Per leggere o rileggere i classici italiani
di // pubblicato il 30 Giugno, 2011
Per i tipi di Monnier Università, una nuova collana con interpretazioni originali dei maggiori classici italiani e reti intertestuali di riferimento in modo da segnalare la continuità della storia letteraria. Proposti anche testi antologici commentati, coerenti con la lettura critica, e le sintesi delle più importanti interpretazioni degli ultimi trenta-quaranta anni. Più specificatamente, ogni volume della nuova collana, presenta struttura omogenea con: Introduzione, Cronologia della vita e delle opere, Antologia delle opere, Bibliografia in cui vengono discusse le principali interpretazioni critiche
Diretta da Lucia Rodle - professore associato di Letterature Comparate allo IULM di Milano oltre ad occuparsi di teoria e storia della fisiognomica - la collana offre a docenti, studenti e lettori uno strumento didattico originale, completo e aggiornato del quadro d'insieme di un titolo, tenendo conto che nell'attuale programma di laurea triennale non si leggono più le opere integrali e non esistono strumenti analoghi. Inoltre, i testi di critica sui singoli autori, spesso ottimi, non presentano una sezione antologica coerente con il discorso teorico, risultando quindi astratti e svincolati dalla concreta lettura e interpretazione del testo.
Sono già in libreria Tasso, Dante, Macchiavelli e Pascoli, mentre in luglio troverete anche Levi e successivamente Montale.
Giancarlo Alfano presenta l’opera di Torquato Tasso associando un’agile introduzione a un’ampia antologia della Gerusalemme liberata e di altre opere importanti così che l'identità letteraria tassiana è analizzata seguendo le tre direttrici della vita di corte, della costante riflessione teorica sulla poesia e infine dei caratteri costruttivi e delle profonde ambiguità del suo grande poema.
Dante Alighieri è certamente fra gli autori più conosciuti, ma ancorpiù da conoscere, Marco Berisso propone un’antologia delle sue opere scritte prima della Commedia (dalla Vita nova alle varie stagioni delle Rime, dal Convivio al De vulgari eloquentia) e, nello stesso tempo, ricostruisce il percorso che ha portato il Vate a superare gli schemi della lirica siciliana e provenzale attraverso la scoperta delle infinite potenzialità della poesia e della prosa in volgare. Un percorso che è stato insieme di poesia e di filosofia, di attenzione alle questioni linguistiche e a quelle teoretiche e, soprattutto, di rivendicazione orgogliosa della grandezza e nobiltà del ruolo dell’intellettuale in una società in profondo mutamento come quella tra Due e Trecento.
Le note ai testi ricostruiscono sinteticamente la storia delle singole opere e ne riassumono il contenuto, i temi centrali e le ragioni di novità.
Niccolò Macchiavelli continua a parlare alla nostra modernità inquieta e lacerata avendo per primo intuito, con lucidità sconcertante, la radice anche ferina dell’uomo, l’atavica pulsione animale che ne guida azioni e comportamenti.
Aveva anche compreso come tale pulsione possa essere una risorsa di cui vanno sfruttati gli aspetti positivi nella costruzione di uno spazio privilegiatamente politico, dove forza, intuito e istintiva capacità decisionale sono gli elementi in grado di determinare la sopravvivenza di uno Stato Gian Mario Anselmi e Nicola Bonazzi percorrono l’opera di Machiavelli - a partire dai testi fondativi della moderna arte politica come il Principe o i Discorsi, fino alla caustica corrosività della Mandragola o dell’Asino - affrontando una materia magmatica e incandescente, capace di restituire alla parola una dimensione di fisica evidenza, se non addirittura quella tensione agonistica e conflittuale entro cui si sono andate progressivamente consolidando (e non paia un paradosso per l’autore del Principe) le basi delle moderne democrazie occidentali.
L’antologia di Giovanni Capecchi su Giovanni Pascoli si propone di dar conto dell’importanza e della complessità dell’opera pascoliana, prestando la dovuta attenzione alle raccolte poetiche “principali” (da Myricae ai Primi poemetti, dai Canti di Castelvecchio ai Poemi conviviali), senza trascurare le poesie giovanili – analizzate mettendo in evidenza elementi di continuità con la produzione successiva e aspetti originali e unicamente legati ad una stagione vitale e a tratti goliardica – e il lungo tramonto da poeta bifronte, “vate ufficiale” che canta il Risorgimento nazionale ma anche uomo che sperimenta la solitudine di fronte alla morte che incombe e la vanità di tutte le cose.
Nel volume di Enrico Palandri dedicato a Primo Levi vengono presentati, attraverso una scelta antologica, i tre ‘mestieri’ dell’autore torinese: quello di chimico, di scrittore e di testimone. L’introduzione ridiscute la partizione che, seguendo le indicazioni dello stesso Levi, è stata per lo più accolta dalla critica e offre una lettura in cui il chimico è più eloquente dello scrittore e il testimone spesso copre la voce più profonda della scrittura. Riemergono così, attraverso l’impegno contro il nazifascismo, i principi etici che sono alla base delle moderne democrazie e che chiariscono la luminosità della cultura ebraica nel cuore dell’Europa che precipitava nel nazismo.
I ricordi familiari, degli anni universitari e dei primi impieghi divengono così i veri alleati dello scrittore quando denuncia nel fascismo non solo la catastrofe storica, ma il conformismo, la superficialità e la passività che minacciano ogni epoca e ogni società.
A Eugenio Montale, Edoardo Esposito dedica antologia agile, ma ben rappresentativa dell’insieme del lavoro, che attinge in primo luogo a ciò che maggiormente ha distinto questo autore nel panorama del Novecento e che riesce a entrare nel suo linguaggio e nelle sue difficoltà in maniera analitica ma sapendo incoraggiare il lettore. Ossi di seppia, Le occasioni, La bufera, Satura e le ultime raccolte sono presentate nel rapporto di dramma e di speranza cui hanno saputo dare voce, in una scelta il cui aspetto qualificante vuole essere il commento, la scommessa di una lettura capace di rispondere alle esigenze dei giovani che vogliono trovare ragioni per continuare, e sempre più autonomamente, a misurarsi con la difficile poesia contemporanea.
Monnier Università