Pietro Benvenuti alla corte di Napoleone e dei Lorena
di // pubblicato il 18 Marzo, 2009
Finalmente una grande, bellissima, mostra dedicata a Pietro Benvenuti.
La Galleria d'arte moderna e la Galleria Palatina di Palazzo Pitti ospitano l'omaggio, curato da Liletta Fornasari e Carlo Sisi, a colui che è stato il massimo protagonista dell'arte toscana tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800, anni che segnarono il passaggio dal Neoclassicismo all'affermazione del Romanticismo.
Benvenuti ebbe un ruolo determinante nella pittorica dei primi quattro decenni del secolo, anche in qualità di direttore dell'Accademia di Belle Arti di Firenze.

Oggi, alla luce della corretta interpretazione dell'identità artistica, Benvenuti viene rivalutato proprio per l'importanza di quel gusto neoclassico e i contrasti ideologici, tra classici e moderni, scaturiti nell'ambiente fiorentino intorno al 1820.
“Qualità artistica travolgente e assoluta sono le parole con cui la Soprintendente Cristina Acidini ha definito lo stile del figlio di un calzolaio nato ad Arezzo e diventato pittore imperiale, a dimostrazione del fatto che 'qualcuno ce la fa'!
La prima monografia del 2004 non era riuscita ad esaurire l’esposizione delle numerose opere di Benvenuti ed è stata quindi effettuata una severa selezione di quelle esposte oggi, circa 150.

La Curatice spiega "La denifizione generica di pittore neoclassico non corrisponde alla molteplicità dei suoi interessi, le sue opere hanno dato vita ad un sentimento di orgoglio nazionale godendo di una fama che lo pose al centro di scambi culturali e amicizie internazionali, fu insignito di riconoscimenti importanti da parte di molte istituzioni europee e non solo”.
La mostra offre la possibilità di ripercorrere la storia artistica di Benvenuti attraverso le opere più significative mettendole a confronto con quelle dei suoi primi maestri e degli artisti italiani e stranieri incontrati a Roma all’Accademia dei Pensieri.

Nella Sala Bianca è ospitato il periodo napoleonico ed è proprio in quest’ultima che è collocata l’opera attorno alla quale ruota l’intero sistema espositivo “La morte di Priamo o sia l’ultima scena di Troia” commissionata dal principe Don Tommaso Corsini per la somma di 1.000 scudi in esposizione dopo una straordinaria operazione di restauro a cura di Lisa Veronesi durata circa un anno e costata 60.000 euro.
Benvenuti è anche un grande ritrattista e l’arrivo a Firenze di Elisa Baciocchi (dal fratello ebbe il principato di Lucca e Piobino, successivamente il governo della Toscana) segnò un rapidissimo processo di omologazione delle opere sui modelli francesi imperiali, ritroviamo “Il ritratto di Elisa e delle figlia Napoleona Elisa” nipote di Napoleone ed erede al trono. Nel saggi, Cristhope Beyeler fa notare “Il messaggio politico veicolato dal dipinto si accompagna a un’affermazione dinastica, le braccia di Elisa collocate a chiusura del busto di Napoleone preparano un secondo triangolo la cui punta è data dal volto di Napoleona Elisa. L’edere posta in netto rilievo è vestita deliberatamente in abiti ufficiali grazie all’istanza presentata a Napoleone da Elisa alla successione di Piombino”; ed ancora “Elisa fra gli artisti” grandissima tela che celebrava e nello stesso tempo segnava la fine della corte dei Baciocchi e dell’impero napoleonico in Toscana.

Con il crollo dell’impero Ferdinando III riprende possesso della città e la famiglia dei Lorena si ristabilisce a Palazzo Pitti mantenendo il programma iconografico impostato sul mito, storia antica e temi epici, Benvenuti è particolarmente impegnato nella decorazione della Sala d’Ercole, dove sono anche ospitati i disegni preparatori ed è possibile verificare il processo della realizzazione dei bozzetti.
In questo progetto grandioso è possibile ammirare, dipinta nella volta, una delle opere senz'altro più suggestive raffigurante "Le nozze di Ercole ed Ebe" e Liletta Fornasari ci fa notare “il fasto delle tinte corrisponde alla grandiosità delle composizioni impostate su modelli classicisti seicenteschi. Costante è il ricordo dei marmi canoviani. A Canova rimandano la figura di Ercole e quella di Anfitrite morbidamente appoggiata sul fianco sinistro, al lato dell’austero Oceano”.

Il catalogo edito da Sillabe offre anche quell'affascinante viaggio a ritroso nel tempo per una mostra da non perdere per riscoprire uno dei più grandi “pittori imperiali” di tutti i tempi.