Pasqualino ci porta a spasso per le Marche

di Adriana Sebastiani // pubblicato il 11 Aprile, 2009

In occasione della mostra di Pasqualino Rossi sarebbe molto utile visitare anche alcuni luoghi delle Marche, regione che offre imprevedibili paesaggi e paesi con ancora interessanti tracce medievali.
 

E' quindi utile suggerire non solo una visita a Serra San Quirico, ma anche a Fabriano e ad altre zone, alcune delle quali molto note, altre interessanti da scoprire.

Per raggiungere le mete si percorrono strade che s’arrampicano sulla montagna per poi scendere in gole strette tra rocce, oppure che s’inoltrano tra piacevoli colline fino a giungere al mare.

Serra San Quirico
Il paese ha origini molto lontane nel tempo. Si ha notizia che fu abitato dagli Etruschi e poi dai Romani divenendo sempre più importante soprattutto per la sua posizione vicino alla Gola della Rossa. San Romualdo, sul finire del X secolo, diede un maggiore impulso al luogo facendo costruire anche la chiesa di San Quirico; in seguito il luogo divenne libero Comune ed entrò a far parte dello Stato Pontificio.

Il suo centro storico medievale è ancora conservato perfettamente, con i suoi passaggi coperti lungo le mura di cinta ( le Copertelle ) , la torre di difesa principale ( il Cassero ) e le numerose chiese. Fra queste, Santa Lucia è particolarmente importante, per il suo notevole barocco, vicino al rococò, con stucchi, decorazioni, altari lignei, l’organo e la cantoria, ma soprattutto perché conserva le cinque grandi tele di Pasqualino Rossi che raccontano storie di Santa Lucia oltre ad altre opere di questo ed altri autori e che fa parte integrante del percorso legato alla mostra “Pasqualino Rossi. La scoperta di un protagonista del Barocco“.

Molto interessante è anche la raccolta di carte geografiche storiche, ospitata in tre sale dell’attiguo antico convento, dedicata alla regione marchigiana, con mappe a stampa dal XVI secolo ai giorni nostri.

Fabriano
La città di Fabriano è forse più conosciuta per l’industria della carta che per le sue caratteristiche urbanistiche.

Interessante è la Piazza del Comune, di forma triangolare, il voltone del Palazzo del Podestà, che esalta il singolare aspetto scenico. Qui è visibile la bella fontana Maggiore, detta “Sturinaldo” e il Loggiato di San Francesco.
La prima, ad opera dell’architetto perugino Jacobo di Grondolo (1238), ricorda quella più famosa di Perugia, costruita dai Pisano, mentre il secondo fu commissionato da Niccolò V a Bernardo Rossellino.
Dalla Piazza si può passare alla vicina Pinacoteca, assai ricca ed interessante, e successivamente in Duomo.
E’ possibile visitare altri originali musei come quello della carta e della filigrana per scoprirne la lavorazione, o quello dei “ Mestieri in bicicletta”, dove è possibile intuire dagli oggetti esposti, le attività lavorative fatte da artigiani che andavano di casa in casa e di paese in paese, spostandosi in bicicletta sulla quale era collocato tutto il materiale necessario per il lavoro, come, ad esempio, quello del sarto o dello stagnino.
E’ qui così rappresentata la storia minore marchigiana dagli anni Venti ai Sessanta rivivendo un periodo della nostra storia abbastanza recente, ma che ora, facendo un confronto con l’attualità, ci appare irreale e lontanissima nel passato.

Angoli naturali e spirituali

Fonte Avellana

Il Monastero della Santa Croce, alle pendici di Monte Catria, ha origini molto remote. Alcuni eremiti, già negli ultimi decenni del X secolo, erano venuti in questi luoghi dove, intorno all’anno Mille, si costituirono poi come realtà monacale più ampia ed organizzata come, appunto, questa di Fonte Avellana.
I suoi muri narrano l’intensa, silenziosa, umile e costante fatica di antichi miniatori, mentre, nella biblioteca, i libri racchiudono tutta la loro storia. La piccola chiesa riecheggia ancora del ricordo degli antichi cori monastici, così come nel refettorio sembra di udire la voce dell’umile fraticello intento a leggere brani della Sacra Scrittura mentre i confratelli consumano frugali pasti in silenzioso ascolto.
Usciti sul sacrato, si è accolti da un profondo silenzio e lì, tra quelle montagne maestose che abbracciano il monastero, la sola voce è quella della natura che induce a riflessioni spirituali.

