Racconti d’ecomafia: parole e cavalli

di Davide Giuseppe Colasanto // pubblicato il 27 Ottobre, 2011

FotofinishFotofinish, edito per la prima volta nel 2007 da Edizioni Ambiente, viene riproposto da Einaudi nel settembre 2011. L'opera raccoglie tre storie elaborate dalle penne di tre giornalisti: Giacomo Cacciatore, Gery Palazzotto e Valentina Gebbia. Sono racconti intensi e carichi semanticamente, con al centro una delle ultime manifestazioni dell'ecomafia: le corse clandestine di cavalli. Ogni storia descrive in maniera differente questo fenomeno, permettendo al lettore non solo di venire a conoscenza dell'ennesimo delitto della criminalità organizzata, ma trasmettendogli attraverso la forza delle parole sentimenti ed emozioni.

Il primo racconto, si chiama Passione, è denso di simbolismo e riflessione onirica. Vero protagonista è Scaduto, un cavallaro che ha ormai perso per strada e venduto il suo amore per i cavalli, guadagnandosi da vivere con le corse clandestine. Scaduto comincia ad allenare un ragazzino che dimostra una passione sfrenata per i cavalli. Costui riuscirà a destare sentimenti ambivalenti, amore e rimorso, nel cavallaro. Passione è la parola chiave di questo racconto che gioca su due opposti temporali ed affettivi. Passione è il nome del cavallo ed allo stesso tempo il vecchio sentimento che Scaduto provava da piccolo, trovando un'ideale proiezione di se stesso nel ragazzino venuto dal nulla e senza nome. Un ulteriore contrasto è accentuato dai luoghi: da una parte l'incantata ed amena Camelot e dall'altra la strada dei morituri cavalli. Il protagonista prova una vera e propria proiezione simbolica nella passione del passato, ormai marcia, sporca, decaduta, Scaduta.

Il secondo si colloca a metà tra il noir ed il racconto di denuncia. Questa volta a parlare è una madre, Mariella, che racconta il progressivo sgretolamento della sua famiglia. L'evento che segna l'inizio della fine è il regalo di compleanno che Piero, marito di Mariella, al figlio, Ciccio: un cavallo. Ben presto si scoprirà che dietro questa sorpresa si nascondono loschi interessi, le corse clandestine, morbosamente legati a relazioni extraconiugali. La tensione del racconto troverà sublimazione nello scontro tra padre e figlio, quest'ultimo rappresentante della lotta alla mafia, sotto gli occhi sofferenti della madre.

Il terzo ed ultimo racconto Anche i cavalli sognano? è narrato in terza persona. L'autrice pone al centro della sua storia il rapporto uomo-animale. Angelo, un ragazzino affetto dalla sindrome di down che pratica l'ippoterapia, instaura un forte legame con il cavallo Re Ruggero. Costoro saranno uniti da un unico destino. Entrambi incompleti, trovano pace nel loro stare assieme. Ma a causa delle corse clandestine i due sono costretti alla separazione. Attraverso l'umanizzazione del rapporto e di conseguenza della personificazione del cavallo, che può sognare, che comunica col suo nitrito, l'autrice mette in mostra un dramma possibile e moderno legando da una parte l'innocenza infantile con la genuina volontà di libertà del cavallo, e dall'altra la violenza irrispettosa dei mafiosi con la crudeltà del fantino durante la corsa.

Uno dei caratteri comuni, è la figura del bambino, del ragazzino, del giovane che cresce, della  naturale propensione del cucciolo d'uomo verso il mondo naturale del cavallo. Allo stesso tempo, l'innocenza infantile si rivela come la controparte del mondo adulto e sporco, infangato dalla mafia, dal trattamento aberrante contro gli animali.

L'altro aspetto fondamentale del libro è la capacità di far emergere uno dei casi più subdoli dell'ecomafia: le corse clandestine di cavalli, fenomeno che, secondo le indagini delle procure italiane di Sicilia, Campania e Calabria, sta conoscendo una rapida diffusione. Ma i fascicoli giudiziari non trasmettono la potenza narrativa di questi racconti. La voce e gli ipotetici pensieri di un cavallo non potrebbero mai essere ascoltati in un'aula di tribunale. Ed anche il contrasto tra passione pura e passione sporca s'infrangerebbe tra le sterili righe dei verbali. Questi testi provano ancora una volta l'importanza della comunicazione narrativa, della sue peculiarità nell'offrire, come ha sempre fatto, realtà possibili, donando voce a chi nella realtà non è ascoltato, vincendo la sfida alla contemporaneità grazie alla descrizione di punti di vista inconsueti.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Fotofinish

In copertina:
Fotofinish cover

Fotofinish
Giacomo Cacciatore
Valentina Gebbia
Gery Palazzotto
pagg. 140
Einaudi