Rinascimento dell’Appennino: Vittore Crivelli nelle Marche
di // pubblicato il 14 Giugno, 2011
Figura un po’ defilata nel contesto artistico rinascimentale e considerato “brutta copia” rispetto al più celebre fratello Carlo, Vittore è pronto a riscattare la sua fama con la prima esposizione interamente dedicata a lui e ospitata nella città di Sarnano(MC). La mostra, “Vittore Crivelli da Venezia alle Marche”, riunisce più di 40 opere: oltre ai capolavori del maestro veneto, lavori di pittori e scultori, tra cui Carlo Crivelli, Francesco di Gentile da Fabriano, l’Alunno e Pietro Alamanno, attivi nei centri più interni della regione Marche nella seconda metà del XV secolo.

Vittore, nato a Venezia nel 1440, si trasferì a Fermo dalla Dalmazia a seguito del fratello maggiore a partire dalla seconda metà degli anni ‘70 e lì rimase fino alla morte. Nonostante la vicinanza geografica, la loro carriera si svolse su binari separati: mentre Carlo si sposta lavorando per i signori di Camerino e Matelica e per la nobile famiglia Ferretti di Ancona, Vittore impianta per trent’anni una solida bottega a Fermo per rispondere alle esigenze di grandi e piccoli committenti religiosi e si impone sul mercato artistico della zona come un vero imprenditore.

L’esposizione rivela un Vittore sconosciuto che, finora troppo spesso schiacciato dalla personalità del fratello, si palesa come artista dall’eccezionale qualità tecnica, in grado di realizzare opere di ori, rilievi e ornamenti. Un maestro indipendente e originale anche nella scelta di iconografie nuove, come il tema della Madonna adorante, rappresentato in mostra dall’esemplare della Pinacoteca Civica di Sarnano. Splendidi tessuti d’oro e d’argento, ricami impreziositi da gemme, sete policrome, velluti e damaschi indossati da figure religiose, testimoniano come, insieme a Carlo, abbia contribuito a mantenere vivo nelle Marche il gusto tutto rinascimentale per l’eleganza formale e per l’ornamento, regalandoci uno spettacolo di sontuosa bellezza.

Insomma uno spaccato di “Rinascimento dell’Appennino”, come gli stessi curatori sottolineano: una cultura locale, propria della fascia montana tra Fabriano ed Ascoli, legata all’ostentazione della ricchezza e all’uso vivace di materiali e stoffe preziose, un gusto che Vittore Crivelli incarna alla perfezione. Considerate a torto una regione defilata e incapace di formare uno stile autonomo, le Marche si dimostrano un polo d’attrazione per alcuni artisti come i Crivelli e più tardi Lorenzo Lotto che hanno fissato una dimora stabile nel territorio, avviando un fecondo dialogo con i maestri locali, portatori di tradizioni di lavoro secolari.

Per comprendere e apprezzare appieno i valori formali, storici e iconografici della mostra, si è deciso di collocare le opere nei loro contesti d’origine, nello stesso territorio in cui sono nate e sono state concepite. In quest’ottica, la cittadina di Sarnano, al centro del crocevia dell’Appennino che unisce le valli della Marca camerte con quelle del fermano e dell’ascolano, è la sede perfetta per una mostra, per di più “diffusa”, che si snoda tra il Palazzo del Popolo, la Pinacoteca civica e le aree, per così dire “naturali”, delle chiese di San Marino e di Santa Maria della Piazza, dove le opere sono state lasciate nella loro originale collocazione. E che prosegue poi lungo gli itinerari crivelleschi del fermano e del maceratese che nascondono nei loro borghi testimonianze inestimabili e degne di essere riscoperte.