Pittura Toscana alla Ricci Oddi

di Amici in Visita // pubblicato il 12 Settembre, 2009

di Daniela Vannini

Paesaggi ‘en plein air’ in versione tascabile sfilano alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza.
Sono tutti deliziosi piccoli formati, quelli esposti da domani fino al 2 maggio 2010 alla mostra “Pittura Toscana alla Ricci Oddi. Collezioni a confronto”, voluta dalla Galleria e dal Comune di Piacenza, e sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Universi in miniatura che catturano l’emozione di un momento, apoteosi del vero, le quaranta opere in mostra, il cui collezionista ha voluto rimanere anonimo, fanno parte di una collezione privata lombarda, che raccoglie veri e propri capolavori della pittura toscana e in particolare macchiaiola.

Così le piccole macchie di colore dai forti contrasti di luce e da una carica dirompente di espressività e immediatezza dialogano piacevolmente con sculture, dipinti e opere grafiche dell’Ottocento italiano che il nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi collezionò durante la sua vita e in seguito, nel 1924, donò alla sua città facendo costruire uno straordinario edifico dallo stile avveniristico quale è oggi la Galleria.

La rassegna, curata da Sergio Rebora, offrirà al visitatore l’occasione di tuffarsi in una dimensione di quotidianità in cui cogliere istantanee capaci di imprigionare l’impressione di un attimo che poi svanisce, come riesce amabilmente a fare Silvestro Lega nei Pagliai al sole (1890 ca) attraverso i caldi toni del giallo. E sempre di lui affascina l’atmosfera di riposo dell’olio Sul Prato.

Non più luoghi sacri, chiese e palazzi, ma scene di vita contadina e di quiete immerse nella natura, sono i soggetti privilegiati dai macchiaioli.
I semplici gesti di tutti i giorni sono consacrati dal pennello di grandi artisti come Giovanni Fattori che in Aspettando trasmette tutta la freschezza e la forza emotiva di un istante. Istante gaio e sereno colto anche in Sole di Primavera di Francesco Gioli e nella veduta di Marina presso Ladispoli che ci regala Vincenzo Cabianca.

Scopriremo San Giminiano visto attraverso lo sguardo di Niccolò Cannicci e Castigliocello (1866) di Raffaello Sernesi. E ancora l’intimità e la sensualità delle scene d’interno: In attesa della cena di Cafiero Filippelli e Intorno al paralume di Giuseppe de Nittis che insieme a Federico Zandomeneghi, gli “italiens de Paris”, sono collocati nella sala dedicata agli stranieri. Di Zandomeneghi oltre alla splendida Piazza d’Anversa a Parigi (1880), esposta nel 1881 accanto agli impressionisti Degas, Gauguin, Pissarro e altri, e la Ragazza dal collaretto bianco, potremo ammirare la bellissima fanciulla in Après le bain.

Tra gli artisti “post macchia” incontreremo Oscar Giglia, Renato Natali, il livornese Plinio Novellini e Ulvi Liegi.
Incantevoli anche i ritratti di Giuseppe Abbati, Giovanni Boldini e Gelosie o la gelosa di Folli.
Un angolo a parte degli spazi espositivi sarà destinato alle opere del piacentino Stefano Bruzzi che si nutrì dello spirito e delle tecniche macchiaiole negli anni in cui visse a Firenze tra il 1864 e il 1870 e successivamente tra il 1875 e il 1895, senza però aderivi completamente.
Fra i suoi dipinti vale la pena ricordare Ritorno al mercato dopo la nevicata, Passo difficile, Autunno del bosco di faggi e Siesta o Pecore al riposo.
 
La mostra suggerirà all’osservatore interessanti spunti di riflessione e confronti tra le opere esposte della collezione di Giuseppe Ricci Oddi che ripercorre lo sviluppo delle arti in Italia nell’800 e all’inizio del ‘900. Ritroveremo tutto il meglio del romanticismo italiano, da Francesco Hayez e Giovanni Carnovali, e del movimento macchiaiolo, da Fattori a Silvestro Lega a Telemaco Signorini, da Antonio Mancini ad Antonio Fontanesi. E poi Boldini, De Nittis e Zandomeneghi, senza dimenticare i divisionisti Angelo Morbelli e Giuseppe Pel lizza da Volpedo.
 
Del primo Novecento spazieremo da Boccioni a Carrà, da Carena a Campigli, sino a De Pisis e Castrati. Spiccano tra gli stranieri il francese Auguste Ravier, l’americano Augustus Koopman, lo svedese Carl Larsson e l’austriaco Albin Egger-Lienz.

Se il donatore Ricci Oddi amava stare dietro le quinte, a tal punto da non partecipare neppure alla cerimonia di inaugurazione della sua Galleria nel 1931, ancor più misterioso è il collezionista che, a distanza di quasi ottant’anni, ha deciso di lasciare la preziosa raccolta di 40 oli alla Galleria in comodato, rimanendo assolutamente nell’anonimato.
Il catalogo è edito da Silvana Editoriale.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Raffaello Gambogi
    Donne nell'oliveta
  • Silvestro Lega
    Sul prato
  • Francesco Gioli
    Sole di primavera
    [particolare]
  • Federico Zandomeneghi
    Après de bain
  • Benvenuto Benvenuti
    Strada di campagna

In coperina
Ferruccio Pagni
Paesaggio lacustre
(Lago di Massaciuccoli)
[particolare]

Mappa

Dove e quando

Pittura toscana alla Ricci Oddi. Collezioni a confronto

  • Date : 13 Settembre, 2009 - 02 Maggio, 2010
  • Indirizzo: Ricci Oddi Galleria d'Arte Moderna, Piacenza, Via San Siro 13
  • Sito web

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