Riaperto il ‘Cortile Maggiore dei fiorentini’ del Museo Archeologico

di Federica Falleri // pubblicato il 14 Dicembre, 2015

Ha riaperto pubblico il "Cortile Maggiore dei fiorentini" del Museo Archeologico Nazionale che fu danneggiato dall’alluvione del 1966 e, da allora, usato come deposito temporaneo dei reparti e materiali alluvionati del museo e, successivamente, provenienti da tutto il territorio regionale.
Uno spazio insolito, di circa seicento metri quadrati, collocato all’interno del Palazzo della Crocetta, sede del museo, ora inserito nel percorso su prenotazione.
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Il cortile fu progettato dall’archeologo Luigi Adriano Milani alla fine dell’Ottocento e rappresenta una memoria storica tanto cara ai i fiorentini. All’interno, infatti, sono collocate edicole e tempietti - in diverse dimensioni - che conservano i resti dei monumenti di Florentia, la Firenze romana, quali il Capitolium e il Tempio di Iside. Strutture realizzate dal Milani per esporre, in modo suggestivo e scenografico, elementi di decorazioni architettonica, frammenti di edifici e di impianti termali oltre ad un nutrito gruppo di iscrizioni e di reperti provenienti dall’ area del Foro romano.
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I materiali conservati nei due cortili costituiscono una testimonianza eccezionale della storia di Firenze, dal momento che i documenti conservati nell’Archivio storico della Soprintendenza ci consentono di collegare con precisione i reperti oggi qui esposti ai luoghi di Firenze ove vennero rinvenuti.
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Con il trascorrere del tempo, e l'inquinamento, gli elementi architettonici del cortile erano stati ricoperti da una patina nera inoltre, vi avevano trovato deposito, altri materiali senza alcuna relazione con la storia di Firenze. ‘’Questo recupero - ha spiegato Giseppina Carlotta Cianferoni, curatrice del Museo Archeologico - ha consentito anche la riapertura del vecchio ingresso ai cortili da via della Colonna, recuperando anche il portone d’entrata e, sulla base delle foto storiche, ricollocare i materiali nella loro posizione originaria’’.
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Il restauro rientra nell’ambito del progetto ideato e promosso dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze per i 150 anni di Firenze Capitale e nel presentarlo, il Vice Presidente dell'Ente, Pierluigi Rossi Ferrini, ha ricordato come questa operazione sia una nuova tappa del progetto della Fondazione per il recupero e la valorizzazione dell’area della Santissima Annunziata.
Le operazioni di recupero, seguite dai restauratori della Soprintendenza, si sono svolte nel corso di due anni e sono state l’occasione per la creazione di un campo-scuola di restauro a cui hanno  partecipato anche allievi del Liceo Artistico, dell’Istituto per l’Arte e il Restauro e dell’Escuela Superior de Arte del Principado de Asturias (Spagna).
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Le edicole e i tempietti sono stati poi puliti e consolidati e sono stati riscontrati i numeri d’inventario originali ancora presenti sui reperti, numeri che sono stati conservati in quanto “storicizzati”. E’ stato infine predisposto un sistema di allontanamento dei volatili ed è stato montato un adeguato sistema di illuminazione che renderà godibile il Cortile anche nelle ore serali.
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All’interno del cortile, uno più piccolo, adiacente e di forma quadrata, sarà restaurato entro la prossima estate. 

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Il-cortile-restituito-allantico-splendore
  2. L'edicola centrale del cortile (Foto storica © Museo Archeologico Nazionale di Firenze)
  3. Allestimento del cortile (Foto storica © Museo Archeologico Nazionale di Firenze)
  4. I cortile dopo l'alluvione del 4 novembre 1966 (Foto storica © Museo Archeologico Nazionale di Firenze)
  5. Il rinvenimento dei resti poi esposti nel cortile (Foto storica © Museo Archeologico Nazionale di Firenze)
  6. Il rinvenimento dei resti poi esposti nel cortile (Foto storica © Museo Archeologico Nazionale di Firenze)
  7. Il rinvenimento dei resti poi esposti nel cortile (Foto storica © Museo Archeologico Nazionale di Firenze)

In copertina:
Il rinvenimento dei resti poi esposti nel cortile (Foto storica © Museo Archeologico Nazionale di Firenze)

Il Cortile Maggiore dei fiorentini
(cenni storici - courtesy dott.ssa Giuseppina Carlotta Cianferoni, curatrice del Museo Archeologico Nazionale di Firenze)

Grazie al fondamentale contributo dell’Ente Cassa di Risparmio, per ricordare il periodo in cui Firenze fu Capitale del Regno, dal 1865 al 1870, si restituiscono alla visita i due cortili interni del Palazzo della Crocetta, dove sono ancora oggi visibili alcuni resti monumentali della città romana, recuperati nell’ambito del progetto di riordino del Centro di Firenze, approvato dal Consiglio Comunale nel marzo del 1866.
La grande operazione urbanistica, destinata a sconvolgere l’antico cuore della città, prese il via alla fine del 1881, portando ad una trasformazione radicale dell’assetto urbano nell’arco di un decennio:
Le prime demolizioni riguardarono essenzialmente l’area del Mercato Vecchio e furono effettuate sulla base di un progetto di intervento parziale, al quale seguì, solo nel 1885, un vero e proprio piano regolatore con l’indicazione delle aree da demolire, rettificato, in senso ancora più distruttivo, nel 1888.
L’attività edilizia avrebbe dovuto ab origine essere controllata da un gruppo di esperti col compito di tutelare le ragioni dell’arte e della storia, ma, in effetti, solo a partire dal 1888 venne effettivamente nominata una Commissione Storico Archeologica Comunale di cui fu membro Luigi Adriano Milani, già direttore del Regio Museo Archeologico di Firenze, alla quale si chiedeva espressamente di documentare le operazioni di sventramento con l’ausilio di fotografie, disegni, rilievi e inventari di quanto fosse ritenuto di interesse.
Il clima frenetico che si respirava in quegli anni costituì un grosso ostacolo alla libertà d’azione dei membri dell’organismo di controllo ed in particolare del Milani, a cui furono riconosciute le specifiche competenze inerenti ai rinvenimenti di natura archeologica.
Di fatto, la Commissione potè mettersi al lavoro solo qualche tempo dopo il suo insediamento, avvalendosi anche del supporto dell’architetto Corinto Corinti e dei suoi collaboratori, direttamente incaricati della documentazione. Il primo resoconto di quanto emerso si riferisce, infatti, a lavori del dicembre del 1889 ed è questo il primo dei rapporti che il Corinti consegnerà al Milani dal giugno 1894 al dicembre 1895. Lo studioso fin da subito comprese le possibilità uniche che un’operazione di tale vastità, per quanto devastatrice, offriva al suo specifico campo di studio e molti manufatti antichi furono sottratti alla distruzione e collocati nel Museo Archeologico dopo essere stati rapidamente catalogati.
Le reliquie monumentali testimoni dell’antico splendore di Firenze, con strutture ed elementi di decorazione architettonica del Capitolium e del tempio di Iside, porzioni dell’impianto viario e della cinta muraria, frammenti di edifici abitativi e di impianti termali, nonché un nutrito gruppo di iscrizioni e di reperti scultorei provenienti dall’area del Foro, furono rimontate ed esposte nel Grande e Piccolo Cortile del Museo e sono oggi restituite alla visita proprio in occasione della celebrazione dei 150 anni di Firenze Capitale del Regno.

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