Riflessi d’Oriente

di Elena Pratesi // pubblicato il 15 Febbraio, 2009

Nell'anno europeo dell'Intercultura, il Castello del Buonconsiglio ospita questa importante iniziativa espositiva dedicata alla cartografia della Cina, la mostra propone una panoramica sull'evoluzione dell'immagine della Cina nella cartografia occidentale nel corso degli ultimi sei secoli, con particolare attenzione al periodo rinascimentale e barocco.
Nei secoli le carte geografiche sono state strumenti di conoscenza insostituibili; hanno affascinato gli uomini avvicinandoli ad altri mondi, fornendo la possibilità di avvicinarsi a queste terre straniere attraverso i viaggi e gli scambi commerciali, agevolando incontri tra culture e civiltà differenti.
Questo è lo scopo della mostra trentina: comprendere meglio l'evoluzione dell'immagine della Cina attraverso lo strumento della cartografia, per capire come si è sviluppata la conoscenza riguardo quel mondo lontano dall'occidente, come si sono evoluti i processi cognitivi, come si sono sviluppate le idee e i preconcetti sull'estremo oriente.

A farci da guida in questo percorso quindi sarà la cartografia, che costituisce il filo conduttore degli scambi tra Oriente e Occidente, il frutto dei rapporti di collaborazione fra studiosi europei e cinesi nel corso dei secoli.
La mostra è organizzata dal Centro Studi Martino Martini di Trento, che dal 1977 svolge una importante attività di valorizzazione della notevole figura dell’illustre gesuita e cartografo trentino agli albori del Seicento, secolo nel quale ebbe un ruolo cruciale nella definizione dei rapporti tra la civiltà europea e le civiltà dei continenti progressivamente esplorati.

Fulcro della mostra la figura di padre Martino Martini che fu l’autore del primo atlante moderno della Cina (il Novus Atlas Sinensis, pubblicato ad Amsterdam da Joan Blaeu in prima edizione nel 1655); la sua formazione culturale gli permise di avvicinarsi ad una civiltà sconosciuta, di comprenderla e scoprirla in tutti i suoi aspetti fino ad arrivare ad amarla a tal punto da volerla far conoscere in Occidente per rendere possibile un avvicinamento far i due mondi.
Quando Martino Martini giunse in Cina gli studi geografici in quel paese avevano già raggiunto un notevole sviluppo, il sistema di calcolo della latitudine e longitudine non era ben conosciuto: fu lo stesso gesuita a tracciare le linee delle coordinate, fornendo l’esatta collocazione di oltre 2.000 località cinesi, giapponesi e coreane.

La mostra espone in sequenza temporale: atlanti, mappe, libri storici e geografici contenenti carte e descrizioni della Cina, reperiti sia nelle biblioteche che negli archivi locali che in quelli nazionali con pannelli esplicativi.
Visibili anche strumenti astronomici, nautici, topografici e geodetici, provenienti da collezioni pubbliche e private, usati dagli astronomi, dagli esploratori e dai cartografi nei secoli che vanno dal Medioevo all’età contemporanea.
Inoltre reperti della Trento seicentesca e ricostruzioni d’ambiente secondo il gusto cinese in voga nell’Europa del Settecento (chinoiserie), derivante in gran parte dalle descrizioni di visitatori europei.

Dopo un delicato restauro, curato dalla Soprintendenza ai Beni Librari e Archivistici, si possono ammirare il globo terrestre e il globo celeste realizzati a fine seicento dal cartografo veneziano vincenzo Maria Coronelli, conservati al Buonconsiglio: l’iniziativa vuole valorizzare i grandi personaggi trentini che hanno portato lustro alla propria regione in ambito culturale e scientifico.

La mostra di Trento, rappresenta un ampliamento e un arricchimento delle precedenti esposizioni, intende infatti offrire al pubblico una panoramica generale sull’evoluzione dell’immagine della Cina nella cartografia occidentale durante i primi due millenni della nostra era.

Di quell’impero si conosceva ben poco in Europa ed è per questo motivo che ebbero così tanto successo le opere di Martino Martini, il quale mettendo a frutto la sua preparazione scientifica di eccellenza, aprì all’Europa la porta fino ad allora “reclusa” della Cina.

Fu un vero e proprio precursore non solo come autore del primo atlante geografico della Cina, di cui prima ho parlato, ma gli dobbiamo anche la prima grammatica cinese e un piccolo testo De Amicitia, scritto in cinese, sul sentimento dell’amicizia - come si può evincere dal titolo –basato su fonti classiche greche, latine e cristiane. Inoltre possiamo aggiungere che fu sua la prima storia antica della Cina e la prima cronaca delle vicende politiche che portarono al cambiamento di dinastia, dai Ming ai Qing.

In somma un personaggio davvero affascinante per la sua esperienza di vita, per le sue doti intellettuali e per le sue eccellenti conoscenze scientifiche, tutte qualità che arrivano oggi a noi attraverso le sue sorprendenti opere.

Degno di nota è infine il memoriale da lui redatto sulla questione dei “riti cinesi” in difesa dei metodi pastorali adottati dai gesuiti in Cina e presentato a Roma nel 1655 di fronte ai teologi del Sant’Uffizio.

La mostra potrà essere visita fino alla fine di febbraio, sono disponibili presso il Castello del Buonconsiglio il catalogo della mostra, ricco di immagini e di saggi, alcune stampe, e lo uno speciale annullo postale del giorno dell’inaugurazione.

 

Dettagli

Riflessi d'Oriente
L'immagine della Cina nella cartografia europea
e il ruolo del gesuita trentino Martino Martini
nelle relazioni culturali tra Oriente e Occidente


Trento, Castello del Buonconsiglio
fino al 28 Febbraio 2009