Puppen Theater festival: emozioni per adulti!
di // pubblicato il 31 Ottobre, 2011
A volte, se si ha la fortuna di conoscere personalmente qualcuno che lavora in teatro, potrebbe capitarci di assistere in anteprima ad uno spettacolo “in costruzione” o esibizioni che ancora deve assumere una forma definitiva, testati in queste anteprime semi-ufficiali per poter comprendere, in corso d’opera, la loro solidità e coerenza attraverso la reazione del pubblico. Una modalità, questa (anche se ovviamente non tutte le compagnie passano per questa fase) che trovo personalmente molto interessante e indice di una grande apertura artistica e mentale: l’arte dovrebbe essere il più possibile condivisione ed il mettersi in discussione, chiedendo pareri e consigli sul lavoro che si è intrapreso con passione (di qualunque tipo esso sia), è segno di maturità artistica che può portare solo a risultati migliori consegnando, nei casi più felici, un valore aggiunto all’opera stessa. Si investe così il pubblico, quello che teoricamente dovrebbe rappresentare uno dei protagonisti del processo creativo e quindi dell’opera d’arte conclusa, di una responsabilità determinante per la buona riuscita del livello comunicativo sotteso ad ogni scambio culturale e di riflesso, anzi forse in prima istanza, umano. Molto spesso, aggiungendoci un amaro purtroppo, esso viene trascurato (quando non addirittura stupidamente ignorato) correndo il rischio di inficiare il senso stesso di fare arte. Ma questa è un’altra storia, non certo quella che ci è stata raccontata a noi poche sere fa qui a Berlino.

L’anteprima che ci siamo gustati era un pezzo teatrale tratto da uno dei racconti più conosciuti della scrittrice Astrid Lindgrene (colei che ci ha consegnato le avventure della scapestrata ed anarchica Pippi calze lunghe). Il pezzo si intitola Immer wieder dieser Michel (Nuovamente Michel) inscenato da marionette superbamente costruite e animate dalla compagnia teatrale Artisanen dove Stefan Spitzer e Inga Schmidt ci hanno regalato un’ora di magia nella cornice di una scenografia piena di cassetti e porte praticabili dove questa sorta di Giamburrasca nordeuropeo vive una serie di avventure più o meno movimentate. Michel è un bimbo molto vivace ma anche molto disponibile ad aiutare i propri amici e la propria famiglia. Le sue s-venture prendono il via nel momento in cui si incastra la testa in una zuppiera per l’avidità con cui mangia la saporita cucinata dalla mamma. Questo episodio provoca la preoccupazione reazione del padre: non tanto per il bambino, quanto per il costo della parcella del dottore che lo libererà dalla trappola, oltre che per la paventata sciagura di “scompagnare” il servizio!

Queste ed altre gag hanno fatto da sfondo alla nostra serata dove, prima di congedarsi, il nostro protagonista vive un’ennesima avventura, questa più seria ma a lieto fine, in cui il garzone di casa si ammala e solo grazie al coraggio e la forza d’animo di Michel riuscirà a guarire per la gioia di noi pubblico. Michel riuscirà ad arrivare in tempo dal dottore, lottando addirittura contro una tempesta di neve, inscenata dalla compagnia attraverso un enorme pezzo di stoffa di raso bianco che, lentamente, va a coprire la scenografia. Il pezzo teatrale, infatti, non solo è stato recitato in modo davvero energico e con astuta bravura, ma anche le piccole e grandi trovate sceniche rappresentavano dei piccoli tesori di arte teatrale. Siamo riusciti talmente tanto ad immedesimarci nella quotidianità di Michel che personalmente mi sono addirittura scordato del fatto che tutto lo spettacolo è stato recitato, naturalmente, in tedesco: particolari competenze linguistiche, quindi, sono prescindibili. Questo è anche il fascino del teatro di marionette

Dal 15 al 20 Novembre si terrà a Berlino il 15° Puppetheater Fest (Festival delle teatro di marionette). La manifestazione prevede un carosello non stop di spettacoli che allevieranno le giornate fredde berlinesi di “piccini” ma soprattutto di grandi. Noi “adulti” che siamo bombardati da notizie di crisi mondiali di tutti i generi, avremmo proprio bisogno di evadere e di ri-scoprire un mondo che ci aiuterà a andare avanti con più senso d’ottimismo nel cuore. Quale migliore occasione allora se non partecipando a questo festival che, attraverso oltre cento spettacoli in ventiquattro diversi palcoscenici della capitale tedesca, cercherà di raccontarci storie molto famose ( come quella di Michel o dei fratelli Grimm, ad esempio) insieme a storie inedite di nuovi autori che non aspettano altro di farsi ascoltare?
Nel programma della manifestazione sono previsti anche laboratori pratici dove sarà permesso, a tutti coloro che ne avranno voglia, di potersi cimentare in quest’arte, spesso trascurata solo per un pregiudizio, ahimè, ben radicato: si è giustificati a partecipare ed appassionarsi a questa forma di teatro solo se si hanno bambini al seguito. Niente di più sbagliato: anche la compagnia Artisanen, come decine di altre che troverete al festival, lavoreranno per dimostrarvi il contrario.
Chi non ha sognato, almeno per una volta, dopo aver letto il nostrano Pinocchio, di intraprendere un piccolo viaggio nel paese dei balocchi? Dal 15 novembre il “paese dei balocchi” sarà qui a Berlino: non un paese con connotazioni negative, come Collodi ci ha consegnato, bensì un paese che vi darà modo di vivere momenti divertenti e possibilità di aggregazione dove il confine d’età non ha diritto di cittadinanza. Dove tante storie sono lì a disposizione di coloro che, ormai disillusi dal fatto che babbo natale non esiste, sentono ancora il desiderio di sentirsi di nuovo vivi e ingenuamente e felicemente illusi, pronti a qualsiasi avventura, (probabile o improbabile poco importa), per potersi ancora entusiasmare in modo spensierato come solo ai più piccoli riesce.