Past Present Future

di Eleonora Giorni // pubblicato il 23 Febbraio, 2010

Dal 27 febbraio al 3 giugno 2010, a Verona presso il Palazzo della Ragione, si terrà la mostra internazionale della collezione UniCredit, “PastPresentFuture”. La mostra, come ha sottolineato Alessandro Profumo, l'Amministratore delegato del Gruppo bancario, rappresenta “[...] un’occasione per far conoscere la politica culturale del Gruppo, ma soprattutto un mezzo per creare occasioni di riflessione sul ruolo che una grande azienda può rivestire in questo campo, e sulle modalità in cui la cultura può contribuire al business […] ”.

La collezione dell'Unicredit rappresenta un patrimonio considerevole, riunendo le storie delle varie banche che oggi formano UniCredit, ma in primo luogo è espressione dell’identità stessa del Gruppo.

Una raccolta che in questa occasione veronese vuole dialogare anche con opere della Fondazione Cariverona, che rappresenta un modello collezionistico differente, ma con molti punti in comune con quello di UniCredit, sia storicamente che nella sua prospettiva attuale e futura. Ci sono infatti, sparsi in quelle righe, alcuni degli elementi chiave che caratterizzano il collezionismo d'impresa, e che rispondono pienamente alla natura e alle finalità della collezione UniCredit e di quella di Fondazione Cariverona, primo fra tutti quello che vede le opere come parte di una memoria collettiva non solo da acquisire e da conservare, ma da condividere con altri, affinché esse possano parlare a una comunità, anche e soprattutto attraverso la loro diversità.

La mostra e il catalogo che l'accompagna mirano a evidenziare queste caratteristiche, a darne conto in una sintetica presentazione, che sin dal titolo esplicita uno dei suoi elementi primari, lo stratificarsi dei tempi e dei modi attraverso i quali la collezione è nata e cresciuta. “PastPresentFuture” va infatti inteso in una duplice valenza: da un lato vi è la compresenza di opere realizzate in tempi diversi, che vanno dal XVI secolo sino ad oggi, dall'altro la compresenza di collezioni formatesi in tempi diversi, con differenti intenzioni e modalità. Come nel caso dell'immagine di Cragg, al momento di individuare la struttura portante della mostra, la sua fisionomia, si è trattato di riportare ad unità una serie di frammenti sparsi – temporalmente e metodologicamente -, salvaguardando le singole identità, senza rinunciare a tentare di definire una forma compiuta, intelligibile e nuova.

Una forma nella quale passato, presente e futuro, sia delle collezioni d'origine che delle singole opere, fossero poste in un dialogo continuo, dal quale far emergere non tanto una impossibile omogeneità, quanto un ben più stimolante intreccio di relazioni capaci di conferire senso a un panorama visivo e storico altrimenti disgregato.

La raccolta del Gruppo Unicred presenta oltre 60.000 opere, dai manufatti preistorici della Mesopotamia ai capolavori dei grandi Maestri del passato come Tintoretto, Goya, David. La collezione del Gruppo comprende opere di Maestri moderni come Yves Klein, Fernand Léger, Giorgio Morandi, Kurt Schwitters, Oskar Kokoschka e artisti contemporanei di spicco quali Christo, Georg Baselitz, Gerhard Richter, Andreas Gursky. Un corpus di più di 4.000 fotografie storiche e contemporanee completa la collezione. Il patrimonio viene aggiornato finanziando la ricerca, attraverso la produzione di nuove opere in collaborazione con i musei partner. Oltre mille all’anno sono i prestiti per mostre pubbliche. Le opere sono inoltre esposte negli uffici e nelle agenzie del Gruppo. Una selezione delle opere è visitabile nel museo virtuale online sul sito istituzionale del Gruppo.

La mostra è divisa in sezioni.... dopo la splendida nuotatrice di Arturo Martini, la sezione intitolata "On Classic", pone in relazione artisti contemporanei - tra cui Candida Höfer, Olivo Barbieri e Giulio Paolini - e maestri del passato come il bambocciante Van Bloemen, il pictor classicus De Chirico, suo fratello Alberto Savinio e il decadente Makart.

Lo sguardo di Candida Höfer sul grande corridoio del Palazzo dell'Archiginnasio a Bologna è improntato a una razionalità estrema, cercando un ordine spaziale che è insieme mentale e visivo, misurato ad altezza d'uomo; quello di Olivo Barbieri sul Colosseo, riprendendo una tradizione che risale alle fotografie dal pallone aerostatico di Nadar.

Il percorso si inoltra quindi negli "Objects of Desire", sala in cui un’installazione di Tony Cragg dialoga con una grande composizione di Recco e quattro straordinari collages di Kurt Schwitters sono a fianco dei celebri "Flowers" di Andy Warhol e di una “Natura morta” di Morandi.

