Pitture Ragamala. Poesia, passione, musica

di Elisa Bergami // pubblicato il 06 Febbraio, 2012

Londra città dai mille volti. La metropoli animata e colorata da decine di nazionalità differenti fa l’inchino alle miniature indiane.
Fino al 27 maggio 2012 la Dulwich Picture Gallery ospita, accanto ad una raccolta permanente di rara bellezza, una ventina di pregiatissimi oggetti facenti parte della Collezione Claudio Moscatelli. La selezione copre l’intero subcontinente indiano: dalle piane del Rajasthan alla regione Pahari ai piedi dell’Himalaya, giù per l’altopiano del  Deccan e su fino alle montagne nepalesi.

Ragamala Paintings from India: Poetry, Passion, Song si distingue per essere la prima esposizione interamente dedicata al tema.
Per oltre 500 anni questo è stato il genere di pittura miniaturista indiana più prolifico, anche se ora il termine ragamala ha assunto una connotazione meno netta, venendo spesso confuso con il nome dell’artista o della scuola di appartenenza . L’italiano Claudio Moscatelli entrò in contatto con questo genere di arte in maniera del tutto casuale al Victoria and Albert Museum e davanti a siffatta maestria racconta di aver esclamato:  “appena ho posato lo sguardo su di  esse ho percepito il legame con le mie radici italiane; ho  notato una certa similitudine tra la pittura primitiva senese  e le miniature indiane – la prospettiva particolare, gli edifici colorati, l’impiego delle figure per narrare storie diverse così come la modellazione bidimensionale…”. Ammaliato da questa arcaica relazione, Claudio intraprese un viaggio alla volta dell’India, trovando i dipinti ragamala  laddove tutto era nato e si era sviluppato, e fu amore a prima vista.

Il primo documento conosciuto di pittura di questo genere è composto da una serie di 42 ragas (toni melodici utilizzati nella musica classica indiana) e raginis (le controparti femminili) usati a scopo decorativo sui margini di un manoscritto incompleto Kalpasutra del 1475 e appartenente all’area dell’India Occidentale.
Musica e arte sono da sempre, in questo genere, indissolubilmente legate dal momento che la pittura ragamala è anche la rappresentazione pittorica dei vari nodi musicali tradizionali; ogni raffigurazione è accompagnata da una breve didascalia o piccola composizione poetica che descrive l’umore del raga e molto spesso il tema cardine è l’amore – sotto le più svariate sembianze – unito alla devozione. Questi soggetti sono sempre stati una fonte inesauribile d’ispirazione sia in contesti laici che religiosi. Al risvegliarsi dei movimenti devozionali che si diffusero nel nord dell’India  dal 14^ secolo circa, sia i mistici Hindu che quelli musulmani interpretarono l’amore come forma allegorica dell’animo umano diviso dal Dio personificato da Virahini, la donna separata dal suo amante.
Ragamala shankara 1
Nel pieno del suo sviluppo, poi, dalla metà del 16^ secolo queste tipologie di raffigurazioni non rappresentarono più solo divinità, ma anche e soprattutto essere umani. I paesaggi, parzialmente nascosti nelle composizione precedenti  così come gli impianti architettonici, cominciarono a svelarsi e a ricoprire un ruolo importante nella definizione dello spazio in cui l’azione aveva luogo. L’elemento chiave di questo cambiamento fu, infatti, la diffusione del movimento Bhakti e , come sua conseguenza, lo sviluppo della poesia resa con l’impiego di un linguaggio vernacolare che portò le composizioni ad un piano più terreno dove gli uomini potevano, in un certo qual modo, identificarsi con ciò che si trovavano ad osservare.
Accanto agli esseri umani, anche gli animali giocano un ruolo importante nell’apparato iconografico. Ognuno di essi rappresenta una componente fondamentale della storia narrata: al bisogno infondono coraggio all’eroe e conferiscono un senso di calma o fastidio, fanno compagnia al paladino solitario, salvo diventare un compagno fedele e quasi sempre presente.
Ragamala deshavaradi 2
Queste opere d’arte non venivano create per essere appese ai muri, ma erano bensì oggetti tattili atti ad una fruizione privata. Ogni set di trenta o quaranta pagine libere erano spesse legate le une alle altre o semplicemente raccolte  e sistemate su uno scaffale; nel corso di eventi speciali e particolari venivano passate di mano in mano tra gli ospiti dopo aver condiviso cibo e buona musica. Fortunatamente la “vita agiata” di queste miniature ha permesso una loro perfetta conservazione, avendo preservato e mantenuti pressoché inalterati i colori tanto che  i pigmenti naturali, fatti di minerali, insetti e fiori, sembrano ancora brillare dopo secoli. 
Ragamala bhairavi 3
Ciò che immediatamente colpisce è il fatto che i dipinti Ragamala sembrano a prima vista essere attentamente costruiti e artisticamente controllati, anche se catturano momenti di grande passione, sofferenza o potere.
Artisti talentuosi e pazienti assumevano il ruolo di  veri e propri cesellatori, in grado di esprimere intense emozioni adottando formule classiche per rendere micromondi delicatamente compiuti e finiti.
Il contrasto tra una superficie caratterizzata da uno stile pittorico  apparentemente tranquillo  e i sentimenti sottesi evocano nell’osservatore emozioni inattese, così come tali sono quelle delle storie narrate percorse, via via,  da perdita e desiderio, vittoria e disfatta. I concetti di eroismo, cavalleria e romanticismo tanto importanti per i guerrieri e nobili Rajput trovarono, così, nelle miniature un palcoscenico ideale in cui esprimersi…nella poesia, nella passione e nella musica diligenti co-protagoniste.

