Prendergast: un americano a Venezia

di Cecilia Limpido // pubblicato il 10 Novembre, 2009

Una Venezia gioiosa e soleggiata tra scorci pittoreschi e folle di turisti. Colorata da abiti e ombrellini di signore alla moda e dalle bandiere festose di San Marco. Lontana tanto dall’immagine malinconica e decadente delle acqueforti di Whistler quanto dall’inquieta e atemporale bellezza delle opere di Sargent. Questa la Serenissima di Maurice Prendergast, artista bostoniano conosciuto come uno dei maggiori pittori post-impressionisti del XX secolo.

A rendergli omaggio, per la prima volta in Italia, è la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia che ospita, fino al 3 gennaio 2010, la mostra “Prendergast in Italia”, curata da Nancy Mowll Mathews, Eugenie Prendergast Senior Curator of 19th and 20th Century Art, e da Elizabeth Kennedy, Curator of Collection, Terra Foundation for American Art. L’esposizione è organizzata dal Williams College Museum of Art di Williamstown, nel Massachusettes, in collaborazione con Terra Foundation for American Art di Chicago.

Oltre settanta le opere esposte, tra oli, acquarelli e monotipi, realizzati dall’artista in occasione di due viaggi in Italia, il primo tra il giugno 1898 e la fine del 1899, durante il quale visitò Padova, Firenze, Siena, Assisi, Orvieto, Roma, Napoli, Capri, e soprattutto Venezia, il secondo tra l’agosto del 1911 e il gennaio del 1912, in cui fecce tappa esclusivamente alla Serenissima. Fotografie, lettere, guide turistiche e taccuini di viaggio contribuiscono a definire i lavori eseguiti dal Maestro nel corso del suo personalissimo “Grand Tour”.

Fermiamoci per un istante a riflettere sulla sua formazione artistica. Maurice nasce nel 1858 a St. John’s e trascorre la sua giovinezza a Boston dove matura un’esperienza decennale nell’ambito della progettazione grafica. Nel 1891, a più di 30 anni, si trasferisce a Parigi e con la profonda convinzione di voler diventare un pittore si iscrive alle accademie Julia e Colagrossi. Durante gli studi francesi, incentrati sull’Impressionismo, conosce James McNeil Whistler ed entra in contatto con l’arte dei Nabis, lasciandosi influenzare anche dalla moda delle stampe giapponesi, in particolare dai maestri Kuniyoshi e Toyokuni. Da qui approda nel bel paese, in particolare a Venezia, ed è soprattutto dopo il ritorno a Boston dall’Italia che l’artista riscuote il dovuto successo, tanto da ricevere una medaglia in bronzo alla Pan-American Exposition di Buffalo e da ottenere un enorme plauso per le esposizioni di Detroit e Cincinnati.

Ma che cosa lo appassionò maggiormente di quella Venezia che sembra ergersi da punto nodale e portafortuna della sua carriera? In primis, le folle. Di ricchi borghesi che si muovono con frenesia tra calli, ponti e campi, e di turisti curiosi attratti da quelle celebrazioni civili e processioni religiose la cui fama echeggia oltreoceano. Se le tre grandi bandiere tricolore che sventolano in Piazza San Marco ricordano nei giorni di festa la fine recente del dominio austriaco, come nell’opera Sprazzi di sole e pioggia, la vivacità seriale dei cappellini e degli ombrellini da signora caratterizzano la corsa composta di residenti e non verso i concertini serali de Il Canal Grande. In secondo luogo, i colori. Prendergast non è per nulla indifferente agli spettacolari effetti di colore e al gioco di riflessi tra gondole, palazzi e persone che si specchiano nei canali, né alle capacità coloristiche di maestri come Carpaccio, che conosce e studia tramite le opere esposte alle Gallerie dell’Accademia. Una tavolozza di rossi accesi, di azzurri intensi e di gialli luminosi segnano i suoi quadri in una rivisitazione moderna dell’impressionismo francese.

Quando l’artista torna a Venezia nel 1911, in occasione dell’inclusione di una sua opera nella Mostra Internazionale d’Arte di Roma, si legge nei suoi lavori una profonda metamorfosi, legata all’incontro, che avviene sin dal 1907, con le avanguardie parigine. L’influsso di Cézanne, di Matisse e dei Fauves è sotto gli occhi di tutti. L’ingresso di Prendergast in un circuito internazionale modernista e per certi versi trasgressivo ci regala opere diverse, spesso incompiute, caratterizzate da una pennellata a mosaico e da contenuti simbolisti. Se dello stile precedente rimane la profonda vivacità dei colori, si perde quello sguardo attento e intimista verso la vita quotidiana, le persone e le loro insegne. Ma non si perde il tocco di uno dei più grandi maestri d’oltreoceano.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Il Canal Grande, Venezia, 1898-1899 circa
    Acquerello e matita su carta
    Terra Foundation for American Art, Chicago, Collezione Daniel J. Terra, 1999.123
  • Gondole, Venezia, 1898-1899 circa
    Acquerello e inchiostro slavato su carta
    Collezione privata
  • Festa – Venezia – San Pietro in Volta, 1898-1899 circa
    Acquerello e matita su carta
    Williams College Museum of Art, Williamstown, Massachusetts, Dono della moglie di Charles Prendergast (86.18.76)
  • Sprazzi di sole e pioggia, 1899
    Acquerello e matita su carta
    Collezione privata, per gentile concessione di Avery Galleries, Bryn Mawr, Pennsylvania
  • Palazzo Dario, 1911-1912 circa
    Acquerello e matita su carta
    Collezione Donna Seldin Janis


Catalogo edito da Merrell Publishers, Londra


IN COPERTINA
Festa del Redentore, 1899 circa
(particolare)
Acquerello e matita su carta
Williams College Museum of Art, Williamstown, Massachusetts, Dono della moglie di Charles Prendergast (91.18.5)

Mappa

Dove e quando

  • Date : 09 Ottobre, 2009 - 02 Gennaio, 2010
  • Indirizzo: Palazzo Venier dei Leoni, Venezia, Dorsoduro 701
  • Sito web

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