Riflessioni contemporanee ad EX3

di Sara Bello // pubblicato il 27 Giugno, 2011

Due proposte distinte, un unico filo conduttore. Fino all'11 Settembre il Centro per l'Arte Contemporanea di Firenze invita i suoi visitatori a fermarsi per un attimo, estraniarsi dai frenetici ritmi quotidiani e immergersi in riflessioni che, una volta interiorizzate, si manifestano come piccole rivelazioni, che hanno il potere di modificare la percezione di ciò che ci circonda.
Due donne, due artiste - una italiana, l'altra finlandese - si interrogano su un presente che è frutto di un passato ingombrante, una ricerca che verte sulla relazione che si instaura tra l'individuo e l'ambiente che lo circonda, cogliendo uno stato di malessere delicatamente suggerito con linguaggi figurativi diversi, entrambi non verbali.

Marzia Migliora adotta il Codice Marittimo nel progetto site-specific Rada, pensato per il salone centrale di EX3, dove traspone la bandiera X-Ray in una installazione ambientale: una lunga pedana blu richiama un pontile percorribile, al di sopra di un ideale mare crepitante di scarti di marmo di Carrara. “Sospendete quello che state facendo” è il messaggio della bandiera nel Codice Internazionale dei segnali marittimi, che l'artista propone ora al pubblico; un invito ribadito sulle quattro pareti della sala attraverso quattro neon che si illuminano ritmicamente, replicando lo stesso concetto in Codice Morse. Linea punto punto linea. “Sospendete quello che state facendo”.

In un silenzio avvolgente, siamo invitati a percorrere la pedana fino al braccio trasversale della croce formata dalla bandiera, per approdare ad una piccola sala adiacente. Dopo aver attraversato un mare immaginario, ci troviamo di fronte a tre misteriosi oggetti bianchi. Ci avviciniamo, e scopriamo che si tratta di salvagenti (Life Belt il titolo dell'installazione), realizzati in sapone, un materiale che, a contatto con l'acqua, si scioglie senza lasciare traccia. L'artista allude a tragici fatti di cronaca che risalgono al 2007, quando una barca stracolma di immigrati fu avvistata in acque maltesi, ma non fu soccorsa, scaricando il problema del salvataggio e dell'accoglienza dei rifugiati ad altro governo. Troppo tardi, l'imbarcazione non arrivò mai sulle coste italiane. Una questione attuale come non mai, quella degli sbarchi clandestini e degli aiuti umanitari, che arrivano quando ormai è tardi, o che non arrivano affatto, come salvagenti di sapone.
 
Lo stessa tema marittimo occupa anche i tre lati rimanenti della sala, sulle cui pareti sono esposti ventuno disegni che permettono di rivivere il dramma in una diversa forma visiva: scene oniriche in cui un mare nero inghiotte speranze e vite umane, presentate sotto forma di esili sagome bianche e indefinite, simili a fantasmi. In alcune chine si scorge un faro, in altre un pontile. Forse è ancora possibile salvarsi?

Immersi nei nostri pensieri, abbandoniamo Marzia Migliora per calarci nel buio salone di White Depths, prima personale della filmmaker Salla Tikkä in un museo italiano, un progetto che prevede la realizzazione di quattro videoinstallazioni, di cui al momento sono state eseguite le prime due. Dopo lo spaesamento iniziale dovuto all'oscurità dell'ambiente, eccoci riacquisire punti di riferimento: parole bianche su fondo nero annunciano l'inizio di un video.

Quante volte siamo rimasti senza parole davanti ad un documentario alla tv, allo schiudersi di un meraviglioso fiore acquatico... Quante volte siamo rimasti sbalorditi davanti alle acrobazie di cavalli che si prestano agli esercizi più incredibili, sfidando la forza di gravità... Ma siamo veramente coscienti di cosa questo significhi? Cosa si nasconde dietro tanta grazia e bellezza, dietro tanta perfezione?

A partire dalle teorie romantiche del critico inglese John Ruskin, l'idea della perfezione morale viene ricercato nella bellezza assoluta, individuata nel colore bianco. L'età postmoderna ha fatto proprio il postulato di una “natura moralizzante”, giustificando l'espansione imperialista delle culture occidentali. Spesso si tratta però di un'estetica forzata, manipolata e addomesticata, una natura che va contro natura, come dimostrano i due video presentati dall'artista finlandese. Valori, o meglio, stereotipi che persistono ancora oggi nell'immaginario collettivo, e si riflettono su credenze, idee e comportamenti sociali. Bianco come simbolo di purezza, come gli abiti da sposa, come il camice dei medici. Come la carnagione degli uomini.
Se Panofsky parlava di “Prospettiva come forma simbolica”, in riferimento all'età rinascimentale, per l'età postmoderna potremmo parlare del “Candore come forma simbolica”, come sete della società occidentale di dominio sulla natura.
Parole bianche su fondo nero... 

