Renoir a Pavia con La vie en peinture
di // pubblicato il 06 Agosto, 2012
Per gli amanti della pittura impressionista l'appuntamento è alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia con una delle prime importanti mostre autunnali, la retrospettiva dedicata Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 25 febbraio 1841 – Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919).
“Renoir. La vie en peinture” - curata da Philippe Cros, promossa dal Comune di Pavia in partnership istituzionale con la Provincia di Pavia, è prodotta e organizzata da Alef cultural project management e patrocinata dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall'Institut français di Milano - attraverso una selezione di dipinti, pastelli e disegni ripercorrerà tutto il percorso artistico del pittore evidenziandone il ruolo nella storia dell’arte moderna con opere esposte per la prima volta in Italia e provenienti da prestigiose realtà museali internazionali.

In quasi sessant'anni di attività, Renoir realizzò oltre cinquemila opere, come la somma di tutte quelle di Manet, Cézanne e Degas e, seppur annoverato dal grande pubblico fra i fondatori dell'Impressionismo, in realtà è impossibile vederlo come un artista totalmente devoto a un'unica corrente e a un unico stile, bensì alla rappresentazione e celebrazione della bellezza, elemento costante in tutta la sua produzione. Lui stesso dichiarò "Per me un quadro deve essere una cosa piacevole, allegra e bella, sì bella! Ci sono già troppe cose spiacevoli nella vita che non è il caso di crearne anche delle altre".

L'umanità e il calore dei personaggi, i colori vibranti che conferiscono ai suoi paesaggi e alle nature morte tattilità e sensorialità, comunicano sentimenti di vitalità e pienezza e connotano il percorso del maestro, al di là delle differenti declinazioni di stile, come quello del pittore della “joie de vivre”.

Anche negli anni del periodo impressionista - dal 1870 al 1882 - dove protagonista era il paesaggio, per Renoir l'elemento umano rimase ad assumere la forza principale dell'opera e ne celebrò la bellezza femminile - riferendosi ai maestri rococò e ponendosi come ideale continuatore della tradizione francese dell'Età dei Lumi - così che nei ritratti come Jeune femme au chapeau noir, il volto della ragazza, dipinto con estrema delicatezza, pur sembrando all'apparenza quello di una bambola di porcellana, diviene estremamente umano per la rilassatezza dell'atteggiamento e la carica dello sguardo, quasi come se il momento fosse vissuto come un amichevole tête-à-tête piuttosto che una seduta di posa.
Infatti, durante la realizzazione dei ritratti, cercava di instaurare un rapporto di complicità con le sue modelle in modo da far emergere la loro natura più intima come in Madame Henriot en costume e che raffigura una delle modelle preferite.
Anche in Portrait de Claude Monet, omaggio al collega e amico, Renoir riesce a dare al volto una forza vibrante attraverso una serie di piccoli tocchi di colore.

Tutta l'intensità della vita emerge poi dai suggestivi paesaggi, alcuni tipicamente impressionisti, come Picking Flowers, con una una coppia in una giornata estiva in un campo di fiori dove, attraverso un luccichio di tocchi di colori, riesce addirittura a rendere l'atmosfera quasi polverosa dell'afa estiva.
Les collettes (1908) è dedicato invece alla campagna intorno alla tenuta a Cagne-sur-Mer, una casa colonica del XIX secolo immersa in un bosco centenario e in un aranceto, che il pittore acquistò nel 1907 (la separazione sistematica dei toni di colore fa intuire che ci troviamo davanti ad un'opera dell'ultimo periodo artistico di Renoir, dopo l'abbandono della tecnica cromatica impressionista).
La presenza costante della figura umana, due donne intente a raccogliere fiori o frutta, conferma di nuovo la centralità del ruolo dell'individuo, quasi come se la natura senza l'individuo perdesse di significato. L'affascinante paesaggio circostante la tenuta di Collettes fu motivo di ispirazione per molte delle sue opere mature, come dimostra anche Paysage de Cagne la luce violenta del cielo della Provenza inonda un paesaggio perfettamente definito da differenti sfumature di colore.

In mostra saranno presenti anche una serie di nature morte, genere di pittura che la corrente impressionista rivaluta con un nuovo concetto di sperimentazione di forme e colori. In Natura morta con mele (1905) e Roses, dipinto nel 1915 a seguito della morte della moglie - “un mazzo di rose per dimenticare il dolore” - gli oggetti rappresentati sono tutt'altro che immobili o silenziosi, ma sembrano quasi animati, dotati di una vita propria.

Torneremo comunque a parlare della mostra, indagando dettagliatamente l'evoluzione e la varietà della produzione artistica di Renoir, dopo averla visitata.