Per favore non mordermi sul collo
di // pubblicato il 05 Febbraio, 2010
In una locanda sperduta nella Transilvania d’inizio novecento arrivano il professor Abronsius e il suo fido discepolo Alfred, l’anziano luminare ha rinunciato a una cattedra all’Università di Kurnigsburg per dedicarsi completamente anima e corpo a quella che lui considera una santa missione e la loro primaria attività, quella di cacciatori di vampiri senza paura, come recita il ben più azzeccato titolo originale The fearless vampire killers, guadagnandosi perciò tra i colleghi l’appellativo di “svanito”. I due compagni di viaggio attraversano lande remote alla ricerca delle sanguinarie creature della notte con l’intento di stanarle dagli antri che le proteggono dalla luce del sole e distruggerle con un paletto conficcato nel cuore, portando questa stirpe maledetta all’estinzione e facendola sparire dalla faccia della terra.
La locanda è gestita dal vecchio taverniere ebreo Shagal con la corpulenta consorte e la figlia Sarah appena tornata dagli studi in una lontana scuola di città, il locandiere ha riempito la camera della figlia di trecce d’aglio ma guai a insinuare che sia un deterrente contro i vampiri perché tutti sono subito pronti a negare l’esistenza di tale minaccia nella zona.
Una sera in cui Sarah approfitta dell’ascendente che ha su Alfred per usufruire della tinozza da bagno nella stanza in affitto al professore e al suo aiutante, la ragazza viene rapita da sua eccellenza il sinistro conte Von Krolock che dimora nel vicino castello. Sospettando di trovarsi di fronte al principe delle tenebre in persona, il sanguinario nosferatu, il professor Abronsius e Albert armati di croci e paletti di legno andranno in missione introducendosi nel cupo castello per ritrovare la ragazza.

Quinto titolo nella filmografia da regista di Roman Polanski Per favore non mordermi sul collo è stato realizzato subito prima del più famoso Rosemary’s baby che ha dato fama internazionale al talento del regista polacco. Perfetto mix tra commedia e horror il film basa la sua comicità su gag molto fisiche che ricordano lo stile dei grandi comici del cinema muto come Charlie Chaplin, con i due goffi e pasticcioni cacciatori di vampiri interpretati con perfetta efficacia da Jack Mac Gowran, nel ruolo dello svampito professor Abronsius con l’aspetto di una caricatura di Albert Einstein, e lo stesso Roman Polanski nei panni del pavido aiutante Alfred innamorato della fanciulla scomparsa.

Tanti i momenti esilaranti, come la fuga del giovane Alfred dalle avances di Herbert, vampiro gay figlio del conte Von Krolock o le scappatelle notturne del fedifrago Shagal che insidia la cameriera della locanda incurante della moglie armata di salame al seguito, che si alternano a momenti puramente horror e davvero impressionanti, come il rapimento di Sarah nella vasca da bagno. La morte violenta avvenuta pochi anni dopo l’uscita del film ad opera di una setta di fanatici dell’attrice Sharon Tate, all’epoca moglie di Roman Polanski, che interpretata la giovane Satah getta un’ombra cupa sull’intera sequenza, come una sorta di sinistra premonizione.

Meravigliosa l’ambientazione perfettamente yiddish della locanda del vecchio Shagal e il fascino cupo del misterioso castello con i grandi saloni, la cripta e gli stretti passaggi segreti opera dello scenografo Wilfrid Shingleton, che insieme alla fotografia di Douglas Slocombe contribuisce a dare al film quell’atmosfera di favola fantastica che è un vero incanto per gli occhi.
Sui titoli di testa il leone della Metro che si trasforma in un verde vampiro dai denti aguzzi e la didascalia che recita: “Eventi, personaggi, aziende e vampiri dipinti in questa pellicola sono fittizi. Ogni similitudine con persone vive o morte e con eventi reali sono interamente coincidenze” rappresentano già degna introduzione al tono ironico e divertente dell’intera commedia.

Per favore non mordermi sul collo è stata la prima parodia sui vampiri nella storia del cinema ed è ricco di momenti memorabili, come il dialogo non-sense tra il professor Abronsius e Alfred sulla presunta morte della giovane Sarah, che assicurano una bella dose di divertimento anche a visioni ripetute, io che ho visto questo piccolo capolavoro del genere almeno una decina di volte lo posso certificare. Da vedere e rivedere!