Il primo video presentato s'intitola Victoria (2008) girato in time-lapse nel Parco Botanico di Helsinki, e condensa in pochi sublimi minuti quarantotto ore in cui un bellissimo fiore sboccia. Victoria non è un fiore qualsiasi. Si tratta infatti di una gigante ninfea acquatica originaria degli ambienti tropicali del Brasile, trapiantata nelle rigide temperature del Nord Europa; non è un caso che porti il nome della regina britannica. Alla prima fioritura, che avviene di notte, i petali sono bianchi, ma solo per la durata di qualche ora; già sul fare dell'alba si colorano di rosa, e per tutta la sua vita manterranno questa tinta. La Quinta Sinfonia di Gustav Mahler accompagna lo sbocciare del fiore, in un crescendo di suoni e di suspance, esaltando la tragica e perfetta bellezza di una ninfea che ha come habitat non più la Foresta Amazzonica, ma un'artificiale serra finlandese, una “incubatrice” per piante.
Parole bianche su fondo nero...

Zoccoli di cavalli al trotto, nitriti selvaggi e colpi di frusta. Ha inizio Airs above the ground (2010), la seconda proposta di Salla Tikkä, il cui montaggio alterna scene di liberi “purosangue” a esercitazioni di esemplari in cattività. Se in Victoria il candore del fiore scompariva progressivamente, in questo caso il bianco si palesa sempre più con lo scorrere delle immagini: protagonisti del video sono regali esemplari di cavalli lipizziani, una razza creata a tavolino dalla monarchia degli Asburgo e adottata dalla celebre Scuola Spagnola di Equitazione di Vienna. Nati scuri per poi divenire progressivamente chiari, per questi animali il sopraggiungere del colore bianco è sintomo della perdita di libertà. In ogni inquadratura, l'artista mostra come l'uomo - occidentale - abbia modellato la natura a sua immagine e somiglianza: gli addestratori costringono i pallidi cavalli a esercizi che ricordano quelli dei ginnasti, fino a compiere delle “arie sopra la terra”; perfino le stinchiere degli animali ricordano i loro stivali.

Eppure, chi mai penserebbe che dietro la storia di un bellissimo fiore acquatico e un aristocratico dressage di cavalli si nasconde un ideale politico e sociale? White Dephts mostra come nell'età contemporanea ideale etico ed estetico si siano sovrapposti e vivano della loro tragica bellezza. La mostra si chiude con una serie di scatti fotografici desunti dal primo film su Tarzan, girato negli anni Trenta, stampati come negativi, in cui però il bianco si sostituisce al nero e viceversa. Salla Tikkä esplicita così una ricerca che insiste sul capovolgimento di valori etici ed estetico-cromatici. In una delle immagini si scorge il figlio di Tarzan galleggiare su un'enorme foglia della ninfea Victoria, che non cresce nella giungla africana, ma che l'ambientazione cinematografica ha reso credibile.
Il cerchio si chiude, si aprono le riflessioni.

 

Dettagli

didascalie immagini

  • Marzia Migliora/Rada
    Rada 2011
    Pontile in legno, ferro, tubi innocenti, pezzi di risulta di marmo bianco di Carrara
    1800 x 3400 x 50 cm
    Sospendete quello che state facendo (A)
    3 tubi neon scatolati opalini bianchi, trasformatori, centralina di intermittenza a 10 movimenti
    linea cm 400 x 32 x18 cm
    2 punti 133 x 18 cm
    Photocredit: Francesco Niccolai
  • Marzia Migliora
    Senza titolo dalla serie, Rada #014, 2011
    Disegno a china su carta di cotone e collage
    cm 20.8x10.9courtesy Galleria Lia Rumma Milano e Napoli
  • Salla Tykkä/White Dephts
    Victoria (2008)
    9 min 6 sec
    HD video
    still da video
  • Salla Tikkä/White Depths
    Airs Above the Ground (2010)
    7 min 21 sec
    HD video
    still da video
    Photocreitd: Alan Kucar
  • Salla Tikkä/White Depths
    Airs Above the Ground (2010)
    7 min 21 sec
    HD video
    still da video
    Photocredit: Arttu Peltoma


IN COPERTINA
Salla Tykkä/White Dephts
Victoria (2008)
9 min 6 sec
HD video
still da videO
 

Mappa

Dove e quando

Marzia Migliora / Salla Tykka

  • Fino al: - 11 Settembre, 2011
  • Indirizzo: EX3 Centro per l'Arte Contemporanea, Firenze, viale Donato Giannotti 81/83/85
  • Sito web

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