San Francesco nella sua Valle

di Elisabetta Morici // pubblicato il 06 Agosto, 2012

Quando, probabilmente nel 1209 secondo le fonti agiografiche, San Francesco arrivò per la prima volta a Rieti durante le  sue predicazioni, cominciò la storia di quella che verrà poi chiamata la Valle Santa, con la creazione dei conventi posti sulle montagne che fanno corona alla conca reatina e che sono stati da lui fondati. Patria d’elezione per il Santo d’Assisi, Rieti da quel momento sarà una meta costante nei suoi viaggi, fra Greccio, Fonte Colombo, Poggio Bustone e il Santuario della Foresta, luoghi che ricordano momenti topici della vita di Francesco. Il primo Presepio della Cristianità, la Regola definitiva dell'Ordine e, probabilmente, il Cantico delle Creature, sono i tre segni che San Francesco ha donato alla Valle Reatina e che si possono fortemente percepire visitando questi luoghi ameni. 

Sono questi i motivi per cui Rieti è la sede della mostra, ideata da Anna Imponente e da Gianfranco Formichetti, che è stata aperta lo scorso mese di giugno e che fino al 4 novembre ci guiderà alla scoperta artistica della figura di San Francesco  attraverso i secoli, per promuovere la conoscenza iconografica ed artistica della sua figura, ma soprattutto per valorizzare l’importanza del territorio reatino come luogo prescelto dal Santo durante le sue predicazioni. La Valle Santa ha sicuramente tutte quelle caratteristiche naturalistiche che riportano immediato il pensiero all’amore per Sora Nostra Matre Terra che San Francesco predicava, con le sue oasi faunistiche, la sua aria pulita, le sue alte montagne ed i suoi fiumi incontaminati, ragioni in più per una visita in questo lembo d’Italia che merita di essere scoperto ed apprezzato per diversi aspetti. La mostra diviene così un ottimo motivo per raggiungere Rieti e scoprire attraverso un centinaio di opere l’evoluzione dell’arte che a preso a soggetto il Santo, dal XIII secolo fino alla nostra contemporaneità, con nomi di grande importanza e di alto spessore artistico, grazie a prestiti da importanti istituzioni.

Divisa in tre sedi, tutte vicine e facilmente visitabili a piedi, la mostra si dipana attraverso la prima sezione nel Museo Civico,  proseguendo attraverso il Salone delle Udienze del palazzo papale della Curia, per concludersi negli spazi espositivi della Fondazione Varrone in Palazzo Potenziani. Nella prima sezione si incontrano opere di grandi artisti provenienti da tutta Italia che rappresentano i vari momenti storico-artistici, dal Medioevo con Cimabue e Margarito d’Arezzo, al Rinascimento con Antoniazzo Romano, Correggio e Tiziano, il Barocco presente con Pietro da Cortona, Annibale Carracci, passando all’Ottocento di Domenico Morelli e il Novecento con Cambellotti e Wildt, fino a raggiungere i nostri giorni con la lettura che danno di San Francesco Mimmo Paladino e Norberto.

Con la seconda sezione nell’antico Palazzo Papale- la costruzione si attesta alla fine del Duecento- la mostra si inoltra nel territorio reatino con una selezione di opere sul Santo provenienti da diversi luoghi della Valle, fra le quali si enumerano opere pregevoli di pittori secenteschi come Vincenzo Manenti e Bartolomeo Manfredi, al quale è stata di recente attribuita la tela della chiesa di San Pietro a Leonessa, storico centro sul versante settentrionale del monte Terminillo.  A riprova della forza del pensiero di San Francesco, in questa sezione si possono ammirare anche opere di artisti contemporanei che decorano chiese del territorio umbro-laziale e che perpetuano la tradizione religiosa ed artistica delle piccole parrocchiali del centro Italia. L’ultima parte della mostra, nel medievale  palazzo Potenziani, raccoglie oggetti preziosi ed importanti a sottolineare la grande devozione che c’è sempre stata intorno al Santo, anche prima della sua morte, avvenuta nel 1226. Codici preziosi come il Salterio diurno della fine del Trecento, incisioni, stampe, abiti o utensili come il ferro da ostie con monogramma di Cristo del XIII-XIV secolo: testimonianze concrete della forza del movimento francescano nel territorio reatino.

