River to River Florence Indian Film Festival 2011
di // pubblicato il 04 Dicembre, 2011
Anche quest’anno il River to River Florence Indian Film Festival porta l’India a Firenze: fino all’8 Dicembre infatti andrà in scena presso il Cinema Odeon di Firenze il festival annuale dedicato al cinema indiano, organizzato nel quadro della rassegna 50 giorni di cinema internazionale a Firenze.

Giunto alla sua XI edizione il River to River Festival è ormai un appuntamento storico per gli appassionati: in questa occasione infatti è possibile (ri)scoprire non solo i classici del cinema indiano, oltre ai capolavori dei giovani registi e le più recenti produzioni dell’industria cinematografica del sub-continente presentati ai più famosi festival internazionali.
Grazie a una selezione attenta, frutta di un grande lavoro di ricerca, questo evento ha il merito di andare oltre il genere “Bollywood” che ha goduto in questi ultimi anni di una certa popolarità tanto da diventare un fenomeno di costume, per approfondire le molteplici sfumature della cinematografia indiana, che non si limita ai generi di cassetta (comunque tra i film in catalogo è presente anche un vero blockbuster indiano, Zindagi Na Milegi Dobara della giovane regista Zoya Akhtar), portando invece lo spettatore per mano attraverso un mondo variegato ed eterogeneo. Molte infatti le tematiche presenti nei film in concorso: dal suggestivo ed onirico Chaplin di Anindo Bandopadhyay ispirato dalla vita di Charlie Chaplin, alle storie drammatiche Bol (Speak) del regista pakistano Shoaib Mansoor, che mette in scena le difficoltà della vita quotidiana segnata da povertà e pregiudizi.

Quest’anno inoltre il River to River Festival ha scelto di dedicare una parte dell’evento alle celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Rabindranath Tagore, il grande poeta, scrittore, drammaturgo e filosofo indiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1913. Tagore sarà ricordato con la proiezione di un documentario, realizzato dal più famoso regista indiano, Satyajit Ray, e da due film che lo stesso Ray ha tratto da suoi romanzi: Teen Kanya (Three Daughters) del 1961 tratto da tre racconti di Tagore (The Postmaster, Monihara e Samapti ), Ghare Baire (The Home and the World) del 1984 dedicato al tema dell’emancipazione femminile. Sarà inoltre proiettato Khudito Pashan (Hungry Stones) diretto nel 1960 da un grande estimatore di Tagore, Tapan Sinha.
Il Festival comprende anche una selezione di cortometraggi e documentari, per fornire una panoramica il più possibile ampia sul contesto indiano. Inoltre incontri ed eventi collaterali animeranno le giornate del festival: non solo letture e discussioni relative ai temi trattati nelle opere rappresentate, ma anche incontri con attori, registi e scrittori, dj-set in stile Bollywood. Il risultato è un evento unico nel suo genere, che ogni anno riscuote un buon successo di pubblico, e che ha saputo coraggiosamente resistere ai recenti tagli ai finanziamenti alla cultura proponendo anche quest’anno un calendario ricco e assolutamente non banale.