Per la prima volta Modigliani scultore al Mart
di // pubblicato il 24 Gennaio, 2011
Per la prima volta insieme in una mostra irripetibile. Insieme dopo il 1920 anno della morte del loro autore; insieme in una ricongiunzione voluta e realizzata grazie al lavoro di sei anni ricchi di certosina pazienza, rigore scientifico e un grande amore per le sfide e l’arte.
“Modigliani scultore” è la prima grande mostra dedicata alle opere di scultura che offre al grande pubblico un'occasione unica, negli spazi del Mart di Rovereto, per conoscere un capitolo ancora poco indagato della vita artistica del grande Amedeo Modigliani.

Poche sculture sparpagliate in collezioni private o nei musei di mezzo mondo. alcune addirittura rimaste abbozzate o incompiute o arrivate in uno stato frammentario. Pochi documenti a disposizione e tantissimi i problemi da risolvere come quelli di datazione delle opere, come ricostruire fonti e rintracciare i modelli, ritessere le vicende espositive e collezionistiche.
Un indizio certo è che Modigliani si dedicò a quest’arte solo per pochi anni e presentò in vita le sue sculture una volta soltanto, selezionando un gruppo di sette teste per il Salon d'Automne del 1912. Per decenni, dopo la sua morte nel 1920, la sua opera di scultore rimase al margine, rispetto a quella del pittore.

Solo adesso grazie a un progetto espositivo e critico realizzato da Gabriella Belli, la direttrice del museo, Fabio Fergonzi e Alessandro Del Puppo e alla collaborazione di Clarenza Catullo e del comitato scientifico composto da Anna Ceroni, Eike Schmidt e Kenneth Wayne, è stato possibile affrontare la faccia meno nota di Modigliani, riunendo al Mart un terzo delle sculture realizzate e provenienti dai più importanti musei del mondo.
Sono esposte nelle sale del Mart le opere provenienti dalle National Gallery di Washington, dalla Tate di Londra, dal Centre Pompidou di Parigi, da Philadelphia Museum of Art e dal Minneapolis Institute of Art la cui Testa di donna del 1911, non era mai stata concessa in prestito prima d’ora ad alcun Museo.
Non facile uscire da mito per approdare alla storia della produzione delle sculture e dell’intera vicenda artistica che con troppa facilità è stata spesso rinchiusa dentro il cliché “Modigliani, Modì, maudit”. Non facile dimenticare la beffa del 1984 quando, in occasione del centenario della nascita dall’artista, dagli scavi nel Fosso Reale della sua città natale, riemersero 3 teste in pietra, complici alcuni studenti e un trapano Black & Decker, e allo stesso tempo affondarono le reputazioni di illustri critici d’arte.
Con “Modigliani Scultore” si ha finalmente, come scrive Gabiella Belli nel bel catalogo di Silvana Editoriale, la possibilità di “uscire dalla dubbia mitologia modiglianesca e dare voce ad un nuovo racconto, grazie al recupero di documenti storici inediti o poco noti e allo studio delle fonti certe”.
La mostra, organizzata in sezioni, riesce a ricreare il clima e i contenuti che Modigliani trovò negli ambienti degli scultori che vivevano in quegli anni a Parigi, affiancando alcune straordinarie sculture di Modì ad opere di artisti che erano al centro del dibattito internazionale sul rinnovamento della scultura nei primi anni del ‘900.
Figure come Pablo Picasso e Constantin Brancusi anche Alexander Archipenko, Jacques Lipchitz, Ossip Zadkine, grandi maestri dai quali Modigliani deriva nuovi stimoli e nuove esperienze, ma anche importanti capolavori di arte arcaica, orientale,tribale e rinascimentale la maschera di Fang e il “Busto di Battista Sforza” di Francesco Laurana che Modigliani utilizzava come modelli ideali.

Inoltre un intera sezione dedicata agli studi su carta e ai disegni risulta fondamentale per l'esatta comprensione delle sculture di Modigliani e per comprendere come i motivi messi a punto tra il 1910 e 1914 sono riversati dalla scultura alla pittura in una ricca osmosi fra le tecniche usate del grande maestro. Una mostra che rappresenta una occasione da non perdere per guardare attraverso i volti ieratici e gli occhi vuoti, senza palpebre o pupille un pezzo di anima di Modì.