ParaNorman

di Andrea Mancaniello // pubblicato il 26 Ottobre, 2012

Norman Babcock sarebbe un ragazzino undicenne come tutti gli altri se non avesse ereditato da sua nonna una facoltà molto speciale: vede le anime dei morti che ancora si aggirano in questo mondo, gente troppo legata alle proprie vicende terrene per accettare la nuova realtà del trapasso, e dialoga quotidianamente con loro.
Con un padre incredulo ai messaggi della nonna, sempre al suo posto sul divano in salotto nonostante la dipartita, riportati dal bambino e la sorella Courtney, adolescente superficiale interessata solo a ciò che può vedere ma soprattutto toccare, come i pettorali del muscoloso vicino Mitch, Norman è incompreso dai suoi stessi familiari, persino da una madre sempre indulgente con lui, e rappresenta per tutti lo strambo del villaggio da evitare e deridere.

Un giorno Norman è avvicinato dallo zio Prenderghast, membro emarginato della famiglia che vive come un barbone isolato da tutti con le stesse facoltà paranormali del nipote, deciso a metterlo a parte di un’importante rivelazione.
L’intera cittadina di Blithe Hollow è vittima della maledizione di una strega che trecento anni fa vi è stata braccata, catturata, processata e uccisa, i puritani responsabili di quell’omicidio usciranno dalle tombe come zombie a invadere le strade della città e Norman con i suoi poteri è chiamato a risolvere la situazione.

Dopo Coraline e la porta magica di Henry Selick, ParaNorman è il secondo lungometraggio realizzato dallo studio Laika, con sede a Hillsboro, periferia di Portland nell’Oregon. Questa collocazione geografica così lontano dal centro hollywoodiano dell’industria cinematografica americana sembra riflettersi in una maggior libertà espressiva, in un gusto insistito del macabro, nell’assenza di zuccherose morali buoniste e nel coraggio di osare affrontando temi e situazioni politicamente scorretti.
Ecco così apparire per la prima volta in un cartoon statunitense un personaggio apertamente gay, un bimbo che di nascosto blocca il video di aerobica della mamma per ammirare il sedere della signorina sullo schermo o il protagonista che mentre prova ribrezzo per i vermi di una decomposizione deve lottare col rigor mortis per strappare il magico libro al defunto.

Non è poca cosa nel generale perbenismo dei cartoni animati a stelle e strisce, ma proprio conformismo e ben pensare sono i principali luoghi comuni che ParaNorman vuol demolire, nell’idea che la vera maledizione è lo scatenarsi dell’isteria collettiva e dell’intolleranza verso lo straniero e il diverso.
Il film è pieno di battute al vetriolo che suonano come frecciate alla società moderna e al cinismo che trasforma la memoria drammatica dell’uccisione della strega in attrazione turistica per vendere cartoline.
Nella frase “Cosa vi salta in mente di sparare ai civili, lo fa solo la polizia!” il duro atto d’accusa verso fatti troppo frequenti, come la recente uccisione del diciottenne Gilbert Thomas Collar, nudo e disarmato, in un campus universitario dell’Alabama a opera di un poliziotto della sorveglianza.

Dopo l’11 settembre 2001 alimentare paure collettive è diventato, in modo evidente, strumento di controllo delle masse e uno dei temi centrali del film è proprio la gestione della paura. La nonna fantasma raccomanda al nipote: “Non lasciare che la paura cambi quello che sei!
Il padre di Norman apre un intero orizzonte sullo strapotere della tecnologia che domina e stravolge le nostre vite, quando accorgendosi alla recita scolastica che la sua videocamera non funziona esclama: “Adesso come farò a ricordare questo momento?!?
Un’altra critica alla mediocrità di chi si arrende al pensare comune, senza cercare d’andare oltre i propri pregiudizi, è nella sconsolata constatazione del giudice zombie che fu così prodigo nel mandare a morte la strega: “Eravamo così convinti d’esser sulla retta via in vita… nella morte siamo smarriti!

