Pontormo. Ritratto di Gentiluomo
di // pubblicato il 28 Giugno, 2010
di Fabio Giuliani
Un ritratto su tavola mai esposto prima, presentato ora a Milano da Carlo Orsi, con interventi di Mina Gregori, Philippe Costamagna e Marco Carminati, visibile fino al 8 Luglio 2010.
Non possiamo dire che ne fosse sconosciuta l’esistenza perché fu reso noto con fotografia per la prima volta da Roberto Longhi su ‘Paragone’ nel 1952 e lo annoverò fra i capolavori dell’artista.
La critica successiva non potè basarsi che sulla riproduzione fotografica, per cui preferì la prudenza nell’attribuzione, mentre parere favorevole espresse Federico Zeri paragonando quest’uomo ad un personaggio shakespeariano.
Il confronto più stringente è il ritratto di Mons, Della Casa, ora presso la National Gallery of Art di Washington.
Philippe Costamagna lo presenta ora nel catalogo (a cura di Ferdinando Corberi) convinto dall’esame diretto che trattasi, come aveva intuito Longhi, di un capolavoro assoluto del Pontormo; egli ne mette in risalto i rapporti con il Bronzino, i cui ritratti però non hanno il calore di quelli di questi due letterati dipinti a Firenze; ipotizza poi l’identità del personaggio in Cosimo Bartoli (1503-1572), gentiluomo ed accademico fiorentino di 37 anni al momento del suo ingresso nell’Accademia degli Humidi il 25 Dicembre 1540.
Fu proprio presso l’abitazione di Cosimo Bartoli che fu redatto lo statuto della nuova Accademia Fiorentina inaugurata il 25 Marzo dell’anno successivo (1° giorno dell’anno fiorentino) secondo i voleri del duca Cosimo De’ Medici e del suo maggiordomo Pierfrancesco Riccio, all’insaputa dei membri fondatori. Considerato che Pontormo era l’autore dei ritratti della famiglia regnante sembrerebbe logico l’incarico affidatogli di effigiare questo abile servitore del duca.
Nel volume un capitolo è dedicato alle analisi eseguite sulla tavola mentre dalla vita dell’artista traiamo una breve nota biografica. Facopo Carucci detto il Pontormo nacque a Pontorme presso Empoli nel 1494. Figlio di un pittore, rimasto orfano in giovane età, si portò a Firenze dove, nel 1912, entrò a bottega da Andrea del Sarto. La sua prima opera nel 1514-15 fu la ‘Visitazione’ nel chiostrino dei voti della chiesa della Santissima Annunziata seguita dalla decorazione della Cappella dei Papi (1515) in Santa Maria Novella realizzata per la visita a Firenze di Papa Leone X.
Fu spesso chiamato dai Medici per molti ritratti ed affreschi nelle numerose loro ville. La sua pittura mostra una tormentata profondità psicologica ed uno steavolgimento del canoni tradizionali fiorentini per cui fu criticato dal Vasari. Morì nel 1557. La critica odierna è unanimemente affascinata dalla sua pittura come lo fu Roberto Longhi che scrisse: “l’artista fa parer vivo ‘un uomo liuto’ e cioè un uomo anticipatamente immaginario, stremato com’è da tutte le implicazioni manieristiche dell’epoca.”