Persepolis
di // pubblicato il 19 Gennaio, 2009
Venerdì scorso sono andato all'auditorium Stensen di Firenze dove proiettavano il film a fumetti Persepolis di Marjane Satrapi, in occasione della rassegna cinematografica Inte(g)razione, organizzata dal Comitato Pari Opportunità del Comune di Firenze.
Appena rientrato da un bellissimo viaggio in Iran ero molto curioso: la pellicola, vincitrice del premio giuria al Festival di Cannes 2007, mostra attraverso gli occhi della autrice, uno scorcio della storia iraniana, dal periodo precedente alla rivoluzione del 1979 fino alla presa di potere da parte dei fondamentalisti islamici.
Tratto da un fumetto autobiografico di successo internazionale disegnato dalla stessa Satrapi, Persepolis offre un punto di vista differente rispetto a quello dei libri di storia o delle cronache occidentali, a proposito del periodo della rivoluzione o di quello immediatamente successivo del conflitto Iran-Iraq; un punto di vista interno al Paese, vicino nel tempo e nello spazio a quegli avvenimenti.
E' un film ben girato e molto istruttivo che tutti dovrebbero vedere, che dovrebbe essere diffuso nelle scuole e nelle università. Grazie alla testimonianza diretta della autrice infatti, vengono smontati molti luoghi comuni che imperversano nelle nostre televisioni e nei nostri giornali sempre meno dediti all'approfondimento delle notizie.
La regista ci racconta le enormi difficoltà che una giovane donna iraniana deve superare durante il suo percorso di crescita, perché la donna in Iran (almeno secondo chi ha dettato le leggi) è “meno donna”. Ma ci racconta al contempo del grande coraggio che la anima e dell'amore per il suo paese e per le sue radici, grazie al quale riesce affrontare guerre, depressioni, gravi soprusi e un'odiosa dittatura. E soltanto le insistenze dei propri genitori, che temono per la sua incolumità fisica, la costringeranno ad andare in esilio in occidente, dove, suo malgrado, si troverà a fare i conti con pregiudizi ed ignoranza.
L'utilizzo dell'animazione per trattare temi toccanti rappresenta la nuova frontiera della narrazione cinematografica: lo schermo del fumetto riesce in qualche modo ad attenuare la crudezza delle storie narrate, rendendo quasi surreale la vita dei personaggi.
Il tratto del disegno da cui è prende spunto il film, è stato mantenuto in modo molto fedele: i disegni sono essenziali, volutamente infantili, in un bianco e nero molto contrastato. La trama si sviluppa in un modo semplice e lineare, in una fiaba per adulti che è toccante come tutte le fiabe, ma ha i tratti duri e spigolosi della realtà.
Al termine della proiezione è stata molto apprezzato l'intervento della giovane artista iraniana Fariba Fardosi che da alcuni anni vive in Italia e la cui storia ha molte analogie con quella della protagonista.