Riflessi di libertà

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 26 Gennaio, 2012

Cio che non si vede mirko garbelliCiò che non si vede è una lettura interessante per due ragioni principali. L'autore, Mirko Garbelli, è un ragazzo di ventitré anni e l'ascolto della giovane voce narrante di un esordiente è spesso foriero di fresche riflessioni. L'opera è stata auto pubblicata grazie alla comunity ilmiolibro.it, disponibile sia in forma cartacea che in formato elettronico, e fornisce un ottimo esempio di una delle future evoluzioni del rapporto tra letteratura e web.

Matteo, protagonista del romanzo, rappresenta il classico esempio d'un giovane impiegato d'azienda con alti compiti di responsabilità. È caratterizzato da una sfrenata ambizione: sogna il successo ed esiste solo il lavoro. Con il passare del tempo, da giovane brillante e comprensivo, diviene un dirigente tirannico ed irascibile. I colleghi di lavoro perdono progressivamente la loro umanità, fino ad essere percepiti come puri ostacoli inferiori alla scalata professionale del protagonista. Tra essi Mira è l'osso più duro, l'unica che viene percepita come opposizione veramente difficile da superare.

La trama, estremamente chiara e lineare, presenta la costruzione d'un personaggio alquanto stereotipato: il ragazzo sveglio, furbo ma gentile, diventa improvvisamente un detestato e detestabile dirigente tiranno. Il problema risiede nella rappresentazione del cambiamento, troppo repentino e poco approfondito. Ciò determina tre conseguenze principali. La prima è un effetto di scarsa verosimiglianza perché vengono fornite poche indicazioni sul cambiamento. La seconda s'identifica con un'occasione mancata per costruire maggiormente il personaggio e la trama stessa del libro. La terza conseguenza è un effetto generale di prevedibilità. Nella prima metà del romanzo sembra chiaro che si parlerà di come Matteo debba tornare ad essere se stesso e a rispettare i dipendenti (si pensi ai riferimenti iniziali e premonitori del manager francese). Inoltre, lo stesso desiderio d'acquistare una fuoriserie da parte di Matteo rientra pienamente nello stereotipo costruito del manager di successo. In sostanza, si rischia un'evoluzione troppo banale, alquanto stereotipata, prevedibile.

Ma come emerge dalla continuazione della lettura, si capisce che questa linea è stata assunta dallo scrittore per ottenere una forte reazione da parte del lettore con l'introduzione nella storia di elementi completamente estranei dalla logica narrativa sino a quel momento creata. L'introduzione del dialogo surreale tra il protagonista ed il proprio riflesso, che si ripresenta indisturbato su ogni superficie riflettente, spinge Matteo in una vorticosa riconsiderazione della propria vita e dei propri desideri. Finalmente l'evento inaspettato, ben fatto, rompe lo schema d'equilibrio e di descrizione del romanzo suscitando maggiore interesse.

Attraverso la costruzione di una doppia personalità del suo personaggio, Garbelli riesce ad esprimere il desiderio e la necessità di libertà che si scontrano come facce d'una stessa medaglia. Da una parte, la forte convinzione ed ambizione iniziale di Matteo che vorrebbe soddisfare il suo desiderio di libertà guadagnando il più possibile. Dall'altra, il suo stesso riflesso, la sua stessa personalità precedentemente ingabbiata, che rappresenta il bisogno di libertà dovuto alla schiavitù totale del protagonista verso il guadagno ed il successo. Le imposizioni esterne, involontariamente indotte o autoimposte divengono il bersaglio del riflesso. Quest'ultimo è metafora ed immagine del viaggio interiore, dell'autoriflessione: “-E' tutta colpa tua. Mi hai rovinato la vita- Era un uomo distrutto, impotente, stanco, che malediceva il responsabile della propria disfatta”.
Nel gioco tra le due personalità, ad una fase di scontro e d'odio segue un periodo di convivenza e di potere del riflesso che condiziona fortemente il protagonista. Quest'ultimo riprenderà successivamente il controllo costringendo il riflesso a sparire progressivamente.

Nonostante le occasioni non sfruttate, queste cento pagine donano un'illuminante punto di vista sulla libertà, interpretata nel binomio desiderio/bisogno e rappresentata dallo scontro tra coscienze. Per l'avvenire, attendiamo un romanzo più costruito ma con la stessa carica riflessiva e chiarezza narrativa.

 

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In copertina:
Ciò Che Non Si Vede di Mirko Garbelli

Ciò che non di vede
Mirko Garbelli
pagg.112
(auto pubblicato)