A corollario della mostra sono previsti due itinerari turistici sul francescanesimo, uno nella città di Rieti e l’altro attraverso il “Cammino di Francesco”, per ripercorrere i passi del poverello di Assisi attraverso il territorio, scoprendo la natura che caratterizza la Valle.  Non poteva mancare uno sguardo alle nuove piattaforme di comunicazione: attraverso una applicazione per iPad, ideata dalla Soprintendenza BSAE del Lazio, è possibile consultare l’elenco di tutte le opere in mostra, le informazioni per conoscerle meglio e quelle per raggiungere le varie sedi con i servizi che si possono trovare in loco. L’APP ha inoltre la possibilità di essere integrata con il lettore di codici QR specifico per le schede della Soprintendenza del Lazio, così da permettere una conoscenza più approfondita delle opere visitabili in mostra attraverso canali autorizzati. Sono inoltre disponibili due applicazioni gratuite per iPhone, iPad e iPod touch dedicate alla mostra, con traduzione dei contenuti in varie lingue, e con suggerimenti sui punti di interesse per approfondire il percorso, corredate con immagini e testi in italiano ed inglese.

Nel mese di ottobre è in programma una serie di conferenze dedicate ad alcuni dei capolavori esposti in mostra e che vedranno la presenza di importanti storici dell’arte ed esperti di francescanesimo. Già da settembre, però, la città sarà sede di una interessante rassegna cinematografica su San Francesco, dal cinema muto ai nostri giorni. A questo punto non resta che organizzarsi per trovare il momento giusto per una visita alla scoperta di una delle più belle figure che il nostro paese ha mai avuto, forte e determinato come pochi, da prendere ad esempio aldilà della religione e dei credi personali come modello di rispetto per il prossimo e per l’ambiente in cui viviamo. L’arte, in questo, diviene uno strumento perfetto per conoscerlo o riscoprirlo: lasciamoci prendere!

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Trophime Bigot detto Candlelight Master, San Francesco d’Assisi in preghiera (particolare)
olio su tela, cm 100 x 140, 1630-1634, Roma, Museo Francescano dell’Istituto

Catalogo:
Francesco, il Santo. Capolavori nei secoli e dal territorio reatino, a cura di A. Imponente - M. Nuzzo, Roma, DeriveApprodi, 2012, 352 pp., con tavole a colori

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Antonio Aquili detto Antoniazzo Romano, San Francesco riceve le stimmate, tempera su tavola, cm 173 x 61, fine settimo inizi ottavo decennio del XV secolo, Rieti, Museo Civico
  • Margarito D’Arezzo, San Francesco, tempera su tavola, cm 128 x 52, 1270-1275 circa, Arezzo, Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna
  • Antonio Allegri detto Il Correggio, Riposo durante la Fuga in Egitto con San Francesco, olio su tela, cm 123 x 105, 1520 circa, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Bartolomeo Manfredi, Incoronazione della Vergine con i Santi Giovanni Battista, Maria Maddalena e Francesco, olio su tela, cm 310 x 193, 1615-1616 circa, Leonessa (RI), chiesa di San Pietro
  • Trophime Bigot detto Candlelight Master, San Francesco d’Assisi in preghiera, olio su tela, cm 100 x 140, 1630-1634, Roma, Museo Francescano dell’Istituto
  • Salterio diurno, Codice membranaceo con inserti in pergamena e carta, coperti in legno rivestito di cuoio, borchie e angoli in metallo, bandelle di chiusura in cuoio e metallo, cm 61 x 39, fine XIV secolo (rielaborazione di Frate Francesco da Brandeglio 1739), Provincia Romana dei Santi Apostoli Pietro e Paolo dei frati minori, Rieti, santuario francescano di Fontecolombo

Sedi e orari della mostra:
• Museo Civico di Rieti, Sezione Storico Artistica, Palazzo Comunale, p.zza Vittorio Emanuele II, 1
• Museo dei Beni Ecclesiastici della Diocesi di Rieti, Palazzo Papale, via Cintia, 83
• Sala Mostre Fondazione Varrone, via dei Crispolti, 24
Orari: Martedì-Domenica, ore 10.00-19.00 (ultima entrata ore 17.00)

Mappa

Dove e quando

FRANCESCO, IL SANTO Capolavori nei secoli e dal territorio reatino

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