Press(ato): quando si lotta con/per lo spazio

di Carmelo Antonio Zapparrata // pubblicato il 28 Gennaio, 2012

Tra le varie proposte di gennaio della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia un artista si è evidenziato nel tentativo di ‘dominare’ solitario la scena. Si tratta di Pierre Rigal, classe 1973 e promettente coreografo di Tolosa, che martedì 17 ha debuttato al Teatro Cavallerizza con Press, solo di cui è artefice e interprete.

Debuttato in prima assoluta al Gate Theatre di Londra in febbraio 2008, Press coniuga e distilla tutto il background del suo ideatore. Infatti, prima di dedicarsi alla danza - scoperta grazie agli incontri stimolanti con Heddy Maalem, Bernardo Montet, WimVandekeybuse e Mladen Materic - Pierre Rigal è stato atleta specialista nella corsa ad ostacoli e studente di matematica, economia e cinema. Nel 2003, dopo la militanza nel ensemble di Gilles Jobin, fonda la Compagnie dernière minute, collettivo con sede nella nativa Tolosa.

Preziosa fonte di rimandi semantici, per gli spettatori e non solo, è il titolo scelto da Rigal per questa creazione. In lingua inglese, infatti, il termine “press” è impiegato per indicare sia la stampa, quale mezzo di comunicazione di massa, sia l’atto del ‘pressare’. Grazie a questo gioco di parole gli elementi impiegati nel solo acquistano, dunque, una particolare connotazione.

Tutto inizia e si risolve in un box, una sorta bunker dalle pareti di cemento, delle dimensioni di tre metri per due circa. Al suo interno Pierre Rigal, in elegante tenuta ‘giacca e cravatta’, siede su una sedia. Fa compagnia all’artista solamente una lampada sorretta da un braccio meccanico, sulla quale è fissata una spia rossa.
In questa versione ‘post’ di scena parapettata l’interprete accenna a movimenti che richiamano la quotidianità - si guarda intorno, accavalla le gambe - per poi ruotare su sé stesso aumentando progressivamente la velocità d’esecuzione. Qualcosa, però, cambia d’improvviso e il bunker prende la fisionomia di una trappola claustrofobica.
Le pareti muovendosi pressano l’interprete, il quale è obbligato a ripensare e reinventare le proprie posizioni nello spazio. A complicare ulteriormente la situazione ci pensano ipotetici e misteriosi campi magnetici che sballottano Rigal in varie direzioni. Il tutto, condito dall’accompagnamento di bruitages e dalle musiche appositamente scritte e eseguite dal vivo di Nihil Bordures, diventa l’agone dove Rigal dà sfogo a tutte le sue abilità ginniche. Si offre così un corpo duttile, disarticolato e alla ricerca di un proprio equilibrio all’interno di uno spazio in continuo mutamento. Possibili aperture verso luoghi altri dalla claustrofobica scatola sono indicati da luci al neon che ricordano scene suspense tipiche dei film di Indiana Jones.

Gli sforzi di Rigal si concentrano contro il braccio meccanico, il quale viene impugnato dal danzatore come se fosse una spada, sfiorando con sfumature grottesche il topos della sfida tra uomo e macchina.
Gli incessanti sguardi degli spettatori, come il vigile occhio pubblico della stampa, metafora voluta forse dallo stesso ideatore, si concentrano su questo corpo altamente mobile, potendo testimoniare alla fine il suo essere stato fagocitato dalla struttura scenica.
Forse il segreto attrattivo di Press sta proprio nella sua lineare costruzione drammaturgica basata sulla possibilità data al corpo di dialogare con uno spazio dinamico, scelta questa che, tralasciando intellettualismi troppo ermetici, accogliendo i favori del pubblico.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
Pierre Rigal (© A. Anceschi)

In foto:

Press (cor. P. Rigal)
© A. Anceschi

Press (cor. P. Rigal)
© A. Anceschi

Press (cor. P. Rigal)
© A. Anceschi

 

Press
concezione, scenografia,
coreografia e interpretazione

Pierre Rigal

musica originale dal vivo
Nihil Bordures


Compagnie dernière minute/Pierre Rigal


17,18,19 gennaio 2012

Teatro Cavallerizza – Reggio Emilia

Fondazione I Teatri di Reggio Emilia

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