Pianoforti preparati

di Francesca Vinci - pubblicato il 24 Gennaio, 2010 in L'ottava nota

Hauschka è lo pseudonimo di Volker Bertelmann che, per un’ora soltanto, pochi eroi hanno avuto la fortuna di ascoltare sabato 16 gennaio in occasione dell’inaugurazione del nuovo spazio Le Murate a Firenze.
Serata troppo fredda per suonare ma anche stare ad ascoltare all’aperto, inevitabile dunque che l’esecuzione non potesse durare a lungo, giusto il tempo necessario ad evitare il congelamento del musicista, peccato però.
L’allampanato compositore tedesco ha presentato il repertorio del suo ultimo lavoro Ferndorf “Villaggio Remoto”, secondo album prodotto dall’etichetta inglese Fat Cat Records nel 2008.
Di animo cordiale e accogliente, Hauschka ha introdotto gli spettatori alla persona quindi alla musica, senza celare il sottile piacere che si prova nello spiegare l’origine e il motivo di un effetto, ovvero la sua storia. Una per tutte, Zahnluecke, canzone d’amore che il pianista ha dedicato a tutte le donne della sua famiglia, ma anche del mondo, nate con un buco fra gli incisivi.
Domanda: quanti strumenti alla volta può suonare un uomo.
Hauschka ne suona uno, un pianoforte a coda nero e lucido, ma fra le corde del piano mette striscette di legno, palline da ping-pong, pezzetti di nastro adesivo e di stoffa, copre i martelletti con fogli argentati, lancia tappi di sughero e appende collane. Così, solo, produce un’intera orchestra di effetti acustici, per il divertimento di scoprirli simili a orecchio e diversi a strumento, alla voce del clavicembalo, della chitarra, della mandola e degli archi pizzicati, con intervalli percussivi, vibrazioni e fruscii; si pensa anche a un metronomo e ovviamente al pianoforte. 
Lo accompagnano due violoncelliste, per l’occasione infreddolite, ma intente al ritmo e alla melodia, come i presenti.
Nella sua musica c’è la calma e la sospensione di Satie, ma anche l’elaborazione espressiva di Richter. Ciascun brano ha il suo motivo d’essere e il suo giusto peso di tempo e sentimento: Hauschka illumina in segreto il pensiero e lo suggestiona, attraverso la cristallizzazione dell’attimo, lasciando l’ascoltatore in attesa dell’arrivo dell’immagine evocata: a ciascuno il suo, un po’ di pioggia l’abbiamo tutti.
Nota interessante, Hauschka piace molto ai gatti e non si dubita del loro senso musicale.

Hauschka ha lasciato Firenze diretto a San Francisco, dove registrerà il prossimo album la cui uscita è prevista per l’autunno di quest’anno.
Compositore inusuale e divertente, da vedere e ascoltare, può far ricredere chi dice che la musica è solo per le orecchie.

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