Paolo Novelli: L’essenziale 1997-2007

di Martina Tinti // pubblicato il 14 Aprile, 2009

Dieci anni di attività sono abbastanza per fare un punto della situazione sull'opera di un artista ed esporre appunto l'essenziale della sua ricerca. Ma in questo caso la parola “essenziale” descrive anche perfettamente il carattere della fotografia di Paolo Novelli. Non solo egli ricerca l'essenzialità intrinsecamente al suo scatto ma la esalta con l'uso del bianco e nero. Alla galleria MOdenArte viene presentato il lavoro di questo giovane fotografo suddiviso in quattro sezioni, una per ciascun progetto da lui portato avanti in questi anni con paziente ricerca.

Inizialmente il suo sguardo ha seguito le persone nel loro vivere per le strade, nel progetto “Persona”. Gli scatti di questa raccolta, però, non sono mai finiti, nel senso di limitati, c'è qualcosa che non si vede, qualcosa di percepibile all'interno dell'inquadratura di non detto, spesso accentuato e cercato da tagli voluti. Sono pezzi di umanità isolati nel loro scorrere così come appaiono, seguendo idee o sentimenti nati sul momento. Con “Niente più del necessario”, che ha costituito la summa della propria ricerca, con un percorso durato dal 1998 al 2006, le linee delle immagini si puliscono e si astraggono, il bianco e nero viene prosciugato fino a cercare un limite massimo di essenzialità, sintesi e poesia. Gli scatti sono evocativi ma soprattuto minimali: niente si può aggiungere e niente si può togliere, pur non risultando schematici.

I progetti che mi hanno maggiormente colpito fanno parte di una “Trilogia della decadenza” umana che mette in evidenza tre aspetti diversi che contraddistinguono il disagio dell'uomo contemporaneo e il suo bisogno di benessere apparente: la fragilità, la solitudine e l'essere nascosto. Due sono già noti mentre l'ultimo deve ancora essere presentato. La prima parte di questa trilogia ha un titolo molto suggestivo: “Vita brevis, Ars longa”. L'oggetto di questa indagine è la paura della morte, anzi la non accettazione della morte. Contro questo rifiuto è rivolta la raccolta di ritratti di persone non di carne ma di pietra: le sculture ottocentesche dei monumenti funebri all'interno dei principali camposanti italiani, compagne e custodi dei defunti. Il passare del tempo e le intemperie rendono i loro tratti assolutamente vitali e l'abilità del fotografo riesce a sfruttare la luce naturale ottenendo una vitalità sorprendente. Sono ritratti frutto della paziente ricerca del momento giusto, della luce adatta, della prospettiva migliore in qualsiasi temperatura e tempo, con tutte le difficoltà connesse! Ho avuto modo di parlare direttamente con l'autore della sua modalità di ricerca e tra gli argomenti emersi durante la conversazione mi ha parlato di come questo progetto sia stato anche un tentativo di dare dignità ad opere d'arte spesso non considerate tali solamente perchè collocate in un cimitero, così da farle acquistare una vita che normalmente non avrebbero per due ragioni, perchè di pietra e perchè parte di un camposanto. Il secondo capitolo, “Grigio notte”, riguarda la solitudine e il senso di impotenza dell'uomo contemporaneo. Sono paesaggi della pianura padana immersi nella nebbia. Paolo mi ha spiegato come sia molto difficile riuscire a fotografare la nebbia poichè in un attimo cambia e soprattutto la percezione che si ha di essa è differente a seconda delle posizioni; inoltre è molto problematico dal punto di vista tecnico per la mancanza di luce e la necessità di esporre a lungo la pellicola. La nebbia ci isola dal mondo attorno a noi, cambia e modifica anche la nostra percezione delle cose, attutisce i suoni e ci confonde. Gli scatti non tendono in alcun modo a creare una atmosfera romantica o a presentare zone ben riconoscibili, riguardano strade, cartelli stradali, lampioni, fari di macchine e silenzio.

Abilità e capacità di attesa si incrociano nei lavori di Paolo Novelli per sfociare in una ricerca di un valore puro anche con la limitatissima tiratura (8 pezzi) che rende questi scatti praticamente pezzi unici e fanno apprezzare un'idea di fotografia che ricerca la piena dignità artistica con una forte coscienza di sè come si può leggere nell'introduzione del catalogo di “Niente più del necessario” nelle parole dello stesso artista: “ Se poi qualcuno per impotenza fotografica o pigrizia si è convinto che non possa essere arte, sono fatti suoi. Se sia arte o meno, in tutta coscienza e senza alibi, il primo a saperlo è chi sta dietro l'obiettivo.”

 

Dettagli

Paolo Novelli
L'essenziale 1997-2007 

Si ringraziano la Galleria MOdenArte per la collaborazione e Paolo Novelli per la
disponibilità.

Didascalie immagini

  • People n.1
  • Still life
  • Untitled, per gentile concessione dell'autore

Mappa

Dove e quando

  • Date : 08 Marzo, 2009 - 09 Maggio, 2009
  • Indirizzo: Modena, Galleria MOdenArte, via Toscanini 26

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