Peggy e Solomon R. Guggenheim, le avanguardie dell’astrazione

di Giorgia B. Soncin // pubblicato il 07 Febbraio, 2010

Era il 2006 quando sono entrara la prima volta al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, La struttura di Frank Lloyd Wright sulla 5th Avenue è evidentemente parte integrante di quella che è stata e che è attualmente una pagina fondamentale della storia dell'arte, all'interno, La Collezione e un susseguirsi di mostre che ne fanno uno dei musei più importanti al mondo.
Venezia, Canal Grande, in un bianco palazzo signorile la collezione di Peggy Guggenheim, nipote di Solomon, Donna dell'arte per antonomasia e sopratutto emblema di un collezionismo ispirato e guidato da una passione che ancora si respira camminando negli spazi di quella che fu la dimora estiva della mecenate.
Vercelli 2010, al trentesimo anniversario della collezione Veneziana, in una sinergia tra regioni e nazioni diverse, il Piemote dimostra ancora una volta di essere, in Italia, un polo sempre più attivo per l'arte contemporanea e la creazione di relazioni tra istituzioni museali di valore internazionale.
La mostra Peggy e Solomon R. Guggenheim, le avanguardie dell’astrazione, che inaugurerà presso lo spazio Arca di Vercelli il 20 Febbraio ne è la prova.

Curata da Luca Massimo Barbero, attualmente direttore del MACRO di Roma, la mostra rappresenta la chiusura di un cerchio, la terza tappa di un percorso nel contemporaneo che, partito già nel 2007, ha raccolto opere di grande valore dalla Collezione di Peggy Guggenheim.
Il fulcro dell'esposizione è il "dibattito" tra zio e nipote riguardo alla tematica dell'astrazione, non un semplice "scontro generazionale", ma piuttosto un vivace confronto intellettuale tra due posizioni differenti ma consapevoli e motivate, sapientemente illustrate dalle scelte artistiche manifeste attraverso le opere selezionate.
Nel percorso espositivo sono infatti presenti più di cinquanta opere di autori cardine del XX secolo appartenenti sia alla collezione Newyorchese che alla colezione Peggy Guggenheim della Serenissima, tra cui Paul Cezanne, Georges Seurat, Georges Braque, Henri Matisse, Robert Delaunay, Jean Arp, Jean Dubuffet, Pierre Soulages, Adolph Gottlieb, fino agli artisti Italiani, più vicini a Peggy quali Edmondo Bacci, Giuseppe Santomaso, Tancredi Parmeggianied Emilio Vedova (con un capolavoro concesso in prestito dalla Fondazione Emilio e Anna Bianca Vedova, Venezia), Vasily Kandinsky e Piet Mondrian.

Il percorso espositivo, riprendendo le fila di un confronto iniziato nel secolo scorso ci da l'opportunità di indagare uno dei temi centrali dell'andamento "sinusoidale" dell'arte, che ha fatto si che tra 1800 e 1900 si contrapponesse alla ricerca della forma, un interesse per la sua mancanza e la sua successiva negazione.
Il dialogo fenomenologico tra figura e astrazione, che ha costituito un punto di svolta nella storia dell'arte, influenzato anche della storia sociale dell'epoca, è qui interpretato attraverso gli occhi di due autorevoli personaggi.
Come fa notare il curatore della mostra, "Da un lato, Solomon R., con la guida di Hilla Rebay, fonda nel 1937 il Museum of Non-objective Painting (Museo della pittura non oggettiva), basato sull’idea purista dell’astrazione come assenza di figura; dall’altro, Peggy sembra invece connotarsi secondo una scelta più “trasgressiva”, aperta, figurale, quella del Surrealismo."
Seguendo l'ordine cronologico delle opere la mostra si snoda partendo dai lavori di Paul Cézanne e Georges Seurat, artisti che hanno aperto la strada alla progressiva dissoluzione delle forme e ad un avvicinamento sempre maggiore all'astrazione. Il primo, attraverso una composizione cromatica che si avvale dell'insegnamento impressionista rivisitandolo con "Strada in curva fra alberi" (1873-75), mentre il secondo, concedendo alla raffigurazione l'introduzione del pointillisme non solo come tecnica ma come modalità di studio sul colore e sulla luce.

Come da cronologia, la mostra prosegue tra le scomposizioni pioneristiche del cubismo di Georges Braque con l'opera "Violino e Tavolozza" del 1909, fino a spingersi verso la dilatazione formale di Henry Matisse e di Robert Delaunay (con una contrapposizione tra "La Torre Eiffel con alberi",1910 e "Forme circolari",1930) e dell'espressionista Franz Marc.

Come fa notare Renato Barilli, l'azione di astrarre, riferita al suo significato etimologico "ab-s- traho" (tirare fuori, mettere in rilievo) determina un'azione ben precisa che passa attraverso la riduzione e la selezione delle forme presenti in natura.
Nella seconda sezione, più incentrata sullo studio delle geometrie, ma non solo, spiccano le opere di Vasily Kandinsky, Piet Mondrian, e Theo Van Doesburg che aprivano le porte, nei primi decenni del 1900, ad una ricerca su linee e cromie. Nei tre pittori si nota come l'astrazione, si manifesti nell'interazione tra colore e superfice.

Un'opera di grande suggestione è sicuramente la "Croce Bianca" del primo dei tre. Il passo successivo conduce i visitatori verso l'alienazione pittorica di Jean Dubuffet, famoso per raffigurare, nelle sue opere, un mondo parallelo, una dimensione distorta che oltrepassa la mancanza di forma pura e semplice per spingersi verso un informale grezzo e interiorizzato, e Pierre Soulages nonchè alle opere del gruppo COBRA, attivo in Europa alla fine degli anni '40. 

L'attenzione si sposta, in chiusura, verso le opere di Ad Reinhardt e Sam Francis e chiude definitivamente con lavori degli italiani Edmondo Bacci, Tancredi ed Emilio Vedova a dimostrazione del legame intellettuale che ha unito e che unisce ancora oggi Italia e USA.
Un appuntamento da non perdere che da l'opportunità di vedere opere di grande valore e di riprendere, per chi volesse farlo, uno dei temi centrali del passaggio tra il XIX e il XX secolo.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Vasily Kandinsky
    Croce bianca (Weisses Kreuz)
    gennaio-giugno 1922,
    olio su tela
    100,5 x 110,6 cm
    Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
    © Vasily Kandinsky
    by SIAE 2010
  • Piet Mondrian
    Estate, Duna in Zelanda
    (Zomer, Duin in Zeeland) 1910,
    olio su tela
    134 x 195 cm
    Museo Solomon R. Guggenheim, New York
    © 2010 Mondrian/Holtzman Trust c
    /o HCR International Virginia USA
  • Robert Delaunay
    Forme circolari
    (Formes circulaires) 1930,
    olio su tela
    128,9 x 194,9 cm
    Museo Solomon R. Guggenheim, New York
  • Hilla Rebay
    Animato 1941-42
    olio su tela
    94 x 127 cm
    Museo Solomon R. Guggenheim, New York
    Solomon R. Guggenheim Founding Collection, Lascito
    © 2010 The Hilla von Rebay Foundation. Used by permission. All right reserved Solomon R. Guggenheim Founding Collection, Donazione © Robert Delaunay - L & M SERVICES B. V. AMSTERDAM, by SIAE 2010

IN COPERTINA
un particolare di
 

Vasily Kandinsky Croce bianca

Mappa

Dove e quando

PEGGY E SOLOMON R. GUGGENHEIM LE AVANGUARDIE DELL’ASTRAZIONE

  • Date : 20 Febbraio, 2010 - 29 Maggio, 2010
  • Indirizzo: Arca – Chiesa di San Marco, Piazza San Marco 1, Vercelli

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