Ribelle - the brave

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 10 Settembre, 2012

Dopo il passo falso di Cars 2 i Pixar Animation Studios si prendono una sana pausa dalla dilagante abitudine ai lungometraggi seriali, già annunciati in produzione il seguito di Alla ricerca di Nemo e il prequel di Monsters & co, e portano sullo schermo con successo un avvincente progetto originale: Ribelle – The brave.

Nell’antica Scozia dei clan, tra vecchi manieri e brumose foreste con mistici obelischi, residui di memorie passate, la rossa fiammeggiante Merida è una principessa che non si arrende al suo destino.
Le convenzioni che il suo ruolo le impone la vogliono trofeo in una gara tra diversi pretendenti, figli dei capoclan alleati, che in un torneo d’abilità si contenderanno la sua mano.
Ma la caparbia ragazza non ci sta e interpretando liberamente la legge a suo favore gareggia nei giochi, come primogenito della sua casata, per conquistare la propria libertà.
Ovviamente surclasserà ogni pretendente, portando il caos nel regno e scatenando eventi imprevedibili. Un’avvincente avventura ricca di mistero e magia, colpi di scena e divertimento.

Era da tempo che un nuovo film Disney / Pixar non presentava una solida storia ben strutturata, forse addirittura da Gli incredibili (2004). Nonostante alcuni interessanti titoli più recenti, come Up, Wall-E e Toy Story 3 – La grande fuga, alternati ad altri meno riusciti, minati da pesanti cadute di ritmo come Cars e Ratatouille, in Ribelle lo scorrere narrativo è appassionante e senza cedimenti per tutta la durata del film come non accadeva da molto.
Si consiglia di non perdere la sequenza nascosta in fondo agli interminabili titoli di coda, con l’ultima esilarante gag finale.

Complesso nei concetti di cui si fa portatore, come l’esigenza di perseguire la propria strada con coraggio e contro ogni avversità per costruire ognuno il proprio destino, Ribelle è un film che si rivolge a un pubblico di ragazzi ma la visione è adatta anche ai bambini più piccoli che possono divertirsi col ritmo serrato dell’avventura.
Indimenticabili le sequenze nell’antro oscuro della strega, perfettamente in linea con la tradizione dei classici Disney, che evocano momenti di altre avventure passate come La spada nella roccia e La sirenetta.

Anche i personaggi sono tutti psicologicamente ben disegnati, dal re Fergus, deliziosamente rozzo e sempre pronto ad assecondare la figlia ribelle, alla regina Elinor, vero cuore della casa che tiene le redini del regno richiamando spesso all’ordine gli altri membri della famiglia, compreso il re.
Impagabili anche i tre lord dei regni alleati con i loro figli, pretendenti alla mano di Merida: Lord MacGuffin, grosso e autorevole con erede timido e impacciato, portatore di un idioma incomprensibile; Lord Dingwall, burbero e scapigliato, con figlio candido e goffo sempre perso in un suo mondo che lo fa apparire tonto; Lord Macintosh, i colori di guerra sempre dipinti sul volto e il petto gonfio d’orgoglio a dispetto della sua magrezza, accompagnato dal figlio narcisista, evidentemente innamorato dei suoi ciuffi neri.
Menzione speciale per Angus, il cavallo di Merida, vero e proprio compagno d’avventure che va ad arricchire la serie di destrieri complici dei propri cavalieri, da Sansone in La bella addormentata nel bosco a Pegasus in Hercules.

Pur rimanendo un nostalgico dell’animazione tradizionale, fatta di disegni creati a mano dagli artisti, e perciò dispiaciuto per tutta quella bellezza che non raggiunge lo schermo, devo ammettere che l’evoluzione tecnologica di software spesso creati apposta per ottenere effetti particolari ha raggiunto risultati straordinari. La bellezza della foresta, con l’erba alta mossa dal vento, la magia delle nebbie, riescono a creare un’atmosfera affascinante e misteriosa.
Nel paradosso di un nuovo programma avanzatissimo creato apposta per dare ai tessuti dei costumi un sapore antico e consunto, è racchiusa l’essenza stessa del Cinema come sublime bugia.

Il consueto cortometraggio inedito abbinato al film aggiunge un altro ottimo motivo per andare al cinema. Intitolato La luna, anche nell’edizione originale, segna l’esordio alla regia dell’italiano Enrico Casarosa, nello staff Pixar dal 2002, che alla prima prova importante con un soggetto scritto e ideato interamente da lui, si è subito aggiudicato una candidatura all’Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione.
Un bambino, con il nonno e il padre in navigazione notturna su di una piccola barca di legno, attendono il sorgere di un’immensa luna per portare a termine un lavoro molto particolare.

La luna è una piccola poesia visiva che respira di echi lontani evocando mondi onirici del nostro cinema migliore, lo stupore dell’infanzia davanti a qualcosa di surreale che diventa magico e possibile.
Un piccolo capolavoro.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Locandina, teaser.
Locandina diffusa per creare attesa prima dell’uscita, diversa da quella che accompagna il film nelle sale. (particolare)
(© Walt Disney Pictures 2012)

- Locandina italiana
- Merida e la regina Elinor, 
  divergenze tra madre e figlia
- La famiglia reale al gran completo
- Merida battagliera contro le avversità
- La strega con il suo corvo / i Lord MacGuffin,
  Dingwall e Macintosh / Merida e l’inseparabile Angus
- Re Fergus e la regina Elinor in un disegno preparatorio
  e nella versione digitale
- Alcune immagini del cortometraggio
  La luna di Enrico Casarosa

© Walt Disney Pictures 2012

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The brave
  • Regia: Mark Andrews, Brenda Chapman, Steve Purcell
  • Con le voci di: Rossa Caputo, Noemi, Anna Mazzamauro, Ugo Maria Morosi, Emanuela Rossi, Shel Shapiro, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Fabrizio Mazzotta, Gabriele Martini
  • Sceneggiatura: Mark Andrews, Brenda Chapman, Steve Purcell, Irene Mecchi
  • Fotografia: Robert Anderson, Danielle Feinberg
  • Musica: Patrick Doyle
  • Montaggio: Nicholas C. Smith
  • Scenografia: Steve Pilcher
  • Produzione: Katherine Sarafian per Pixar Animation Studios
  • Genere: Animazione
  • Origine: USA, 2012
  • Durata: 100’ minuti
 
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