Roma Caput Mundi

di Sara Pietrantoni // pubblicato il 11 Settembre, 2012

Le grandi masse di turisti che quotidianamente percorrono a piedi via dei Fori Imperiali hanno solitamente pochi, ma ben precisi, punti di riferimento: il Vittoriano ed il Colosseo alle due estremità, i venditori ambulanti di souvenir che vanno avanti e indietro proponendo di tutto, dagli ombrellini in carta ai treppiedi per le macchine fotografiche, e le grandi scene che propongono la storia dell'espansione di Roma e del suo dominio. Si tratta di una rappresentazione che risale all'epoca fascista, quando si decise di aprire via dei Fori Imperiali (sacrificando un intero quartiere, quello Alessandrino, e sancendo una divisione irreale tra foro Romano e fori Imperiali, appunto), facendola diventare in breve tempo teatro delle tante manifestazioni militari del regime.

Quei riquadri erano quindi funzionali a spiegare la forza della città e del suo impero e a stabilire un legame diretto tra la passata potenza e quella contemporanea. Per quanto legati ad un'epoca buia della recente storia italiana (ma la maggior parte dei suddetti turisti, e anche gran parte dei romani in relatà, ignora in che periodo furono realizzati) quelle immagini rappresentano in maniera evidente quella che fu la crescita di una città, che in pochi secoli diventa punto di riferimento del mondo antico. Roma caput mundi è un concetto antico, presente già in Livio (il quale racconta di come Romolo, dal cielo, abbia ordinato di trasmettere queste parole: "Va', annuncia ai Romani che gli dei celesti vogliono che la mia Roma sia la capitale del mondo; perciò coltivino l'arte militare e sappiano, e tramandino anche ai posteri che nessuna potenza umana potrà resistere alle armi dei Romani"), ma è anche il titolo di una mostra, in programma dal 3 ottobre al 10 marzo 2013 tra il Foro Romano ed il Colosseo, che la storia della città vuole indagare e ripercorrere, dalla mitica origine dell'Urbe alla conquista dell'Italia prima e delle province del Mediterraneo poi: per farlo utilizzerà un centinaio di opere tra sculture, rilievi, mosaici, affreschi, bronzi e monete e, curiosamente, spezzoni di film. Si tratta in realtà di un elemento ormai sempre presente nelle mostre dell'area archeologica centrale e che permette di capire come la storia romana sia stata variamente interpretata nel corso della storia del grande schermo, che ha rappresentato i Romani di volta in volta come rozzi, sanguinari, violenti, sadici e razzisti...non sono certo immagini che hanno, nel contesto più ampio dell'esposizione, velleità storiche, ma sono di sicuro il riflesso di un certo tipo di reputazione che i Romani si portano dietro da secoli. E che non sempre corrisponde alla realtà.

La storia, quella vera, è molto più complessa, e parla di un processo dalle mille sfaccettature, che vede nascere la città, nell'VIII secolo a.C., ed espandere progressivamente la sua sfera di influenza, e successivamente il suo dominio, fino a diventare padrona assoluta del mondo allora conosciuto: le prime, importanti, guerre sono quelle che contrappongono la città alla potenza Etrusca e che si concludono con la conquista di Veio del 396 a.C. Seguiranno, nello stesso secolo, sottomissioni di altri centri del Lazio e conseguenti annessioni di territorio della penisola, fino alle grandi battaglie che contrappongono l'Urbe a Cartagine che, sull'altro lato del Mediterraneo, sembra l'unica a poter porre un freno alla forza dell'esercito romano.

Altra grande tappa dell'espanisone di Roma si ha nel 146 con la conquista di Corinto: data fondamentale questa (è anche l'anno della caduta definitiva della già citata Cartagine), che spalanca un mondo allora fino ad allora conosciuto solo da una ristretta élite cittadina: è la cultura, l'arte e la storia greca, che da allora riuscirà a permeare fortemente diversi aspetti della cultura romana. È in effetti questo un elemento costante nelle conquiste romane: l'assimilare, in maniera più o meno spiccata, elementi della cultura dei popoli e delle città conquistate. Avviene con la religione, per cui i culti di molte divinità arrivano a Roma a seguito di vittorie in guerra (sempre scaramantici, i romani non volevano inimicarsi déi potenzialmente pericolosi, e quindi cominciavano ad adorarli); avviene con l'arte e con l'architettura, specialmente con quella greca, appunto.

Questi scambi, l'accogliere quasi senza filtro aspetti di altre culture, è segno senza dubbio di una grande apertura mentale, che si può cogliere anche nel modo in cui Roma tratta le popolazioni conquistate e, in generale lo "straniero" ed il "diverso": la prassi è quella di un'integrazione completa, per cui vengono accettati ed entrano a far parte della società (divenendo anche cittadini veri e propri) individui provenienti da ogni luogo (il fatto che molti imperatori non siano romani di nascita, o nemmeno italiani – Traiano e Adriano sono infatti ad esempio spagnoli – costituisce un ottimo esempio di questa "noncuranza" verso il luogo d'origine di personaggi anche di altissimo rango e potere); schiavi liberati dai propri padroni (senza dimenticare le condizioni di vita in cui era talvolta tenuta la servitù, c'è da sottolineare il fatto che i figli dei liberti, gli schiavi liberati, erano cittadini a tutti gli effetti). Tutto questo non vuol certo dire che l'espansione del dominio di Roma sia stato un processo indolore e che non ci siano state sofferenze per le popolazioni conquistate, o episodi di violenza, ma risulta comunque indubbio che, rispetto ad altre grandi potenze del mondo antico, la storia di Roma abbia rappresentato un episodio del tutto particolare e, a suo modo, davvero unico. 

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Pittura funeraria con ludi funebri,
Paestum, Museo, 58 Andriuolo, lastra nord.
(Archivio fotografico della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno Avellino Benevento e Caserta.)

Statuetta di Arpocrate, Napoli, Museo Archeologico Nazionale. Archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei

Rilievo con corteo bacchico, Napoli, Museo Archeologico Nazionale. Archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.

Ratto del Palladio, Napoli, Museo Archeologico Nazionale. Archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei

Statua loricata di Traiano, Napoli, Museo Archeologico Nazionale. Archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei

 

Catalogo Electa


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Dove e quando

Roma Caput Mundi

  • Date : 03 Ottobre, 2012 - 10 Marzo, 2013

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