Grotte di Frasassi
La natura domina anche alle grotte di Frasassi creando un meraviglioso mondo fantastico dove si perde la cognizione di tempo e di spazio.
Qui stalattiti e stalagmiti s’incontrano, intrecciandosi in una fantasmagorica architettura che mente umana difficilmente può escogitare; chi guarda ammutolisce e si sente trasportato in un’area di assoluta bellezza.

Viene spontaneo pensare alla emozione e al coraggio dei primi speleologi che, per caso, s’insinuarono in un piccolo buco intravisto tra le erbe, scoprendo così la voragine delle meraviglie.
Oggi è possibile quasi a tutti, con l’aiuto di esperte guide, percorrere quegli spazi, con percorsi studiati in modo tale da permettere ai visitatori di gioire di questi aspetti naturali da amare e difendere.

Borgo Lanciano
Circondato dai monti Sibillini, in un’ampia conca immersa nel silenzio e nella tranquillità, si stende il piccolo borgo medievale e il castello, la cui torre è divenuta sito di osservazione della volta celeste, così come altre presenti nella zona, particolarmente nota per la mancanza di inquinamento luminoso.
Nel 1997 un grave terremoto colpì l’Umbria e le Marche, regioni che subito si attivarono per ricostruire ciò che era andato distrutto, come, ad esempio, ad Assisi la chiesa di S.Francesco con gli affreschi di Giotto, ora completamente restaurati. In quell’anno fu quasi distrutto questo borgo medievale, ora ampliato rispettando l’antica struttura e trasformato in un’accogliente oasi del benessere: Borgo Lanciano.
Antiche case di pietra, tutte tipicamente medievali, si allineano attorno ad un ampio prato, attraversato da percorsi lastricati e, un po’ discosta, una chiesetta.
Attualmente qui, oltre alle piscine e cure varie, è possibile gustare piatti locali, preparati ancora con le antiche ricette, come il riso “corgo” con coniglio e puntarelle di crostine, i vincisgrassi di cinghiale, il tortino di maiale ed anitra, il tortino ai varnelli e la crescia sfogliata, accompagnati da vini appositamente scelti.


Angolo della gastronomia locale

Una ricetta di Borgo Lanciano:
Riso” corgo” con coniglio e puntarelle di crostine Piatto tipico di una piccola parte dell’entroterra marchigiano (detto anche Frascarelli).
E’ facile da eseguire: si prepara infatti come la polenta, ma con farina OO anziché quella di mais, mantenendola più liquida e, nel momento in cui inizia a bollire, si aggiunge il riso portandolo a cottura.
La salsa si prepara disossando il coniglio, si taglia a pezzi e si fa rosolare con pochissimo lardo insieme alle punte di costine tagliate a pezzettoni, si sfuma con vino bianco, poi si allunga con brodo (a piacere si può unire cipolla, peperoncino ed alloro).
Servire con olio extra vergine di oliva e prezzemolo crudo tagliato finemente.

Ed una di Serra S.Quirico:
Stufato di pecora Ci si procura un pezzo di carne di pecora (intendo dire di un animale con più di 6-7 anni di vita).
Una volta spezzato in piccoli tocchi, lo si mette a bagno in acqua corrente per 7-8 ore.
Successivamente si fa un soffritto con olio, abbondante cipolla, sedano e carote. Dopo aver fatto rosolare bene, si versa la pecora nel tegame e la si lascia asciugare a fuoco lento per circa un'ora. Si aggiunge poi un quantitativo di buon vino rosso, fino a coprire quasi la carne. Si lascia cuocere per altre due ore salando e pepando in abbondanza.
Alla fine, a cottura quasi ultimata si aggiungono dei pelati e si fanno bollire insieme per non più di 30 minuti.
Si deve servire caldo con un po' di sugo e dei crostini caldi.
Va accompagnata con un rosso robusto, Lacrima di Morro d'Alba o Rosso Conero.

 

Dettagli

Pasqualino Rossi
La scoperta di un protagonista del Barocco
Serra San Quirico, ex Monastero di Santa Lucia
fino al 13 settembre 2009

didascalie immagini

  • Pesaro, Eremo camaldolese di Fonte Avellana
    (alle pendici del Monte Catria)
    veduta dell'edificio
  • Pesaro, Eremo camaldolese di Fonte Avellana
    (alle pendic i del Monte Catria)
    la cripta
  • Serra San Quirico, Veduta del Borgo
  • Serra San Quirico, chiesa di Santa Lucia
    abside decorata con le tele di Pasqualino Rossi
  • Fabriano, Fontana e Palazzo del podestà
  • Fonte Avellana
    esterno della basilica e dell'eremo del Monastero
  • Grotte di Frasassi
    Grotta grande del vento, sala delle candeline
  • Parco della Rossa - Frasassi
    Panorama dal foro degli Occhialoni in direzione di Pierosara