Piero della Francesca, I tesori d’arte a Rimini

di Amici in Visita // pubblicato il 17 Dicembre, 2009

di Elisa Mazzagardi

Capita di fantasticare sui piccoli aspetti della vita quotidiana dei tempi passati, fare un volo pindarico tra la contingenza del nostro oggi, fatto di freddo e strade imbiancate, e il valore della neve nel Quattrocento.
Le mie dissertazioni filosofiche accusano, però, di una certa limitatezza di orizzonti e, lungi dal perdermi in riflessioni troppo profonde, finisco a chiedermi quanto potesse affascinare un pittore quella luce pura bianca che tutto rende perfetto.
Il pensiero prosegue, poi, inevitabilmente, a costruire un simpatico racconto mentale sul rapporto di Piero della Francesca con la neve. Si delineano le chiavi d’ispirazione e riesco persino a spiegarmi come sia possibile per un uomo che rappresenta il 400, un secolo contraddistinto nella vita di tutti i giorni da cromie molto più crude di quanto potremmo immaginarci, riesca a raggiungere così straordinari effetti di purezza cromatica.

Un critico d’arte, inorridito, saprebbe, certo, spiegarmi che tutto quello che era su quelle tavole, la luce cristallina quasi gelida, altro non poteva essere che frutto di quelle frequentazioni fiorentine con Brunelleschi, Leon Battista Alberti e con la poesia paradisiaca di Beato Angelico, ma nulla mi impedirà di pensare a lui ogni volta che aprirò la porta su una strada imbiancata da una coltre di candida neve.
Proprio Piero della Francesca, negli ultimi mesi è stato scelto come simbolo della rivalutazione culturale del territorio di Rimini. L’iniziativa, in questione, sostenuta da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, è Piero dell Francesca e i tesori d'arte a Rimini il segno di un recupero doveroso di una storia troppo spesso accantonata ai margini di una città che ha puntato tutto su spiaggia e vita notturna. Rimini, inaspettatamente, possiede tesori degni di una grande capitale e questa è, soprattutto, un’occasione per entrare dentro i tre millenni di storia di una città d’arte tra le più belle d’Italia e, sotto questo aspetto, tra le meno note o meglio, tra le meno notate.

Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini propone quattro itinerari, intorno ai quali, come da un sistema arterioso, irrorano infinite suggestioni. Il primo è dedicato alla “Rimini romana” che ha nell’Arco di Augusto, nel Ponte di Tiberio eretto nel 14 d. C., nel Foro romano e nella straordinaria, recente scoperta della Domus del chirurgo, le sue principali tappe.

Un secondo capitolo, immenso per importanza, riguarda “L’età malatestiana” e trova come punti di straordinarietà la Rocca Malatestiana (che ospita la mostra “Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura. Capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston”) e soprattutto il Tempio Malatestiano involucro classico emulo della nobile severità antica costruito da Leon Battista Alberti.

Poi “L’arte riminese nel Museo della città” con i grandi momenti: il Trecento Riminese, il Rinascimento e il Seicento. E, infine, “La chiese di Rimini”: quelle propriamente in città (Sant’Agostino, San Giuliano, San Giovanni Battista) e quelle nell’immediata periferia, veri scrigni di notevoli opere d’arte. In piedi davanti alle gote rosee di Sigismondo Pandolfo Malatesta, ritratto da Piero in ginocchio davanti a uno stanco san Sigismondo, salteranno agli occhi la purezza del colore rischiarato dalla luce bianca, la semplicità e grazia delle linee che sembrano esser dipinte sotto a una gelida cortina di ghiaccio e ancora una volta si rimarrà sbalorditi da quanto sia bello andare oltre la striscia di luci e sabbia.

 

Dettagli

DIDASCALIE

  • Rimini Tempio Malatestiano
    (esterno)
  • Rimini Tempio Malatestiano
    (pianta) 
  • Rimini Arco di Augusto
  • Piero della Francesca
    Sigismondo Pandolfo Malatesta
    in preghiera davanti a San Sigismondo
    Rimini, Tempio Malatestiano

Mappa

Dove e quando

  • Fino al: - 13 Marzo, 2010
  • Indirizzo: Rimini, Sedi verie
  • Sito web

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