Sangallo ART Station

di Elisabetta Venturi // pubblicato il 27 Gennaio, 2010

Sangallo ART Station è nata nell'autunno scorso dall'esperienza della Galleria Sangallo, attiva a Firenze per un decennio fra il 1970 e il 1980, diretta da Marcello Secci aveva proposto maestri del Novecento, contemporanei a partire da Mario Schifano, giovani emergenti di allora come Luca Alinari e Giuliano Ghelli. E ora Marcello Secci, con i figli e la collaborazione di Marina Corgnati per la parte critico-scientifica, propone questo nuovo spazio concepito come una vera e propria "Kunsthalle" con saletta internet, caffetteria e project room dove è prevista l'alternanza di mostre di giovanissimi autori oltre alla presentazione di libri e conferenze.
La galleria è dotata anche di una  meccanizzazione modernissima che permette, attraverso il codice, di far apparire in sala l'opera corrispondente.

E' stata inaugurata nei giorni scorsi "Omaggio a Daniel Spoerri in occasione dell'ottantesimo anno dell'artista. Si tratta della maggiore antologica presentata in uno spazio privato fiorentino con venti opere fra cui un Tableau Piege del 1972 e un elemento della Catena Genetica di due metri e mezzo assemblato con oggetti e cimeli raccolti nel corso degli anni. I quaranta elementi della Catena genetica sono stati presentati, nella loro interezza di centro metri, per la prima e unica volta nel 2008 alla Galleria Allegretti di Torino.
Nessun progetto rappresenta meglio lo spirito eccessivo e quasi vorace di Spoerri, collezionista insaziabile di scarti della vita e delle cose, che accumula e fissa in veri e propri monumenti, apparentemente precari ma immobili di fronte allo scorrere del tempo e quindi, in ultima analisi, alla morte. Ma anche i celebri Tableaux Pieges si confrontano con il tempo, vera condizione dell’esistenza umana: si tratta di tavole da pranzo con residui di cene, cibo e oggetti, piatti e posate veri, "fissate" dall'artista in una metafisica permanenza così come i commensali le hanno abbandonate.

Il "cromosoma" esposto è uno di quelli prodotti nel 2008 per Roberto Allegretti come il tableau intitolato Cena in galleria unica opera di questa serie in cui Spoerri abbia voluto confrontarsi con gli effetti formali della forza della gravità, lasciando scivolare parzialmente la tovaglia dalla tavola su cui era distesa, trascinando con sé tutti gli oggetti in una caduta “sospesa” proprio un attimo prima della rovina generale. 
Il catalogo bilingue curato da Martina Corgnati è edito da Skira.

Fino al 14 febbraio, andando in galleria avrete modo di vedere "Fabricated life" la personale di Maya Bloch alla sua prima esperienza europea.
Nata a Be'er Sheva nel 1978, ha studiato arte e Tel Aviv, specializzandosi nel 2004, e dove vive e lavora.

La curatrice, Martina Corgnati ci spiega: "C’è qualcosa di Schiele e c’è qualcosa di Balthus nel perverso candore delle fanciulle magre e volitive di cui Maya Bloch riempie i suoi sorprendenti e affascinanti lavori. La giovane artista israeliana, apparsa all’improvviso come una specie di rivelazione nel panorama artistico del suo Paese, dichiara di trarre spunto da semplici fotografie “degli altri”, altri magari sconosciuti o scomparsi, e di reinventarsi poi liberamente, a partire da quelle immagini, tutta la loro esistenza. Ma in realtà le sue opere, dai grandi dipinti a olio agli incalzanti, intensi e violentissimi disegni, rivelano una profonda e indefinibile familiarità con la storia dell’arte, specie con quel filone “interpretativo” del personaggio e della società che da Holbein e dai fiamminghi discende sino a Goya e a Manet. Il suo tratto, nitido e continuo, è però spesso interrotto da cancellature, abrasioni e macchie che sembrano quasi screzi o sprezzature dell’immagine, necessarie a rendere più pungente uno sguardo, un particolare implacabilmente a fuoco, che spesso coincide con la pupilla dei suoi inquietanti protagonisti, inesorabilmente puntata contro di noi. Anche per questo le sue bambine pigre, le sue donne volitive e narcisiste, i commensali dall’aria perversa, i gruppi di famiglia alienati e quasi deformi, sembrano rivolgersi direttamente a noi, proponendosi come il nostro grottesco e straniante alter-ego."

I feel myself as a thief of people memories. i collect photos of anonymous people, most of them are not living anymore, and then when I paint it or draw it - I invent, build, construct something else, some other memory. i think i can feel trough other people memories - this is why i think "Fabricated Life" can suit my whole idea of works. its hard for me to express myself clearly - but i hope you understand?
(Maya Bloch)

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Daniel Spoerri
    Tableau piège, 2008
    75 x 75 cm
  • Daniel Spoerri
    Cena in galleria, 2008
    Tableau piège
    74 x 179 cm
  • Maya Bloch
    Senza titolo, 2009
    tecnica mista su tela
    150 x 120 cm
  • MayaBLoch
    Senza titolo, 2009
    tecnica mista su tela
    150 x 120 cm

Mappa

Dove e quando

Omaggio a Daniel Spoerri

  • Fino al: - 20 Marzo, 2010
  • Indirizzo: Sangallo ART Station, Firenze, via Fra' Giovanni Angelico 5r
  • Sito web

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