Scritto da Chris Butler, co-regista del film insieme a Sam Fell, ParaNorman è ricco di citazioni cinematografiche che rendono omaggio soprattutto al Cinema horror di John Carpenter evocando titoli come Fog e Halloween la notte delle streghe, ma anche al Frankenstein di James Whale e coniuga problemi reali degli adolescenti come il bullismo scolastico all’avventura fantastica con l’invasione dei morti viventi.
La diversità che isola il protagonista Norman dai suoi coetanei è importante veicolo per mostrare ai ragazzi, sempre così bisognosi nell’infanzia come nell’adolescenza di ottenere l’approvazione degli altri, che essere fuori dal coro non rappresenta necessariamente un male anzi, spesso chi non si conforma sviluppa una capacità critica fuori dagli schemi utile per affrontare meglio la vita.

ParaNorman è un piccolo capolavoro realizzato con l’animazione di pupazzi animati, attraverso il paziente lavoro di scattare uno per uno i fotogrammi del film su set in miniatura, con la tattile acrobazia di creare oggetti piccolissimi, con vere e proprie sedute di lavoro fisicamente massacranti per gli animatori.
Vecchia come il Cinema la tecnica della stop-motion, come è chiamata negli Stati Uniti, era usata per gli effetti speciali prima dell’avvento del digitale, così fu realizzato il primo King Kong del 1933 e il maestro indiscusso di quest’arte, Ray Harryhausen, ha consegnato alla storia sequenze immortali in innumerevoli film.

Oggi grazie al successo di titoli come Nightmare before Christmas, La sposa cadavere o Galline in fuga, studi come l’americana Laika o i britannici Aardman Animation Studios, a cui si devono i meravigliosi Wallace & Gromit, hanno riscoperto questa tecnica d’animazione e la chicca nascosta in fondo ai titoli di coda di ParaNorman è in questo senso bellissima e interessante.

 

Dettagli

Didascalie immagini

In copertina:
ParaNorman,
locandina originale [particolare]
(© 2012 Laika Inc. / Universal Pictures / Focus Features)

- Teaser poster originale [il teaser poster annuncia
  l’uscita del film ed è diverso dalla locandina che
  accompagna la programmazione nei cinema]
- Norman: risveglio con lo spazzolino zombie /
  il buongiorno alla nonna / Norman e Neil sotto
  il monumento alla strega
- Courtney sorella distratta / Neil amico fedele /
  La presenza della strega nella foresta
- Norman affronta il rancore della strega
- Il giudice zombie / Mitch, fratello di Neil / I temuti
  morti viventi / La dolcezza della nonna fantasma
- Norman, lo zio Prenderghast, la mamma Sandra, i
  l padre Perry, la sorella Courtney, il vicino Mitch,
  l’amico Neil, il bullo Alvin, la nonna fantasma,
  il giudice vivo e morto vivente, due zombie,
  la piccola Aggie
- Kodi Smit-Mc Phee, voce originale di Norman, e il suo
  alterego animato / teste dei personaggi /
  gli animatori sul set
- Il titolo in perfetto stile monster movie d’epoca

© 2012 Laika Inc. / Universal Pictures / Focus Features

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: ParaNorman
  • Regia: Sam Fell & Chris Butler
  • Con le voci di: Francesco Ferri, Alessandro Budroni, Lilian Caputo, Alessio Nissolino, Federico Bebi
  • Sceneggiatura: Chris Butler
  • Fotografia: Oliver Tristan
  • Musica: Jon Brion
  • Montaggio: Christopher Murrie
  • Scenografia: Nelson Lowry
  • Costumi: Deborah Cook
  • Produzione: Arianne Sutner e Travis Knight per Laika Inc.
  • Genere: Animazione
  • Origine: USA, 2012
  • Durata: 93’ minuti
 
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