Rinascimento e Della Robbia

di Gian Luigi Zucchini - pubblicato il 20 Marzo, 2009 in Approfondiamo su...

Ad apertura della mostra “I Della Robbia. Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento” si incontra una sfilata di altorilievi, bassorilievi e formelle che rappresentano quasi tutte la Madonna col Bambino. Sono di Filippo Brunelleschi, della bottega di Lorenzo Ghiberti, di Andrea Pisano, del Donatello o dell’ambito donatellesco.
Poco prima vediamo alcune piccole sculture di un collaboratore del Ghiberti ed una statuetta di marmo attribuita a Luca della Robbia.

Perché sono esposte queste opere, prima di giungere alle più apprezzate e conosciute dei Della Robbia?
Il nucleo, o meglio l’incipit dell’ampia proposta che introduce alla mostra sta proprio in questo primo accumulo di proposte visive, raccolto entro bacheche che presentano in sintesi l’evoluzione di un discorso assai ampio: è, in definitiva, l’esempio di quello che si può definire l’esordio del Rinascimento: l’atteggiamento della ragione a considerare, attraverso una riconsiderazione della filosofia greca, i valori della classicità, in un perenne riproporsi. E quindi, in questa visione che fu poi detta neoplatonica, il recupero non soltanto dell’antico, mai peraltro dimenticato anche nell’arte romanica e medioevale, ma soprattutto dell’ideale della bellezza, intesa come perfezione, equilibrio massimo tra le forme e gli spazi, eleganza dei profili e delle posture, e, nel contempo, umanità e gentilezza negli atteggiamenti, affettività emergente dai comportamenti, effusione dei sentimenti, fortemente espressa ma non eccessivamente esibita, e piuttosto contenuta nelle rappresentazioni.

Tutto ciò avviene dapprima nell’architettura, considerata, per quanto riguarda la geometria, in una collocazione addirittura ‘divina’ (si ricordi il “De divina proportione” di frà Luca Pacioli), che il Brunelleschi, il Ghiberti, ecc. avviarono con il recupero dell’ordine antico, in un respiro di ampio, perfettissimo studio dei volumi; poi nella scultura e infine nella pittura. E così siamo alla fase iniziale della mostra, da cui siamo partiti per il nostro discorso.
Questi primi esempi, da cui nasce ed emerge poi l’opera del capostipite dei Della Robbia, cioè Luca (1399 – 1482), sta appunto a dimostrare la fase di passaggio tra la scultura e la rappresentazione pittorica, che si identifica appunto nell’altorilievo o nel similare bassorilievo.

Un esempio concreto è dato, in mostra, dalla formella a rilievo stiacciato in marmo bianco di Luca della Robbia, che rappresenta la ‘Madonna in trono con i santi Stefano e Caterina d’Alessandria e il podestà Brancadori’(1428) e la ‘Madonna in trono tra angeli, santi e il donatore’, dipinto su tavola di Filippo Lippi (1430/35 circa). Siamo all’incirca nello stesso periodo, e si è alla ricerca di un modo di realizzare anche con la pittura ciò che è possibile in scultura. La cosa sembrerebbe non realizzabile, ma già ci si era cimentato Giotto avviando un primo approccio alla prospettiva, non peraltro riuscendo a sfondare del tutto la scena spaziale per collocarvi, in prospettiva, anche le figure, come invece l’esempio della citata tavola del Lippi dimostra già possibile.
E, oltre questo, c’è l’altro aspetto, che si citava poc’anzi, e cioè la dimensione umana, l’emergere dei sentimenti, la grazia e la dolcezza della quotidianità vissuta realmente nella concretezza, e non già estranea all’uomo. Se ne ha un esempio ne ‘La creazione di Eva’, bassorilievo di Donatello (1415 circa), lavoro di ineffabile espressione umana, con Eva che, appena creata, si abbandona tra le braccia del Creatore come ad un padre amoroso, il quale con affetto l’accoglie, in un abbraccio che sembra sorreggerne la debolezza umana mentre la stringe a sé con la tenerezza dell’affetto paterno.
La solidità delle forme, la densa articolazione dei panneggi, viene espresso in rilievo, a dar forza alle immagini, ma non è più scultura, non essendo peraltro pittura.
Ed accanto, la “Madonna col Bambino’ di Andrea Pisano, (1340 circa) già sciolta dal rigore gotico, lontana pure dalla distaccata sacralità bizantina, con la madre che giocherella col Bambino e lo solletica, facendolo sorridere. L’impostazione dell’opera risente ancora della formale linearità medioevale, ma è come alleggerita da un alito di serenità domestica: il tutto su un fondo azzurro, e non a caso quest’opera è stata esposta, quasi ad indicare l’idea che spinse poi Luca della Robbia a proporre il modello di figure bianche sull’azzurro, impreziosendole con la lucentezza dell’invetriatura.
Egli infatti aveva iniziato con lavori in terracotta dipinta, come dimostrano, sempre in questa prima fase della mostra, alcuni esempi: “Madonna col Bambino” (1435 circa), una statua a figura intera, “Madonna col Bambino” (1430/35 circa), altorilievo in stucco dipinto, fregi e bassorilievi in marmo, ecc.

Poi, in questo primo periodo del Rinascimento, ecco che appare, di Luca, una delle prime Madonne in terracotta invetriata: la scelta artistica per una produzione che non fosse né scultura vera e propria, né pittura.
Siamo nel 1440/45 circa. Ha inizio la grande stagione del pieno rinascimento, che vedrà ancora in Luca, ma soprattutto in Andrea e poi nei suoi figli Giovanni, Francesco, Marco, Girolamo e Luca ‘il giovane’ la continuità ed il perfezionamento di un lavoro che si consoliderà in una vera e propria azienda, un’officina operosa che diffuse ed esportò la produzione nell’intera Europa, dalla Spagna al Portogallo, all’Inghilterra, alle Fiande, alla Francia.

La mostra, nel suo sviluppo, espone appunto opere di Andrea e dei figli, insieme a quelle di altri illustri nomi artistici, come, oltre a quelli già citati, Antonio Rossellino, Andrea del Verrocchio, Lorenzo di Credi, Pietro Perugino, frà Bartolomeo, Andrea del Sarto, ecc. appunto in un confronto e serrato dialogo tra le arti; scaturito proprio da quella forza intellettuale e culturale che sembrò infrangere i rigidi perimetri del pensiero, calando nella cultura cristiana degli ideali della classicità per tradurli poi in bellezza sublime ed estrema dolcezza umana.

Didascalie & Dettagli

I Della Robbia.
Il dialogo tra le Arti nel Rinascimento
Arezzo
Museo d’Arte Medioevale e Moderna
Fino al 7 giugno 2009

Catalogo Skira
www.mostradellarobbia.it/

Didascalie immagini

  • Pisanello o bottega, da Luca della Robbia
    Madonna col Bambino fra sei angeli, 1432 ca.
    Disegno a punta d’argento, inchiostro bruno a penna e pennello su pergamena
    cm 16,7 x 22,3
    Milano, Biblioteca Ambrosiana
  • Andrea e Luca Della Robbia "il giovane"
    Annunciazione, 1490-95
    Formella a rilievo in terracotta invetriata policroma
    39x49 cm.
    Berlino, Staataliche Museem-Skulpturensammlung
  • Andrea Della Robbia
    Cristo in Pietà, 1495 ca.
  • Allestimento opere in mostra

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