Premio Nobel per la Letteratura 2010 a Mario Vargas Llosa
di // pubblicato il 11 Ottobre, 2010
Dopo un paio di anni in cui il Nobel per la Letteratura è stato assegnato ad autori di nicchia e sconosciuti al grande pubblico, quest'anno l'Accademia di Stoccolma ha deciso di consegnare il prestigioso premio ad uno scrittore di larga fama e considerato uno dei i grandi della letteratura mondiale, il peruviano Mario Vargas Llosa.
La motivazione ufficiale recita che il premio viene assegnato a Vargas Llosa «per la sua cartografia delle strutture del potere e la sua acuta immagine della resistenza, ribellione e sconfitta dell'individuo». Intervistato da una radio colombiana, l'autore ha detto che il suo premio «costituisce un riconoscimento per la letteratura sudamericana e per la lingua spagnola».
Tra i principali esponenti – insieme a Gabriel Garcia Marquez anche lui insignito del Premio Nobel nel 1982 – della letteratura sudamerica del '900, Vargas Llosa ha cominciato la sua carriera di scrittore nel 1959 con la pubblicazione della raccolta di racconti Los Jefes. Ma il vero successo giunge nel 1963 col romanzo La ciudad y los perros, pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 1967 e ambientato nell'accademia militare di Lima.
Secondo il parere di molti critici, quello all'autore di Conversazione nella Catedral è un tributo tardivo che meritava da almeno trent'anni e che gli è stato assegnato nella fase decadente della sua carriera letteraria.
Le ragioni di tale ritardo vanno probabilmente ricercate in alcune dichiarazioni dello scrittore peruviano il quale – sempre profondamente impegnato politicamente – all'epoca della Rivoluzione cubana appoggiò apertamente Fidel Castro, per poi assestarsi negli anni '70 su posizioni più democratiche. Tanto che nel 1990 ha fondato addirittura un partito d'ispirazione liberale candidandosi alle elezioni presidenziali del suo paese.
Anche dal punto di vista letterario inoltre, Vargas Llosa è sempre stato un anticonformista e si è ben presto affrancato dallo stile ridondante e a tratti epico, tipico della grandi saghe narrate dai suoi connazionali, privilegiando una narrazione più asciutta ed efficace che probabilmente lo ha penalizzato e reso meno celebre (soprattutto in Europa) del suo storico rivale Garcia Marquez.
Resta il fatto, indiscutibile, che lo scrittore peruviano merita senza dubbio il premio che gli è stato assegnato, rimanendo uno degli scrittori più eclettici ed illuminati della nostra epoca.