Rinascimento tra Veneto e Friuli
di // pubblicato il 12 Agosto, 2010
Nel complesso dell’antico Seminario, oggi Collegio Marconi di Portogruaro, un progetto espositivo che abbraccia tutte le possibili fonti documentarie, muove da testimonianze storico archivistiche, passa attraverso reperti di produzione di vasellame e altri manufatti ceramici, testimonianze di vita quotidiana e conduce, attraverso l’esposizione di tessuti e oreficerie, al nucleo centrale della mostra: i dipinti e le sculture lignee realizzate dai principali protagonisti di quella stagione artistica.

Accanto ad Andrea Bellunello, Gianfrancesco da Tolmezzo, Cima da Conegliano e Giovanni Martini (artista del quale si propone la ricomposizione di gran parte del corpus pittorico) l'esposizione di un consistente nucleo di opere ancora conservate nella collocazione originaria e opere di confronto funzionali a chiarire i rapporti tra gli esempi di produzione artistica locale nell’ambito della cultura figurativa del rinascimento in area veneta dopo una lunga serie di restauri e di studi condotta negli ultimi anni.

E' stato quindi possibile ricomporre la trama del tessuto culturale di un'area geografica fino a ora quasi completamente trascurata dalla storiografia artistica, occasione importante per restituire alla comunità la consapevolezza del proprio passato.
Dopo il 1420, anno del passaggio di Portogruaro alla diretta sovranità della Repubblica di Venezia, la città vive un periodo di profonda trasformazione economica e sociale per la forte crescita economica, che rafforza il ruolo di centro di commercio fluviale della città e ne accresce la funzione strategica nel contesto politico della Dominante.
Nel 1434 vengono approvati i nuovi Statuti, in sostituzione di quelli trecenteschi ormai superati dai tempi e dal rinnovato contesto istituzionale e tutta la città si struttura e si organizza in chiave moderna.
Gli ordini mendicanti, francescani e domenicani, consolidano la presenza già abbozzata nel medioevo, e le strutture assistenziali e caritative si organizzano in confraternite di laici.

La vocazione mercantile della città favorisce la creazione di Fraglie e numerosa è la presenza di notai.
Nella vicina sede episcopale di Concordia nel corso del Quattrocento si susseguono vescovi appartenenti al patriziato veneziano e padovano, molti dei quali non risiederanno che saltuariamente nella sede, ma contribuiranno tuttavia allo sviluppo di un ingente programma di rinnovamento urbano che coinvolge gli edifici civili e religiosi.

Il percorso espositivo prosegue, quindi, all'esterno con itinerari mirati alla riscoperta del territorio, la cui bellezza si può cogliere nei siti di pregio naturalistico, nell’architettura e nell’arte delle abbazie benedettine di Sesto al Reghena e di Summaga, nella cattedrale di Concordia, nei palazzi rinascimentali di Portogruaro e nelle chiesette affrescate dei paesi tutt’intorno.
Per tutti noi visitatori l'opportunità di conoscere una parte significativa del Rinascimento veneto friulano.