Ritorni e partenze all’Archeologico di Firenze
di // pubblicato il 04 Giugno, 2009
Due grandi eventi per il Museo Archeologico Nazionale di Firenze: è tornata la statua bronzea nota come "Minerva di Arezzo" per un'esposizione a lei completamente dedicata, dopo ben otto anni di restauro, e la partenza del pezzo più noto del museo, il grande bronzo etrusco datato al V secolo a.C. della "Chimera" esposta in una mostra che si aprirà a Los Angeles nella Villa Getty il 16 luglio prossimo.

Il grande ritorno della Minerva di Arezzo rientra nel più vasto progetto del centro di Restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana sui “grandi bronzi” del Museo Archeologico di Firenze ed ha coinvolto diversi istituti specializzati. Le analisi degli aspetti stilistici e tecnici hanno dimostrato che essa è da attribuire a bronzisti italici (etruschi e magno greci) attivi agli inizi del III secolo a.C.
La Minerva è stata scoperta casualmente nel 1541 presso la chiesa di S. Lorenzo ad Arezzo e acquistata nel 1542 da Cosimo I de’ Medici, dovette subire numerosi restauri fin dall’epoca della scoperta e gli unici documentati sono quelli effettuati da “Carradori”, scultore della corte lorenese e insegnante dell’Accademia di Firenze, che le hanno attribuito l’aspetto con cui essa è universalmente nota.
Oggi è finalmente possibile ammirarla nel suo nuovo aspetto proprio accanto al calco che ripropone l’immagine “Carradori” ed in più nell’esposizione verranno illustrate in appositi pannelli le varie fasi del restauro, gli aspetti storici artistici e i problemi relativi al rinvenimento della statua.

In concomitanza con questo grande evento se ne prepara un altro di altrettanta importanza, la Chimera, insigne monumento etrusco raffigurante una bestia mitica dalla triplice natura di leone, capra e serpente, per i fiorentini più che un manufatto ma un simbolo, primo pezzo delle collezioni granducali oggetto di cure particolari da parte di Cosimo I, viaggerà verso Los Angeles accompagnata da una scorta costituita da un gruppo di personaggi illustri del mondo della cultura sotto la presidenza dello stesso Presidente dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici Giovannangelo Camporeale. Questa associazione avrà una filiazione negli USA che seguirà prima la mostra dedicata alla Chimera poi l’esposizione dedicata agli altri grandi bronzi. Nasce con questo obiettivo l’associazione degli “Amici della Chimera” su suggerimento e patrocinio del Console Generale d’Italia a Los Angeles, Nicola Faganello.
Insieme alla grande accoglienza per questo pezzo sensazionale c’è anche un ritorno di rinnovata attenzione verso il Museo fiorentino e le sue collezioni e in accordo con la Direzione saranno realizzate altre iniziative e manifestazioni legate all’archeologia ed alla storia antica dell’Etruria, quale collegamento di immagine e conoscenza, viva ed affascinante anche nel presente.