Operazione dei Carabinieri: sequestrati importanti reperti archeologici

di Sara Baldi // pubblicato il 07 Novembre, 2011

E’ stata portata a termine una vasta operazione, estesa su tutto il territorio laziale, volta al contrasto e alla commercializzazione illecita di reperti  provenienti da scavi clandestini. Grazie all’esecuzione di servizi tecnici, sopralluoghi, controlli e perquisizioni svolte dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale che, alla fine sono riusciti a sequestrare 317 reperti archeologici, numismatici e un metal detector, per un valore approssimativo di 500.000 euro. Tutta l’operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, con nove persone deferite per ricettazione all’Autorità Giudiziaria.
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Altri reperti, 18 per precisione risalenti al periodo I sec. a.C e III d.C. , sono stati sequestrati. Frontali di sarcofago, epigrafi con iscrizioni latine e lastre marmoree di età romana, utilizzati per impreziosire la residenza privata di un imprenditore romano sono stati consegnati al MiBAC per accertarne la provenienza.
E’ stata inoltre recuperata una porzione di architrave in marmo,  divisa in due parti a seguito del  furto avvenuto nel 1959 presso il Museo locale di Terracina (LT) con l’iscrizione latina “studia cn act” e  decorata con motivi floreali, dopo che due marescialli del Reparto avventori di un elegante  bar nel centro di Roma, entrati nel locale per bere un caffè, hanno notato questo importante bene archeologico tra i tavolini riservate ai clienti. A seguito sono scattati i controlli presso la Banca dati dei beni illecitamente sottratti. La sfortuna del proprietario è stata quella di avere tra i suoi clienti il militare che già  nel 1993 partecipò  al recupero dell’altra porzione di architrave conservandone quindi il ricordo visivo e grazie alla sua esperienza nel campo ha permesso così di avviare una perquisizione nell’abitazione del proprietario.
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Sono state così rinvenuti 26 reperti di epoca romana (databili tra il I sec. a.C. ed il III d.C.), tra cui crateri in terracotta, kylix, anfore, coppe, skyphos, oinochoe, un capitello ed un busto maschile in marmo, tre anfore olearie e una kilix frammentata a figure rosse, con quattro medagliette in oro.
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I beni recuperati sono stati restituiti al Museo di Terracina e alla competente Soprintendenza essendo ritenuti di importante interesse storico scientifico.
Un ottantenne romano, F.G., è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per ricettazione.
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Un plauso va al Reparto Operativo TPC dei Carabinieri che ha permesso e portato a compimento questa importante operazione .
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In copertina:
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Le immagini pubblicate si riferiscono ad alcuni dei 317 reperti sequestrati
courtesy Sezione Archeologia dei Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale