Palma Bucarelli. Il museo come avanguardia

di Elena Pratesi - pubblicato il 17 Luglio, 2009 in Mostre


A cavallo di questo primo decennio del secolo XXI si susseguono importanti centenari per celebrare le arti e i suoi protagonisti.

Alla roboante ricorrenza futurista fanno da contraltare le nascite di storici dell’arte e direttori di musei che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura italiana del secolo passato: a quasi cento anni dalla nascita di Palma Bucarelli, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma dedica una mostra a colei che ne fu direttrice e poi soprintendente dal 1942 al 1975; inaugurata il 25 giugno resterà aperta al pubblico fino all’11 novembre 2009.

La Galleria divenne grazie alla sua guida l’istituzione pubblica di maggior spicco nel panorama dell’arte, quella , quella cui maggiormente gli artisti facevano riferimento e l’unica a iniziare a collaborazione di respiro internazionale con molti musei del mondo: da quelli degli Stati Uniti a quelli giapponesi, russi, tedeschi, inglesi e francesi: la sua prima preoccupazione, infatti, fu quella di selezionare la migliore arte italiana del dopoguerra e di farla conoscere all’estero attraverso mostre collettive che furono ospitate con il sostegno del ministero degli esteri un po’ in tutto il mondo.

“Palma e sangue freddo”, come la definì Mazzacurati, è stata l’anima e la guida del museo per più di trenta anni: quelli che furono tempi di grandi rivoluzioni culturali e politiche che la costrinsero a mettersi in prima linea per salvare le opere del museo durante la seconda guerra mondiale e poi per salvaguardare la sua posizione di donna a capo di un importante museo statale a cui diede un imprinting che tutt’ora rimane visibile.

La Galleria nazionale era stata fino a quel momento un’istituzione periferica della Direzione delle Belle Arti, centrata su schemi museali più adatti all’arte antica che a quella contemporanea; con Palma Bucarelli, la Galleria assunse un ruolo fondamentale nel panorama artistico italiano.

Negli anni sessanta si concentrò sul riordinamento della Galleria, sulla istituzione di servizi museali, quali il laboratorio di restauro, il laboratorio fotografico, e sulla sperimentazione di modelli museografici che avessero respiro internazionale.

Alla fine degli anni sessanta la Galleria risultava a tutti gli effetti un museo moderno, organizzato, capace di recepire eventi e di produrre esposizioni sia al proprio interno che all’esterno, molte furono anche le acquisizioni di opere d’arte che Palma portò a compimento, grazie a numerosi depositi da parte degli artisti e donazioni di collezionisti.

La grande attenzione all’insegnamento dell’arte e alla riflessione critica, con le “domeniche didattiche” e con la costituzione di un importante archivio, la ricerca di una internazionalizzazione dell’istituzione con politiche di contatti ed acquisti spesso criticate dai contemporanei ma plaudite dalla storia, furono i pilastri di un trentennio di lavoro costante ed inflessibile.

La sua direzione, sempre volta alla qualità e al pubblico, suscitò anche scandali come accadde per l’interrogazione parlamentare provocata dall’esposizione di un lavoro di Alberto Burri nel 1959: esempio emblematico di un operare che seguiva uno schema personale di alta ricerca artistica ma che sapeva andare contro i chichès dei tempi e porre il museo come centro propulsore di cultura: “il museo è una struttura scinetifica che deve essere condotta secondo precise metodologie scinetifiche [...] non può limitarsi a compiere acquisti che necessariamente dovrebbe compiere attraverso il mercato, riconoscendogli così una certa priorità di scelta ” (Palma Bucarelli).

Nonostante le accuse, anche di natura politica, di favorire apertamente questa temperie artistica e di ignorare la tradizione italiana (de Chirico fu tra i più accaniti critici del suo operato), indubbiamente riuscì con il suo grande impegno ad inserire la Galleria all’interno del circuito internazionale e di conseguenza a promuovere l’arte italiana delle giovani generazioni fuori dei confini dell’Italia; vi riuscì al di là delle aspettative, facendo leva sulle sue doti naturali e su una combinazione di circostanze favorevoli, ma soprattutto sulla sua ferrea determinazione, perché il modello che si era imposto implicava l’eccellenza in tutto.