 

Traduzioni

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Shankara Ragaputra of Megh Raga,
    Sub-imperial Mughal, c1610-20, gouache su carta 22 x 29.7cm Collezione privata
    (Foto © Matthew Hollow Photography)
  2. Deshavaradi Ragini of Bhairava Raga,
    Rajashan, Bundi, c1680, gouache su carta 25.4 x 20 cm Collezione privata
    (Foto © Matthew Hollow Photography)
  3. Bhairavi Ragini of Bhairava Raga,
    Nepal, c1650-75, gouache su carta 11.7 x 22.5 cm Collezione privata
    (Foto © Matthew Hollow Photography)

In copertina:
Panchama Ragaputra of Bhairava Raga, Nepal,
Nepal, c1650-75, gouache su carta 11.7 x 22.5 cm Collezione privata
(Foto © Matthew Hollow Photography)

Copertina  

Panchama Ragaputra of Bhairava Raga,
Nepal,
c1650-75, gouache su carta
11.7 x 22.5 cm
Collezione privata
Foto © Matthew Hollow Photography

1.Shankara Ragaputra of Megh Raga,
Sub-imperial Mughal,
c1610-20, gouache su carta
22 x 29.7cm
Collezione privata
Foto © Matthew Hollow Photography

2.Deshavaradi Ragini of Bhairava Raga,
Rajashan, Bundi,
c1680, gouache su carta
25.4 x 20 cm
Collezione privata
Foto © Matthew Hollow Photography

3.Bhairavi Ragini of Bhairava Raga,
Nepal,
c1650-75, gouache su carta
11.7 x 22.5 cm
Collezione privata
Foto © Matthew Hollow Photography

Catalogo  a cura di Catherine Glynn, Robert Skelton and Anna L. Dallapiccola. 
Softcover, 96 pagine, 225 x 225mm. Pubblicato da Philip Wilson Publishers

Mappa

Dove e quando

Ragamala Paintings from India: Poetry, Passion, Song

  • Date : 25 Gennaio, 2012 - 27 Maggio, 2012
  • Indirizzo: Dulwich Picture Gallery - Gallery Road London SE21 7AD
  • Sito web

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