Segue “Sublime and Picturesque”, con artisti come il pittore del XVII secolo Paul Bril, Charles Daubigny - membro di spicco della "Scuola di Barbizon" - e gli artisti contemporanei Georg Baselitz, Gerhard Richter, Andreas Gursky e Hans Op de Beeck.

La sezione "Metropolis", composta dalle opere di alcuni dei maggiori fotografi contemporanei come Andreas Gursky, Massimo Vitali, Gabriele Basilico, Fischli & Weiss, Lorca di Corcia e Wolfgang Tillmans, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, indaga e sviluppa il rapporto tra l'individuo e gli spazi urbani.

In questa sezione, al contrario di quanto avviene nelle altre, la presenza della fotografia è pressoché esclusiva, se si eccettua la scultura di Luca Pancrazzi. Due sono le ragioni di questa scelta: da un lato essa risponde a una questione di ordine storico, poiché l'idea moderna di metropoli nasce pressoché in concomitanza con l'avvento della fotografia, ed è stata quest'ultima, nel corso del XX secolo, a produrre il maggior numero di immagini delle metropoli mondiali. D'altro canto, tale accentuazione risponde anche a una delle caratteristiche fondanti della stessa collezione di UniCredit Group, che, pur nella varietà delle sue raccolte, trova senza dubbio nella fotografia uno dei suoi nuclei centrali, una delle sue identità primarie, destinate peraltro a ulteriore sviluppo nel prossimo futuro. La sezione si sviluppa su due registri ben definiti: l'immagine della città nella sua conformazione architettonica e urbanistica, e la presenza dell'uomo all'interno di essa.

Segue poi la sezione “On Geometry”, con opere di Imi Knoebel, Gerwald Rockenschaub, Ghada Amer e altri. Marco Tirelli concepisce i suoi dipinti, come riflessioni sulla metafisica, sull'enigma delle cose e delle loro apparenze, fino a considerarsi debitore più a de Chirico che non a Mondrian. Così Gerwald Rockenschaub gioca su immagini e colori che provengono dal mondo esterno, anche nelle sue espressioni più vicine alla grafica, per mettere in rapporto lo spazio assoluto della superficie dipinta con quello reale del mondo. Rappresentazioni del corpo e del volto sono presenti in "Body Talk" e "Face to Face", dove si alternano un capolavoro di Antonio Donghi ed una fotografia di Valie Export, protagonista della Body Art viennese, la magnifica "Psiche abbandonata da Amore" di Dossi e le fotografie di E.J. Bellocq, lo stupefacente "Ritratto di gentiluomo" di Savoldo e i volti anonimi ritratti dal giovane artista austriaco Hans Schabus, la rarissima opera "La Testa del Battista presentata ad Erode" di Baglione e la fotografia di Trude Fleischmann della maschera mortuaria di Alban Berg. Altrettanto significativo è l'accostamento tra una fotografia di Heinrich Kühn, rappresentante di primo piano del pittorialismo di inizi secolo, e una magnifica tela di Cagnaccio di San Pietro proveniente dalla Fondazione Cariverona, entrambe incentrate sul tema dello specchio, della riflessione.

La mostra si chiude con due opere monumentali di Gerhard Richter ed Emilio Vedova, nelle quali il corpo dell'artista e la sua gestualità sono protagonisti, in un'affascinante traduzione pittorica del linguaggio del corpo.

 

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Giorgio De Chirico
    Cocomeri con corazze e paesaggio, 1924
    Olio su tela
    74 x 100 cm
  • Giulio Paolini
    Tre per Tre
    (ognuno è l'altro o nessuno) 1998-1999
    Scultura in gesso
  • Tony Cragg
    Schüssel / Bowl, 1981
    Installazione a parete
    160 x 220 cm
    Collection HypoVereinsbank
  • Mimmo Jodice
    Apollo di Baia, da "Mediterraneo" 1993
    Stampa gelatina al bromuro d'argento su cartoncino baritato
    65x 65
     UniCredit Collection
    © Mimmo Jodice
    Cagnaccio di San Pietro
    Allo Specchio, 1927
    Olio su tavola
    80 x 59,5 cm


Orari: tutti i giorni dalle 9 alle 19
ingresso gratuito

Mappa

Dove e quando

PastPresentFuture. Le collezioni Fondazione Cariverona e UniCredit Group: arte per la città

  • Date : 27 Febbraio, 2010 - 03 Giugno, 2010
  • Indirizzo: Palazzo della Ragione, piazza delle Erbe, Verona
  • Sito web

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