Attraverso la presentazione di circa centocinquanta opere tra dipinti, sculture, grafica e di altrettante fotografie dell’epoca, verrà documentata e narrata l’attività che ha svolto per il museo Palma Bucarelli; il catalogo edito da Electa riunisce numerosi contributi critici sulla Galleria, e importanti testimonianze dell’operato svolto dalla direttrice nei suoi trenta anni di operato, e che hanno concorso a delineare la storia dell’arte italiana ed a definire il volto dell’istituzione.

Un percorso completo e ricco dalla scultura italiana degli anni ‘50 e ’60, all'arte cinetica e l'arte programmata italiana e straniera degli anni ‘70; il tutto accompagnato da un avvincente video, a cura di Anna Maria Cerrato, che mostra una rappresentativa antologia di vivaci interviste rilasciate alla RAI da Palma Bucarelli nel corso della sua lunga carriera.

Non meno rilevante la parte dell’esposizione legata alla vita di società dell’epoca e ai tratti privati della grande direttrice, con gigantografie, fotografie, abiti e gusti musicali.

Nei saloni centrali della Galleria nazionale sono esposte 35 sculture di 25 artisti italiani,realizzate tra gli anni cinquanta e i settanta, rappresentative del clima culturale di quegli anni, a cavallo tra espressionismo astratto, astrazione e ricerca di nuovi materiali di espressione, ma anche del collezionismo pubblico.

Questa sezione della mostra tuttavia si differenzia dalla parte più cospicua allestita nelle sale del secondo novecento perché muove dall’intenzione di “isolare” l’aspetto scultoreo e tridimensionale della produzione artistica del periodo preso in esame per analizzarlo visivamente nella sua complessità, ma anche nel rapporto privilegiato con lo spazio che la scultura e in genere le opere tridimensionali richiedono.

La selezione delle sculture è stata operata cercando di documentare tutti i fenomeni più salienti dello sviluppo in senso non figurativo dell’arte dal momento di massima tensione sociale e culturale dell’Italia nella fase della ricostruzione postbellica al momento di crescita e apoteosi della protesta politica della fine degli anni sessanta, alla quale molti artisti aderirono e che segna un momento di netta cesura con il passato, che vede il rinnovamento totale delle poetiche artistiche, che coinvolgono sempre di più le materie, ormai differenti, con le quali le opere vengono realizzate.

Nella sala delle colonne, accanto a tre splendidi esemplari di Ettore Colla, eseguiti con rottami assemblati, abbiamo i lucidi bronzi dei due fratelli Pomodoro, esaltazione del metallo tirato a lustro.

Accanto ad un esemplare della pura scultura informale di Francesco Somaini, creata attraverso una battaglia titanica tra materia e artista, è possibile ammirare un capolavoro in ferro e vetri colorati di Edgardo Mannucci, raffinato orafo anche nella scultura.

Questa descrizione rappresenta solo una piccola parte di tutto quello che comprende questa interessantissima mostra, che va vissuta, nel vero senso della parola, come un viaggio o meglio un come un percorso conoscitivo dell’epoca attraverso questa notevole figura femminile.

Questa mostra nasce con la volontà di sottolineare lo stretto legame fra Palma Bucarelli ed il museo, è stata lei stessa a dichiararlo nel 1963: “Il museo non deve rinunciare al giudizio critico e non deve accettarlo per dato: il giudizio critico deve nascere dal museo, dal fatto stesso che con l’acquisto e l’esposizione di un’opera si riconosce la sua importanza storica e il suo valore come fatto rappresentativo di una situazione di cultura”.

Ha esposto se stessa e il museo per artisti allora controversi, è stata capace di sostenere giovani talenti, la sua visione avanguardistica del museo e museo centrica del sistema dell’arte contemporanea si può discutere, e infatti è stata molto discussa, ma non se ne può negare la coerenza e nemmeno l’efficacia nel tempo e nelle circostanze in cui si manifestò.

Extra

Mappa

Dove e quando

  • Date : 26 Giugno, 2009 - 02 Novembre, 2009
  • Indirizzo: GNAM Galleria nazionale d'arte moderna, Viale delle Belle Arti 131, Roma

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