Rovereto
di // pubblicato il 27 Settembre, 2009
Quest’anno pare che la stagione sciistica cominci prima del solito, visto che ha già nevicato sulle Dolomiti. A questo punto mi sembra obbligatorio suggerire a chi va in trentino di fare tappa a Rovereto per visitare il suo particolare centro storico con Casa Depero e poi andare al Mart.
Infatti le mostre allestite in questi due edifici, aperte sino al 10 gennaio 2010, sono insolite e particolarmente intriganti. Tenendo fede a quelli che erano i desideri di Depero la sua casa, oltre ad avere una mostra permanente, continuerà a essere sede temporanea di esposizioni quali quella attuale dedicata alle varie trasformazioni del marchio ENI: “Il Cane a sei zampe” famoso in tutto il mondo.
Fu un concorso indetto nel 1952 a decretare la vittoria di questo simbolo proposto con uno pseudonimo dallo scultore Luigi Broggini (Cittiglio 1908 – Milano 1983), paternità rimasta sconosciuta sino alla sua morte, e fu lo stesso Mattei a sceglierlo come marchio della neonata ENI.
La sua simbologia è avvolta in innumerevoli e emozionanti racconti, ma secondo me il più simpatico è quello di pensarlo originato dal’idea che le fiamme uscenti dal terreno perforato di un pozzo petrolifero siano generate da un drago, comunque potente e affettuosamente attento come un simpatico cane. Mattei ha sempre insistito nel mettere in risalto l’italianità dei prodotti ENI e il cane a sei zampe lo si trova in tantissime fotografie, sugli elmetti di lavoratori, come sfondo a un incontro importante e in mostra si possono vedere dei Caroselli interpretati anche da Franca Valeri o Dario Fo.
Uscendo da casa Depero si raggiunge il Mart con una breve ma simpatica passeggiata, costeggiando graziose case e un piccolo parco molto curato: tutto questo ben predispone a gustare questo bell’edificio ideato da Mario Botta con grandi spazi ben articolati.
Quando si entra in questo museo si è sicuri di trovare sempre qualcosa che piacerà perché le mostre temporanee sono di alto livello e le opere permanenti vengono cambiate continuamente, in modo da avere sempre una visione nuova dell’arte moderna e contemporanea.
Fino all’11 ottobre 2009 si possono ammirare oltre 140 fotografie originali in “Immaginare New York. Fotografie del Moma” grazie alle quali si riesce a mettere insieme tutte queste immagini per capire come è nato il mito della Grande Mela.
Dopo questa raccolta di foto si sale al terzo piano e conviene passare dentro le sale della collezione permanente che sono sempre diverse sia come allestimento sia per le opere esposte: tutto viene regolarmente cambiato per offrire ai visitatori una speciale vivacità.

A questo punto si entra nel museo trasferitosi dentro al museo (non è il primo) con la mostra “Capolavori della modernità. Opere dalla collezione del Kunstmuseum Winterthur”: mi è sembrato sorprendente che una simile raccolta di capolavori possa esistere in un paesino della svizzera che non ho mai sentito nominare! Faccio notare che il museo è nato e vive sempre nuova vita grazie alle continue donazioni!

Le opere arrivate al Mart sono più di 240 e girando per le sale sono rimasta stupita da questa raccolta che racconta in maniera splendida la storia dell’arte del XX secolo, partendo dal XIX, dall’impressionismo al cubismo, al surrealismo alle ricerche spaziali del secondo dopoguerra.
Per esempio il famoso postino “Joseph Roulin” di Vincent Van Gogh tutto giocato sui toni del giallo e del blu, cromatismo nuovissimo per quei tempi, l’”Autoritratto” di Giacometti costretto tra due limiti verticali ma dai toni allegri, l’”Autoritratto”di Hodler dall’aria stupita forse per il mondo che gli sta di fronte sono opere appartenenti a questo museo.

Ci sono anche notevoli Picasso, ma mi ha colpito tantissimo “Gueridon con chitarra” perché l’ho visto sofficemente incisivo, lindo nella sua complessità e mi dispiace molto che la fotografia della scultura “Rouart” di Medardo Rosso non renda assolutamente l’idea di quanto è speciale per arditezza di costruzione e incisività di espressione.

Alla fine di queste visite così appassionanti e stimolanti se si vuole mangiare o bere qualcosa di altrettanto buono consiglio di provare a fermarsi nel bar-ristorante che si trova nel museo stesso e sono sicura che nessuno rimarrà deluso. Finalmente anche in Italia hanno cominciato a inserire dei luoghi dove ristorarsi con gioia!
Il catalogo edito da Silvana Editoriale ha tutte le opere con particolari introduzioni per ogni periodo preso in considerazione. Per sapere tutto quello che si articola attorno a queste mostre si può cercare nel sito
p.s.
Non va dimenticato che per il quinto anno AMACI apre al pubblico le porte dei musei di arte contemporanea italiani e il Mart aderisce con moltissime iniziative a ingresso gratuito: un video degli artisti Mocellin e Pellegrini, la presentazione del progetto Jpeggy, le mostre in corso di arte contemporanea. La quinta edizione della Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea d’Italia, www.amaci.org) si svolge il 3 ottobre 2009.