Rivoluzione AVATAR 3D

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 19 Gennaio, 2010

Ero preparato ad affrontare in apnea un’orgia di effetti speciali resistendo al tripudio di esplosioni che solitamente nei film d’azione mi provocano solo un tedio mortale, pronto a criticare il nuovo baraccone tecnologico della 20th Century Fox iper promosso da una campagna di marketing infinita e invadente, e invece…

Invece no! James Cameron ha vinto la nuova scommessa su tutta la linea, il suo Avatar non è semplicemente un film è un’esperienza sensoriale senza precedenti, soprattutto se completata dalla visione in 3D, perché a differenza degli altri film adattati successivamente alla visione tridimensionale questo è stato pensato così fin dall’inizio e la differenza si vede. Nonostante una durata di 161 minuti non dà alcun fastidio agli occhi come invece ha fatto in soli due minuti il trailer di un film “adattato” che ha preceduto la proiezione. Dodici anni fa Cameron trionfava in tutto il mondo con Titanic ma anch’io, che pur andai per ben tre volte al cinema per imbarcarmi nel fatale viaggio del transatlantico più famoso della storia, non mi aspettavo la qualità di pura magia visionaria che Avatar porta sullo schermo.

La storia in sé, ricca di archetipi immortali in fondo è poco originale ma proprio perché attinge ai miti risulta avvincente, si racconta uno scontro di culture con l’eterna lotta tra il bene e il male, rappresentato rispettivamente dal pacifico popolo alieno dei Na’vi e dagli umani terrestri colonizzatori e imperialisti, il tutto impreziosito da una grande storia d’amore tra il sergente dei Marines Jake Sully e la principessa guerriera dei Na’vi Neytiri. Ma Cameron non si è limitato a inventare una storia, con il linguista Paul Frommer dell’università della California ha creato una lingua vera per i Na’vi, insieme a una cultura e alle tradizioni di un popolo tribale vero e proprio.

Gli avatar del titolo sono esseri creati in laboratorio dalla fusione del dna umano con quello alieno, hanno l’aspetto degli alieni Na’vi con la pelle blu a striature più scure, l’ossatura di titanio e un’altezza media di tre metri, vengono creati compatibili col genoma dell’uomo che dovrà usarli e sono utilizzati dai militari terrestri per esplorare il pianeta e infiltrarsi tra gli alieni indigeni. Mentre il corpo umano dell’utilizzatore giace al sicuro alla base dentro un’apposita macchina, attraverso il contatto telepatico con l’avatar l’uomo vive le emozioni e ogni percezione sensoriale dell’essere artificiale come se fosse il suo vero corpo originale, così già alla prima connessione il protagonista Jake Sully bloccato su una sedia a rotelle dalle ferite di guerre terrestri, si lancia incoscientemente a correre fuori del laboratorio per riassaporare la libertà.

Il vero protagonista di questo splendente kolossal di fantascienza è però il pianeta alieno di Pandora, verde e rigoglioso con le sue foreste incontaminate e le montagne sospese nel cielo, citazione e omaggio al cinema di Hayao Miyazaki, insieme ai piccoli organi tattili che dalla punta della coda dei Na’vi si connettono agli altri esseri viventi come facevano i mostro-tarlo di Nausicaa nella valle del vento, capolavoro del maestro giapponese. Ho riso come un pazzo alla battuta che la dottoressa Grace rivolge a Jake che si trastulla con la punta sensoriale della coda del suo avatar quando si sdraia a letto per la prima notte nel nuovo corpo: “Attento, non esagerare che diventi cieco!” Mi son guardato intorno e ridevo solo io, possibile che nessuno abbia colto l’ironia dello sberleffo verso una certa educazione sessuofobica?

L’ esperienza visiva più forte consiste nell’addentrarsi dentro la giungla popolata di piante meravigliose, incredibili animali giganteschi liberi e selvaggi, alcuni anche molto pericolosi, perdersi nella lussureggiante vegetazione attorniati da spiriti fosforescenti che sono un incrocio tra insetti e meduse, o i moscerini nell’aria umida che dallo schermo invadono la sala e che da soli sono sufficienti a giustificare la visione in 3D. La nuova tecnologia stereoscopica è usata qui con estrema poesia per rappresentare la ricchezza naturale del pianeta in pericolo, esposto all’ingordigia delle multinazionali umane che vogliono violentare impunemente l’ambiente per estrarre un minerale preziosissimo di cui il sottosuolo di Pandora è ricco.

