Pellegrini in mostra - Siena e la sua arte

di Elisabetta Morici // pubblicato il 22 Ottobre, 2010

Nel centro storico di Siena batte un cuore che, malgrado l’età, pulsa e genera cultura di continuo: si chiama Santa Maria della Scala, oggi grande complesso museale, in passato luogo importantissimo per la vita cittadina.
Il terzo polo artistico della città, insieme al Duomo e al Palazzo comunale, è un complesso architettonico che risale al periodo medievale, con la funzione di ricovero ed ospedale ed una organizzazione autonoma d’eccellenza, per poter accogliere al meglio i pellegrini e sostenere i bisognosi ed i bambini abbandonati.

Dopo avere esaurito questo compito che da secoli ricopriva, il Santa Maria della Scala è stato oggetto, e lo è ancora, di un restauro conservativo e di recupero al fine di trasformarlo in uno dei più grandi centri museali e culturali europei.
Le testimonianze conservate all’interno ricoprono un periodo di tempo lunghissimo, che va dalle origini della città, attraverso il Medioevo e il Rinascimento, fino al nostro contemporaneo.
E’ qui che la sintesi della storia di Siena si esplica in modo tanto chiara da divenire luogo principe per conoscere questa magnifica città. La sua particolarità consiste proprio in questo: è un luogo dove architettura, opere d’arte e storia raccontano una vita che continua senza interruzioni da mille anni.

Nei 20.000 mq di percorsi espositivi, composti da prestigiosi saloni monumentali, possono essere ammirati innumerevoli capolavori che nel corso dei secoli sono stati lasciati dagli artisti senesi a testimonianza dell’importanza di questo luogo, non solo per ragioni sanitario-sociologiche, ma anche dal punto di vista culturale.
Fra le numerose mostre d’arte che vi si possono ammirare, quella che ha aperto i battenti alla fine di Settembre non poteva che essere realizzata qui.
L’esposizione, curata da Anna Maria Guiducci ed Enrico Toti, unisce due affascinanti collezioni, ovvero le numerose opere d’arte del Comune di Siena, presenti nel complesso museale di Santa Maria della Scala e appositamente restaurate, e le importantissime testimonianze artistiche acquisite negli ultimi anni dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Aperta fino al 9 gennaio 2011, permette di leggere l’evolversi dell’arte senese, grazie ad un dialogo-confronto fra opere che, pur se in periodi e con modi diversi, hanno creato il profondo substrato culturale che ancora oggi si respira fra queste strade.

Il nucleo esposto di proprietà dello Spedale è costituito da dipinti su tavola e su tela, sculture, apparati liturgici e materiali archeologici, presentati per la prima volta in questa occasione e frutto, per la maggior parte, della committenza del millenario ospedale senese.

La collezione del Monte dei Paschi di Siena è invece composta da opere pittoriche e scultoree dei principali interpreti dell’arte senese dal 1400 fino al secolo scorso, grazie ad una attenta ricerca fatta per riacquisire opere d’arte locale che avevano perduto il loro contesto originario.
Il progetto della Fondazione del Monte dei Paschi è sempre volto ad una valorizzazione ed arricchimento del territorio, divenendo quindi un partner privilegiato per il Santa Maria della Scala e le sue numerose attività culturali.

Passeggiando nei vasti saloni espositivi, che sono stati ristrutturati in modo moderno e funzionale per le esposizioni artistiche, le opere d’arte possono essere godute in modo completo, grazie anche ad una bella illuminazione che ne mette in luce le varie qualità.
Sono, ovviamente, opere molto diverse, che ci accompagnano alla scoperta della ricchezza della scuola artistica senese, così originale in molte espressioni rispetto agli altri linguaggi della stessa regione geografica.

