Rapunzel – l’intreccio della torre 3D

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 03 Dicembre, 2010

Fa parte della lunga tradizione dei cartoon creati dalla casa di Topolino il fatto di prendere fiabe e romanzi originali per trasformarli in qualcosa di completamente diverso, un esempio è il Pinocchio animato di Walt Disney e l’abisso che lo divide dal romanzo di Collodi, ma in Rapunzel, il nuovo film della major americana, ciò che resta del testo originale è davvero solo uno spunto.
Rispetto alla fiaba di Raperonzolo scritta dai fratelli Grimm, gli unici elementi presenti nel film sono l’immagine della strega che sale alla torre usando i lunghi capelli biondi della protagonista e il magico potere di una lacrima d’amore. A conferma di questo i titoli di coda riportano solo il nome di Don Fogelman autore della sceneggiatura senza dichiarare altri testi alla voce soggetto.
Il film Rapunzel racconta la storia di una principessa rapita in culla dalla cattiva strega Gothel che la rinchiude in una torre nascosta nel bosco. Spacciandosi per sua madre, la donna malvagia cresce la ragazza facendole credere che la sua prigionia è l’unico modo per proteggerla dai pericoli e dalla cattiveria del mondo, in verità il suo scopo è quello di usare il potere magico dei biondi capelli di Rapunzel per rimanere eternamente giovane.

La ragazza, obbediente al volere della falsa madre, vive isolata con il piccolo camaleonte Pascal come unica compagnia, dipinge, cucina e canta accontentandosi di osservare il mondo dalla sua finestra. Tutti gli anni, nel giorno del suo compleanno, vede uno sciame di luci fluttuanti salire nel cielo notturno, sono le lanterne volanti che i suoi genitori, sovrani del regno, e i sudditi librano in volo per ricordare la principessa scomparsa e anche se la fanciulla non sa nulla, si sente attratta da questa visione. 

Un giorno il caso porta il ladro Flynn Rider in fuga dalle guardie del re a scalare la torre per nascondervisi dentro, Rapunzel lo cattura armata di una padella e stipula un patto con lui, il ragazzo la dovrà condurre fuori per due giorni a vedere il volo delle lanterne e in cambio lei gli restituirà la refurtiva del suo ultimo colpo che ha adesso “in custodia”.

Inizia così un’allegra avventura ricca di colpi di scena e personaggi divertenti. Come il cavallo Maximus che si comporta come un segugio,annusa le tracce di Flynn e tenta in ogni modo di catturarlo, dando vita ai momenti più comici del film in cui i due, uomo e cavallo, sono una vera e propria coppia comica con tutta una serie di gag.
Il protagonista maschile Eugene, in arte Flynn Rider, è il personaggio forse più riuscito, guascone e sempre pronto a mettersi nei guai, non bello in senso stretto ma pieno di fascino e simpatia. 

Ricco di citazioni cinematografiche, da Mission Impossible a Titanic, il nuovo divertente cartoon si fregia delle canzoni di Alan Menken, già autore delle più belle colonne sonore Disney degli anni ’90, da Aladdin a La sirenetta a La bella e la bestia, e da sequenze, soprattutto quelle cantate dalla cattiva mamma Gothel, che richiamano direttamente la tradizione del musical teatrale in stile Andrew Lloyd Webber.

La storia molto articolata e con tanti personaggi differenti, è una parabola sull’importanza dei sogni, sulla relazione tra desiderio e paura di realizzarli, paura che il raggiungimento di una cosa a lungo agognata possa lasciare un vuoto da colmare. “Ma questa è la parte più divertente” dice Flynn a Rapunzel per confortarla, “ti cercherai un nuovo sogno!
Perché è importante avere sempre qualcosa da desiderare.

Nel complesso il film funziona, è ricco di trovate divertenti che tengono sempre viva l’attenzione, frutto di una solida sceneggiatura che usa sapientemente i toni della commedia per sviluppare l’avventurosa narrazione. L’uso del 3D, per quanto non aggiunga niente alla qualità dello spettacolo, giustifica la quantità di panoramiche aeree sul castello e sulla foresta, ma a mio parere i personaggi funzionano meglio nei campi lunghi in cui non è immediatamente riconoscibile l’animazione digitale. 