Prima di raggiungere qualsiasi strabiliante incasso ai botteghini Avatar è già entrato nella storia del cinema per la rivoluzione che rappresenta, con questo film non ha più senso parlare di effetti speciali nei film di fantascienza perché ogni confine tra reale e virtuale è stato definitivamente abbattuto. Insieme alla sua squadra di collaboratori capitanata dal socio Vince Pace, James Cameron in questi ultimi dieci anni ha messo a punto una tecnologia rivoluzionaria migliorando la performance capture che cattura le interpretazioni degli attori per trasferirle sui personaggi digitali, con sofisticate telecamere attaccate alle spalle degli attori che attraverso dei sensori catturano ogni minima sfumatura delle espressioni del viso. Inoltre lo sviluppo di una nuova tecnologia chiamata Simulcam consente già in fase di ripresa di vedere su un monitor integrati contemporaneamente gli attori che si muovono negli ambienti virtuali, consentendo un maggior controllo del regista sul risultato finale. Infine, altra innovazione davvero rivoluzionaria è l’introduzione di un sistema battezzato Facial Performance Replacement con cui il regista, dopo aver acquisito sul computer la recitazione catturata dal viso degli attori, può scegliere di fare modifiche cambiando completamente inquadratura o arrivando anche a modificare il labiale per cambiare le battute, il tutto senza essere più costretto a richiamare gli attori sul set.

Il set digitale di Avatar negli studi della Weta di Peter Jackson, la ditta di effetti speciali creata a Wellington in Nuova Zelanda reinvestendo parte dei guadagni de Il signore degli anelli, è stato meta di pellegrinaggio da parte di importanti registi che hanno già adottato le nuove tecnologie per dei nuovi film adesso in produzione, come Steven Spielberg e lo stesso Peter Jackson con il loro lungometraggio co-diretto a quattro mani e tratto dalle avventure di Tin Tin, il ragazzo esploratore dei cartoon creato dal belga Hergè.

Il popolo Na’vi con il suo culto per la natura che è un tutt’uno con ogni essere vivente è promotore di tutti quei valori di difesa dell’ambiente che andrebbero insegnati alle masse sul nostro povero pianeta Terra, dove il pubblico dopo essersi commosso per le violenze subite dai Na’vi, simili ai vari genocidi della storia umana dagli indios agli aborigeni, butta gli occhiali 3D nella spazzatura creando una gran massa di rifiuti inutili e dannosi per il pianeta intero, piuttosto che conservarli per la prossima visione. Quando lo spettatore medio scopre che non avrà alcuno sconto sul biglietto futuro del prossimo film conservando il paio d’occhiali, lo butta assecondando il consumismo sfrenato di cui è anche cieco promotore prima che vittima.

Lo scorso 17 gennaio a Los Angeles sono stati assegnati i Golden Globe Award, i premi della critica straniera accreditata a Hollywood, e Avatar si è aggiudicato le statuette più importanti per il miglior film drammatico e per il miglior regista James Cameron, mettendo così una seria ipoteca sui prossimi Oscar di cui a giorni saranno rese note le candidature. Certamente Avatar non resterà a bocca asciutta nella notte delle stelle ma io mi permetto di tifare per la vicenda molto più intima e terrena di A single man.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Avatar
  • Regia: James Cameron
  • Con: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez, Stephen Lang, Giovanni Ribisi, Cch Pounder, Wes Studi, Laz Alonso, Joel David Moore, Dileep Rao, Matt Gerald, Peter Mensah
  • Soggetto: James Cameron
  • Sceneggiatura: James Cameron
  • Fotografia: Mauro Fiore
  • Musica: James Horner
  • Montaggio: Stephen E. Rivkin
  • Scenografia: Robert Stromberg, Rick Carter
  • Produzione: Twentieth Century-Fox Film Corporation, Giant Studios, Lightstorm Entertainment
  • Genere: Fantascienza
  • Origine: USA, 2009
  • Durata: 161’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- La foresta rigogliosa del pianeta Pandora
- Jake Sully vede il suo avatar
  per la prima volta
- La principessa Neytiri del popolo Na’vi
- Neytiri insegna a Jake a tirare con l’arco
- Le montagne volanti di Pandora
- Il regista James Cameron sul set
  con Sigourney Weaver

 
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