Ne è un esempio affascinante la tavola con Santa Lucia del cosiddetto Maestro dell’Osservanza, per alcuni l’artista Sano di Pietro, senese di nascita, a capo di una delle più fiorenti botteghe della città durante il Quattrocento, con la sua pittura narrativa ed elegante sia nei colori che nelle forme aggraziate delle sue figure.
Non poteva mancare poi Domenico Beccafumi, grandissimo senese del Cinquecento, con una Venere distesa con due amorini, che è espressione delicata della sua originale arte manierista, qui al suo inizio, dipinto scelto come immagine della mostra.

Accanto a lui è possibile confrontare l’opera del manierista Brescianino, che pur provenendo probabilmente dalla Lombardia, è stato un seguace dell’arte del Beccafumi; la sua arte composta di figure dai contorni fluttuanti è qui espressa con una Sacra Famiglia con un Angelo che affascina per la sua raffinatezza e ci restituisce tutte le varie componenti della sua pittura dai colori sfumati e dalle morbide ombre.

Il naturalismo caravaggesco di impronta senese è testimoniato da opere di Francesco Rustici e Rutilio Manetti, pittori che lavorarono molto anche per la famiglia Granducale de’Medici.
La Cena in Emmaus del Manetti ci rimanda tutte le caratteristiche del famoso metodo manfrediano tanto caro ai caravaggeschi, ma con l’originalità di inserti classici per l’impianto prospettico che denotano la singolarità di questi artisti.
Sono presenti anche opere di Ventura Salimbeni, Francesco Vanni e Astolfo Petrazzi, per spiegare questa ricca stagione senese fra Cinquecento e Seicento.

L’Ottocento ci si rivela con vari artisti, fra i quali Luigi Mussini e Giovanni Dupré in tutta la loro forza ed originalità; la Sacra Famiglia del Mussini è una tela esemplare della adesione dell’artista al Purismo, con lo sguardo alla pittura umbra del Quattrocento ma senza tralasciare il rigore disegnativo che lo contraddistinse, soprattutto dopo il contatto con la pittura di Ingres a Parigi.
La terracotta di Dupré è un Caino di grande forza espressiva realizzata nel 1842, lo stesso anno del suo opposto, ovvero l’Abele morente, che tanto scalpore suscitò per il suo forte verismo plastico.

Il titolo della mostra“Capolavori e Restauri del Comune di Siena e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena”non inganna, perché le opere sono tutte di grande livello e conservate al meglio, così come lo è il Santa Maria della Scala, che ci accoglie nelle sue sale come faceva con gli antichi pellegrini, e come loro anche noi saremo accolti nel migliore dei modi dall’arte senese e dai suoi protagonisti.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Siena, Complesso Santa Maria
    della Scala
    Sala Pellegrinaio
  • Luigi Mussini
    (Berlino, 1813 – Siena, 1888)
    Sacra Famiglia, 1853
    olio su tela
    Siena, collezione Fondazione Monte dei Paschi di Siena
  • Maestro dell’Osservanza
    (Sano di Pietro? Siena, 1405 – 1481)
    Santa Lucia, 1440 circa
    tempera e oro su tavola
    Siena, collezione Fondazione Monte dei Paschi di Siena
  • Domenico Beccafumi
    (Siena, 1484 – 1551)
    Venere distesa con due amorini, 1510-1513
    olio su tavola
    Siena, collezione Fondazione Monte dei Paschi di Siena
  • Andrea Piccinelli detto il Brescianino
    (notizie dal 1506 al 1525)
    Sacra famiglia con un angelo, 1525 circa
    olio su tavola
    Siena, collezione Fondazione Monte dei Paschi di Siena
  • Rutilio Manetti
    (Siena, 1571 – 1639)
    La cena in Emmaus, 1630-1635
    olio su tela
    Siena, collezione Fondazione Monte dei Paschi di Siena

Mappa

Dove e quando

Capolavori e Restauri del Comune di Siena e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena

  • Fino al: - 02 Gennaio, 1970
  • Indirizzo: Complesso museale Santa Maria della Scala, piazza Duomo 2, 53100 Siena
  • Sito web

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