borghi spogli e dai colori terrosi, le cui case esprimono solitudine e desolazione.

Moltissime le figure umane che, sensuali, evocano una lotta interminabile e una fisicità unica. Così, in "Donna inginocchiata con abito rosso- arancione" dal 1910, il ritratto della sorella prende vita, paradossalmente spigoloso e sinuoso al tempo stesso.
Tale ricerca si palesa indubbiamente nei nudi femminili, impressionanti esempi di plasticità, vivi nell'essenzialità delle linee che li definiscono.

Opere di una forza poetica indescrivibile e per questo capaci di suscitare emozioni e di dare forma ad uno stile pittorico e artistico che avrebbe influenzato le arti visive e la grafica di buona parte del XX secolo.
Mostra dedicata non solo all'artista in quanto tale ma all'intero Zeitgeist (spirito del tempo) di cui fece parte, l'esposizione non manca di tenere in considerazione chi, oltre a Egon Schiele, ha contribuito a plasmare questo nuova forma raffigurativa.
Sono dunque presenti le opere di Lopold Blauensteiner, presentato dalla secessione nella rivista "Ver Sacrum", partecipa ufficialmente al Kunstschau nel 1908. Tra gli altri, compaiono anche i ritratti di Richard Gerstl ed una sua suggestiva veduta del Donaukanal del 1907.
Una sezione decisamente corposa del percorso espositivo è invece consacrata al padre della secessione Gustav Klimt. Viennese di origine, trae dalla tradizione simbolica una poetica unica e inconfondibile, capace di andare oltre le forme e la spazialità spingendosi dall'opera su tela alla grafica fino al disegno su carta.
Una decina in tutto i disegni a matita su carta, nudi o ritratti di donne: "Donna in piedi con abito" (1904), "Ragazza inginocchiata con gli occhi chiusi" (1913) e "Nudo disteso col busto coperto rivolto a sinistra" (1917) cono solo alcuni dei molti disegni esposti, che rendono perfettamente la ricerca artistica dell'autore. All'appello non possono, ovviamente, mancare lavori del tormentato Oskar Kokoschka di cui lo studio per la litografia "Coppia a Lume di candela" del 1913 è un esempio. Disegni e oli dell'artista sono presenti in mostra, anche qui, manifestando la completezza delle scelte curatoriali, seguite da opere di altri artisti come Max Oppenheimer e Koloman Moser.

Cosa aggiungere dunque di questo percorso? Unico nella sua ricchezza e prova di una volontà curatoriale scientifica di indagare a trecentosessanta gradi la figura di Egon Schiele, senza isolarla, ma anzi, arricchendola attraverso una visione grandangolare ampia e completa, una mostra che attraversa le tappe fondamentali della vita del singolo artista per parlare della sua epoca e del suo mondo.

Didascalie & Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Egon Schiele

  • Autoritratto con alchechengi, 1912
    olio e vernici opache su tavola
    32,4x40,2 cm
  • La danzatrice Moa, 1911
    matita, acquerello e vernici opache su carta
    478x315 mm
  • Donna accovacciata con foulard verde, 1914
    matita, gouache su carta
    470x310 mm
  • Donna inginocchiata con abito rosso-arancione, 1910
    gesso nero, gouache su carta
    446x310 mm
  • Case con biancheria colorata (periferia), 1914
    olio su tela
    100x120,7 cm
  • Donna distesa, 1917
    olio su tela
    96x171 cm


IN COPERTINA
un particolare di
Due donne accovacciate, 1918
olio su tela
110x140,5 cm

Catologo edito da Skira

Extra

Mappa

Dove e quando

SCHIELE e il suo tempo

  • Date : 24 Febbraio, 2010 - 05 Giugno, 2010
  • Indirizzo: Palazzo Reale, Milano

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