Soprattutto nei primi piani e soprattutto la protagonista stessa con i suoi grandi occhioni, finisce per somigliare troppo a un bambolotto di plastica e il sospetto, che sempre più insistente si ripropone, è che si sia scelta l’animazione digitale non solo perché più di moda in questi anni, ma anche per accorciare la distanza tra il personaggio nel film e gli immancabili giocattoli in vendita.
La cosa che mi lascia perplesso in questa massiccia corsa alla realizzazione di cartoon digitali 3D, è il rischio che l’estetica da video gioco che questi prodotti inevitabilmente portano con sé, finisca con l’uccidere sul nascere il buon gusto di piccoli spettatori poco abituati così al disegno animato fatto a mano.
Viene il sospetto che ci sia una scelta economica alla base che insegue solo il profitto, vendendo l’immancabile video gioco come un’estensione del film stesso, allontanandosi sempre di più dalla ricerca del bello che certi classici dell’animazione disegnata, come Bambi o Biancaneve e i 7 nani per fare solo due esempi della tradizione Disney, rappresentavano fin dall’ispirazione con cui erano stati prodotti.

Un grande artista come Glen Keane, dalle cui mani sono usciti personaggi indimenticabili come la sirenetta Ariel, Tarzan, o memorabili virtuosismi animati come la trasformazione della bestia in uomo sul finale de La bella e la bestia, direttamente ispirata ai Prigioni di Michelangelo con il corpo che lotta per liberarsi dalla materia, ha qui il ruolo di supervisore dell’animazione digitale. Fa davvero molto dispiacere, perché significa che niente della sua arte è giunto sullo schermo.
Pur avendo apprezzato Rapunzel per il puro divertimento che sa regalare, non posso far a meno di pensare, i disegni preparatori invitano a questo, che in animazione tradizionale disegnata avrebbe potuto essere un’opera molto più bella, che univa l’Arte del disegno all’intrattenimento. Spero che l’esperimento dell’anno scorso con La principessa e il ranocchio non resti un caso isolato di ritorno al disegno animato fatto a mano.

Se Rapunzel è più divertente de La principessa e il ranocchio lo si deve solo a una sceneggiatura più frizzante e meno malinconica, non vorrei che i nuovi vertici della Walt Disney Company ricadessero nell’errore del passato di pensare che se un cartoon digitale incassa di più di un disegno animato questo sia imputabile alla tecnica utilizzata. Dopo il fiasco di Mucche alla riscossa interi progetti disegnati furono spazzati via, io sto ancora aspettando la versione de Il gatto con gli stivali che era tra essi.

 

Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Tangled
  • Regia: Nathan Greno, Byron Howard
  • Con le voci di: Laura Chiatti, Giampaolo Morelli, Giò Giò Rapattoni, Pino Insegno, Gerolamo Alchieri, Mirko Pontrelli, Mario Biondi, Wladimiro Conti, Alessandro Ballico, Carlo Scipioni, Marco Bassetti, Fabrizio Russotto, Francesco De Francesco, Andrea Quartana, Gianluca Machelli, Daniele Valenti, Arianna Vignoli, Greta Castagna, Margherita De Risi
  • Sceneggiatura: Don Fogelman
  • Supervisione animazione: Glen Keane, John Kahrs, Clay Kaytis
  • Musica: Alan Menken
  • Canzoni: Alan Menken, Glenn Slater
  • Montaggio: Tim Mertens
  • Scenografia: Douglas Rogers
  • Produzione: Roy Conli, Glen Keane, John Lasseter per Walt Disney Animation Studios
  • Genere: Animazione
  • Origine: USA, 2010
  • Durata: 92’ minuti

 


DIDASCALIE IMMAGINI

- Locandina italiana
- Flynn prigioniero di Rapunzel e Pascal
- Rapunzel armata / il camaleonte Pascal
- Flynn Rider ladro ricercato
- Altri fotogrammi del film
- Bozzetti preparatori per definire
  le atmosfere del film
- Disegni di Glen Keane per Rapunzel


IN COPERTINA
Il ladro in fuga Flynn Rider
giunge alla torre nella foresta