Pasqualino Rossi. La scoperta di un protagonista del Barocco

di Martina Tinti // pubblicato il 25 Gennaio, 2009

La storia dell'arte è un mondo complesso e articolato, a volte insidioso e spesso sconosciuto. E' molto rischioso anche sugli autori più illustri e documentati chiudere una ricerca con un punto finale...non si sa che scoperte si potrebbero fare il giorno dopo!
E' stata per me proprio una scoperta la notizia della mostra in programma a Serra San Quirico (AN) su Pasquale Rossi detto Pasqualino.
Confesso, infatti, che nulla sapevo di questo pittore attivo sul finire del Seicento e molto incuriosita mi sono recata in biblioteca per una breve ricerca. Posso assicurare che non è stato semplice trovare delle notizie su di lui, se non brevissime citazioni. Le uniche menzioni di interesse sulla sua attività le ho trovate tra i libri di Roberto Longhi in "Saggi e ricerche 1925-28", in cui è anche presente una piccola nota biografica. In un certo senso è stato incoraggiante poichè la mia poca conoscenza era , almeno, in parte giustificata!

E' stato proprio il Longhi a riscoprire nel buio della storia il nome di Rossi, seguito da Federico Zeri e da un altro studioso, Clemente Faccioli. In precedenza la sua attività, grazie alla sua capacità tecnica, era stata riferita ai più conosciuti Carracci, Correggio, Crespi. Nato in terra vicentina ma attivo soprattutto a Roma, era molto apprezzato sia dalle grandi famiglie romane che da grandi committenti esteri in particolare per la sua produzione di cosiddetti quadri "di genere", molto in voga nel periodo e successivamente nel Settecento con le figure di Crespi, Ghezzi, Longhi. Le scene di vita quotidiana popolare e borghese, le figure dei bari e delle riunioni musicali, delle scuole di lettura e di cucito piacevano molto alla aristocrazia e alla borghesia che permettono la nascita di un folto mercato, a Roma, in particolare.

La mostra a Serra San Quirico vuole valorizzare innanzitutto la Chiesa cittadina di Santa Lucia, nella quale si può apprezzare il valore di Rossi come pittore di soggetto sacro, proprio nell'abside della chiesa con le storie della vita della santa, accanto ad altri esponenti conosciuti del barocco romano, segno sicuramente di una certa considerazione per il suo lavoro.
Accanto a questo viene presentata la sua produzione di opere "da cavalletto", che non si limitaa alle scene di genere, confrontandola con altri artisti del periodo: Pietro Vecchia e l'ambiente romano dei cosiddetti "bamboccianti", Monsù Bernardo e Antonio Amorosi fino al successivo Crespi con il quale veniva spesso confuso, cercando di inscriverlo di nuovo tra i protagonisti di quell'ambito culturale dal quale è stato per molto tempo escluso per sottolineare anche le influenze esercitate su di lui dalle esperienze pittoriche marchigiane.

Una curiosità in più è l'interesse degli organizzatori per la causa ambientale, con l'uso per l'allestimento di materiale riciclabile, di energia pulita per l'illuminazione delle sale e l'impegno per la riforestazione di una zona dell'Appennino marchigiano con una parte del ricavato della mostra. Tutto questo la rende prima "mostra verde" d'Italia. Un inizio per la costruzione di un futuro sempre più ecocompatibile, anche per la cultura.

Pasqualino Rossi. La scoperta di un protagonista del barocco.
Serra San Quirico, ex Monastero di Santa Lucia, da 1 marzo a 13 settembre.

Catalogo Silvana Editoriale
 

 

Dettagli

Pasqualino Rossi.
La scoperta di un protagonista del Barocco
Serra San Quirico, ex Monastero di Santa Lucia
da 1 marzo a 13 settembre. 
Catalogo Silvana Editoriale

www.pasqualinorossi.info

DIDASCALIE IMMAGINI

  • Pasqulino Rossi
    Decollazione di San Giovanni Battista
    Roma, collezione Lemme.
  • Pasqualino Rossi
    Particolare da "L'elemosina di Santa Lucia"
    Serra San Quirico, chiesa di Santa Lucia.
  • Antonio Amorosi
     la lettura della mano
    Roma, collezione Lemme