Renata Tebaldi regina del Castello di Torrechiara
di // pubblicato il 03 Maggio, 2010
Ho avuto modo di scoprire recentemente due gioielli, uno all'interno dell'altro, in quel territorio parmense che è rinomato per la sua storia e per i suoi sapori.
Nel Comune di Langhirano, a pochi chilometri da Parma, dove le propaggini dell'Appennino sfiorano la pianura e il paesaggio è addolcito dalle prime colline sorge in cima ad una altura il Castello di Torrechiara realizzato nella seconda metà del 1400 per volere di Pier Maria Rossi, signore di una potente famiglia della zona legata ai Visconti di Milano. La sua struttura fortificata elegante e possente nasconde al suo interno un cuore affrescato culminante nella Camera d'Oro che celebra il suo amore corrisposto per la nobildonna Bianca Pellegrini.
Oltre alla bellezza del luogo ho potuto scoprire che gli ambienti al loro interno non sono vuoti ma abitati da una inquilina molto speciale. La voce del grande soprano Renata Tebaldi (1922-2004), la sua presenza e i ricordi impreziosiscono ancor più quelle stanze con la mostra "Un castello per la regina" esposizione che vuole dare una collocazione permanente ad abiti e oggetti di scena usati dalla cantante durante la sua carriera oltre che presentare fotografie e documenti.
In una terra musicale come quella della provincia di Parma assume un significato ancora più evocativo ma non solo, la scelta di questo castello non cade a caso, è determinata dal fatto che lei ha vissuto a Langhirano ed è sepolta nella cappella di famiglia a Mattaleto di Langhirano.
Significativamente nella prima sala di accesso si trovano i bauli usati dalla cantante per i suoi viaggi oltreoceano e questo dà quasi l'impressione che sia arrivata da poco di ritorno da qualche rappresentazione, rendendo più presente la sua figura. La voce della Tebaldi, definita "Voce d'Angelo" dal maestro Arturo Toscanini in occasione del concerto inaugurale della Scala ricostruita nel 1946, accompagna e fa da sottofondo lungo il percorso che si snoda tra le diverse sale del Castello al piano terra e al piano nobile.
Mentre mi aggiravo per le stanze ho avuto occasione di incontrare Giovanna Colombo, presidente e promotrice del Comitato Renata Tebaldi costituitosi proprio per perpetuare il ricordo dell'importanza e del valore della cantante nella lirica italiana che mi ha parlato di come sia stato possibile arrivare a questo risultato.
Prima tappa è stata la mostra itinerante "Renata Tebaldi profonda ed infinita" coprodotta nel 2005 con il Teatro Regio di Parma, ospitata poi in diversi teatri del mondo ed ancora in pellegrinaggio. Dato il grande successo è nata l'idea di tradurre questo sforzo nella creazione di un centro espositivo permanente realizzato grazie al contributo della Soprintendenza per i beni architettonici e paesistici di Parma e Piacenza, la Fondazione Teatro Regio di Parma e il Comune di Langhirano, guadagnandosi come sostenitore anche Oliviero Toscani che ha curato l'immagine della mostra.
Tutto questo è stato reso possibile grazie alla disponibilità della amica e confidente di una vita di Renata Tebaldi, Ernestina Viganò, la quale ha ricevuto in eredità tutte le testimonianaze raccolte e le ha messe a disposizione per essere catalogate e valorizzate: abiti disegnati da grandi stilisti o artisti, ritagli di giornale che parlano di lei, fotografie, gioielli di scena, spartiti con i suoi appunti, premi e onoreficienze, scritti e lettere, tutti frammenti che ricompongono una grande vita trascorsa sulle scene di tutto il mondo. Nel castello, per non creare un percorso fisso e riduttivo, i materiali saranno cambiati ogni tre mesi e saranno riorganizzati in futuro in percorsi guidati che dovrebbero includere anche i luoghi natali.

Obiettivo del Comitato, sottolinea la Presidente, è quello di valorizzare non solo la figura della Tebaldi ma anche quella di altri grandi artisti italiani che spesso l'hanno affiancata in scena. Si scopre, infatti, nell'onirico Salone degli acrobati, decorato con fantasiose grottesche ispirate alle decorazioni antiche, la rappresentazione della Manon Lescaut al Metropolitan di New York accanto a Giuseppe di Stefano della quale sono esposti diversi costumi e nella Cappella, la Tosca accanto a Di Stefano/Cavaradossi di cui si ascolta il duetto del primo atto. Nella Sala della Torre del Leone invece un grande letto a baldacchino riporta alla tragica vicenda verdiana di Otello e Desdemona e si ricorda con un suo abito Mario del Monaco. Manon Lescaut, Tosca, Otello, La forza del destino, La Traviata, Giovanna d'Arco, Aida, La Bohème, Madama butterfly, La fanciulla del West, Adriana Lecouvreur...questi sono solo alcuni dei titoli del suo repertorio.
Per la sua capacità vocale ed interpretativa è stata definita non solo "voce d'angelo" da Toscanini, ma anche "Caruso delle donne" da parte di Riccardo Muti.

Questo progetto permette quindi di scoprire un gioiello del territorio quale è il Castello di Torrechiara, di ripercorrere la vicenda storica ed umana di una grande artista come la Tebaldi e anche di riportare alla luce un periodo d'oro per il teatro d'opera come è stato il dopoguerra, con grande cura dei dettagli in abiti e scenografie, e la grande passione che suscitava nel pubblico.
La Presidente mi ha raccontato di aver trovato varie pagine dei giornali del tempo che documentavano minuziosamente ogni spostamento del soprano e come venissero presentate, un po' come si fa adesso con i cantanti di musica leggera, classifiche delle migliori esecuzioni liriche. Grandi folle accoglievano i divi del momento all'uscita del teatro e agguerriti erano i loro sostenitori così come agguerrita era anche la corsa ai posti, soprattutto per la Tebaldi e soprattutto in America dove veniva simpaticamente chiamata "Miss Sold Out", tutto esaurito, perchè bastava il suo nome sul cartellone per formare gigantesche code alle biglietterie e fuori del teatro una parata di personalità. "Non ho mai conosciuto personalmente la Tebaldi ma ho imparato a conoscerla trovandomi a contatto con le sue cose", conclude infine Giovanna Colombo e questa senza dubbio è l'opportunità che viene data ai visitatori, di potere conoscere la figura della Tebaldi all'interno di questo castello rinascimentale, in sale che con la loro magia data dal tempo lontano infondono un senso molto teatrale ai sontuosi abiti che si ammirano e alle registrazioni che si odono in sottofondo.