Quell’instabile oggetto del desiderio
di // pubblicato il 27 Novembre, 2009
La mostra inaugurata lo scorso 19 novembre al MNAF dedicata al seno femminile, potrebbe far pensare ad un'esposizione monotematica e riservata agli amanti delle foto di nudo.
In realtà “Quell'instabile oggetto del desiderio” è un bellissimo omaggio all'universo femminile del quale viene rappresentato ed esaltato ogni aspetto: dalla maternità, alla purezza, dalla seduzione al piacere, fino alla fragilità ed alla malattia.
In un'epoca in cui la bellezza femminile è omologata dalle immagini dei mass media e di conseguenza anche la forma dei seni, grazie alla chirurgia plastica, sembra ormai stereotipata, questa raccolta di immagini scattate da alcuni tra i migliori fotografi del XX secolo, ci ricorda che i seni femminili, in tutte le sue forme, anche in quelle più decadenti della vecchiaia, possono testimoniare la purezza della vita ed essere espressione di grazia e seduzione.
Si passa così dalla delicata ironia dello sguardo fotografico di Erwitt e di Cartier-Bresson alla ricerca formale di Mapplethorpe e Brandt, fino ai fotomontaggi quasi surrealisti di Marcel Marien.
Le foto in mostra ci ricordano come ben sottolinea il curatore e senologo Alfonso Pluchinotta “che il seno è solamente un accessorio, non può essere identificativo di tutta la donna e non bisognerebbe dargli troppa importanza” e soprattutto non può e non deve mai essere disgiunto dal corpo cui appartiene.

L'esposizione si divide in tre sezioni: nella prima il seno viene raffigurato come un organo anatomico nella sua evoluzione, dalla prosperità giovanile fino all'appassimento della tarda età e la foto di Mario Giacomelli “ritratto di sogno” è in questo senso emblematica e fortemente evocativa.

Nella seconda sala il seno da oggetto diviene soggetto e cioè un elemento di desiderio e di seduzione nell'ambito di differenti contesti sociali: le immagini raccolte si soffermano così sulla percezione che dei seni ha chi li osserva e sugli indumenti che, pur nascondendo la nudità, al tempo stesso la mettono in primo piano.
Ma il seno è principalmente l'immagine della salute della di una donna. Così la mostra si conclude con immagini forti di petti deturpati dalla malattia che vogliono sensibilizzare il visitatore sull'importanza di proteggere e curare il seno prima che la sua integrità venga messa in pericolo.
L'iniziativa infatti, è stata promossa anche da Europa Donna, un movimento di opinione europeo nato appunto per la lotta delle malattie al seno che ha scelto di puntare sulla cultura della salute, sulla fiducia nella scienza e sull'abbattimento dei costi relativi all'immaginario della malattia.

Vi segnalo anche una presentazione del Prof. Umberto Veronesi che introduce il bel catalogo della mostra il quale contiene altre foto sul tema, non esposte.